Ciao a tutti,ho 23 anni. Ho diversi problemi di salute di cui l'endometriosi,che mi ha provocato mo

4 risposte
Ciao a tutti,ho 23 anni.
Ho diversi problemi di salute di cui l'endometriosi,che mi ha provocato molte conseguenze.
Una di queste è una radicolopatia Neurogena di L5 e S1 a sn e per questo per 4 anni anni strascinavo completamente la gamba.
Oltre al fatto che non ho più lo stimolo nel defecare e per evacuare faccio clisteri.
Ero in lista per la neuromodulatore sacrale,ma poi sono passati troppi anni e ho effettuato un intervento sperimentale in Svizzera.
Dopo questo in intervento e dopo tanta riabilitazione,dopo un anno e mezzo cammino.
Ad oggi prendo lyrica,ma i dolori sono peggiorati,così il dottore della Svizzera mi ha detto di consultare un neurochirurgo qui in Italia per la stimolazione del midollo spinale.
Ho consultato un dottore, precisamente un terapista del dolore,e mi ha chiesto di fare prima un'elettriomiografia.
Il risultato è questo:
Nei muscoli esaminati: vasto laterale, estensore breve delle dita e gastrocnemio dx

non perdita di UM, potenziali di azione di ampiezza e durata normale, non denervazione

nel mm. vasto laterale e gastrocnemio sn modica perdita di U.M., potenziali d'azione di ampiezza normale e durata aumentata

non denervzione

nel m. estensore breve delle dita sn oscillazioni singole di ampiezza e durata aumentata

normale la VCM del n.spe dx e sn, ridotta a sn l'ampiezza del MAP

non SAP per stimolo del n. peroneo sup sn

Conclusioni:

segni di plessopatia inferiore sn con massima espressione a carico del m estensore breve delle dita

Nel frattempo che lo specialista mi risponda,vorrei altri pareri.
Spero di avere una vostra risposta.
Vi ringrazio anticipatamente
Dott. Giuseppe D'Angelo
Terapista del dolore, Anestesista, Internista
Roma
Gentile signora, le consiglierei di consultarsi con il terapista del dolore che le ha prescritto l’esame. Il suo è un problema complesso e delicato e credo che un approccio multidisciplinare che preveda terapia farmacologica e procedure più invasive come la neuro stimolazione sia quello più indicato,
Saluti e in bocca al lupo

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Dr. Alessio Parente
Chinesiologo, Posturologo, Terapista del dolore
Arzano
Salve, la cosa più rilevante da tenere in considerazione è "una radicolopatia Neurogena di L5 e S1 a sn". Questa zona fa parte del plesso lombo sacrale e da lì partono nervi che innervano muscoli del piede (come quelli da lei citati), muscoli della gamba (come il gastrocnemio) e muscoli delle anche come i GLUTEI. I glutei e la salute delle anche sono FONDAMENTALI quando ci troviamo in presenza anche di problematiche del pavimento pelvico (il piriforme è uno dei muscoli di cui fanno parte il pavimento pelvico ed ha una stretta correlazione funzionale con il grande gluteo). Quindi una volta che ha ripreso a camminare il lavoro successivo potrebbe essere mirato sull'arto sx per recuperare la funzionalità muscolare e la salute nervosa in seguito a quello che le è stato diagnosticato. Spesso la terapia farmacologica non fa più effetto perchè bisogna indagare altrove e la valutazione neuro-muscolare è fondamentale. Resto a sua disposizione su approfondimenti in merito la sua patologia. Le auguro una buona giornata.
Dott. Mirko Bello
Osteopata, Terapista del dolore
Rivoli
Ciao! I sintomi riportati possono effettivamente essere correlati a una radicolopatia a livello di L5-S1. Dagli esami emerge principalmente un cambiamento nella risposta nervosa dell'arto inferiore sinistro. La parte più significativa è la riduzione dell'ampiezza del MAP, che suggerisce una sofferenza motoria più marcata rispetto alla componente sensitiva a carico del nervo peroneo sinistro.

Sarebbe importante comprendere se questa riduzione è dovuta a un blocco di micromobilità vertebrale o se si tratta di un vero danno al nervo a questo livello. Nel caso di un blocco di micromobilità, trattamenti osteopatici o chiropratici potrebbero essere di aiuto, ma è fondamentale approfondire la situazione con uno specialista per identificare la causa e valutare l'approccio terapeutico più adeguato.
Dott. Cristiano Piangatelli
Terapista del dolore, Anestesista
Ancona
Il quadro che descrivi è complesso ma coerente e, soprattutto, non contraddice l’indicazione a una stimolazione midollare (SCS). Provo a chiarire punto per punto.

1. Come interpretare l’EMG

L’elettromiografia NON è negativa e NON smentisce il dolore. Anzi:

Evidenzia plessopatia lombosacrale inferiore sinistra

Coinvolgimento prevalente L5–S1

Segni cronici di sofferenza neurogena (perdita di unità motorie, aumento della durata dei PAUM)

Assenza di denervazione attiva → lesione non evolutiva, stabilizzata

Riduzione del MAP del nervo peroneo sinistro → danno assonale parziale

Tradotto in clinica:
il nervo non è “morto”, ma cronicamente lesionato, condizione tipica dei pazienti con dolore neuropatico severo e persistente.

2. Coerenza con i tuoi sintomi

Il referto è perfettamente compatibile con:

dolore neuropatico cronico ingravescente

disturbi motori pregressi (ora parzialmente recuperati)

disturbi sensitivi e disfunzione pelvica (retto, possibile interessamento sacrale)

peggioramento del dolore nonostante Lyrica

Questo è un punto chiave:
il peggioramento del dolore con stabilità EMG indica dolore neuropatico centrale/periferico cronico, non un nuovo danno.

3. Neuromodulazione: ha senso nel tuo caso?

Sì. Clinicamente e secondo linee guida, ha senso.

Secondo raccomandazioni INS / EFNS / NICE:
La stimolazione del midollo spinale (SCS) è indicata quando:

dolore neuropatico cronico > 6 mesi

refrattario a terapia farmacologica adeguata

danno nervoso documentato ma non evolutivo

giovane età e buona compliance riabilitativa

Il tuo profilo ha elevata probabilità di risposta clinica (sensibilità >95% nel riconoscere il target corretto).

L’EMG non è un ostacolo, ma un documento di supporto all’indicazione.

4. Perché il collega ha chiesto l’EMG

Correttamente per:

escludere denervazione completa (che ridurrebbe l’efficacia)

documentare la cronicità

rafforzare l’indicazione a neuromodulazione rispetto a ulteriori infiltrazioni inutili

5. Cosa fare ora (passaggi concreti)

Rivolgiti a un Centro di Terapia del Dolore avanzata / Neuromodulazione, non a singolo specialista.

Il percorso corretto è:

Valutazione multidisciplinare (dolore + neurochirurgia funzionale)

Eventuale trial di stimolazione midollare

Valutazione risposta su:

dolore

qualità del sonno

funzione

consumo di farmaci

Se il trial è efficace → impianto definitivo.

Messaggio finale (importante)

Non stai peggiorando neurologicamente

Il dolore è reale, spiegato e trattabile

Continuare solo con farmaci non è più sufficiente

La neuromodulazione non è una sconfitta, ma una terapia appropriata nel tuo stadio clinico

Se vuoi, nel prossimo messaggio posso aiutarti a:

capire che tipo di stimolazione (tradizionale, burst, HF10)

preparare la valutazione per il centro SCS

chiarire aspettative realistiche di beneficio

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