Da alcuni anni controllavo la p.a. con Congescor 5 al mattino e Blopress 8 o 16 alla sera. La mia p.
Da alcuni anni controllavo la p.a. con Congescor 5 al mattino e Blopress 8 o 16 alla sera. La mia p.a era mediamente 110 /60, 70 Ora causa un'arteria vertebrale chiusa e calcificazioni cerebrali (poligono di Willis ok) (risultate da angio tac e angio RM) mi è stato detto di tenere la pressione 140 /80. Per me molto difficile in quanto ho dovuto abbassare il dosaggio e così facendo ho picchi ipertensivi a 200 o più. Tra l'altro sono molto emotiva. Non so proprio come gestire la cosa. Visita cardiologica con ecg risultata normale, buona) Vi sarei grata del Vostro prezioso consiglio. (Sono F, anni 73 in terapia con Tocilizumab 1 fiala a settimana per vasculite grandi vasi ora risolta , PCR inferiore a 2,90) Attualmente assumo congescor 3,75 e Blopress 8 .holter p.a. :la media valori sistolici ai limiti della norma nel periodo diurno, oltre il limite di norma nel periodo notturno, normale la media dei valori distolici. I dati analizzati depongono per elevati valori di pressione sistolica (136,10).Pressione differenziale media elevata. Variabilità della pressione sistolica. Diastolica nelle 24 ore nei limiti. Ritmo circadiano abolito con valori pressori notturni pressoché analoghi (136,50 /67,81) a quelli diurni (136,00 /74,24) Mi è stato suggerito di controllare i picchi assumendo Norvasc (in aggiunta alla terapia attuale, oppure gtt di EN o xanas al bisogno, non mi pare una soluzione , dovrei controllarla senza arrivare ad avere i picchi. Molte grazie.
1 risposta
Buonasera, concordo sui suoi dubbi in merito all’utilizzo delle benzodiazepine. Suggerirei, al posto di aggiungere altri farmaci antipertensivi, l’utilizzo di un’associazione farmacologica, ad esempio sartanico e calcioantagonista in un’unica compressa, nel dosaggio che dovrà titolare il cardiologo di sua fiducia in base al range indicato dallo specialista neurologo. In tal modo si può ottenere il doppio vantaggio, di ridurre il numero di pillole da assumere, e di ottenere un profilo pressorio stabile, essendo l’emivita dei farmaci in associazione mediamente più lunga di quella dei singoli componenti. Cordialità
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