Buongiorno, vi scrivo per un problema di infertilità dovuto a prostatite con leucospermia del mio co

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Buongiorno, vi scrivo per un problema di infertilità dovuto a prostatite con leucospermia del mio compagno. Dopo tre anni di ricerca gravidanza siamo persi in un mare di visite e esami senza davvero trovare una via d'uscita se non la temuta (almeno per me) pma, ci propongono icsi. Il quadro spermatico è critico. Negli ultimi due anni si sono susseguite delle cure più o meno pensate a base di levofloxacina, cortisone per via orale, cortisone in supposte, tanti integratori sia commerciali sia fitoterapici, ultimamente sotto consiglio dell'ultimo andrologo glutatione e eskim con topster supposte. Esami colturali sempre negativi ma non ha mai fatto esame di stamey.
Io dopo i rapporti soffro spesso di bruciore e sono risultata positiva a escherichia coli e enterococcus faecalis, tutti dicono però che non arriva da lui ma dal mio intestino, nonostante la correlazione tra i rapporti e i peggioramenti a me sembrano evidenti. Oggi è arrivato l'ultimo esito, uno spermiogramma che si discosta dai precedenti nettamente sulla leucospermia che dopo più di un anno è tornata nei limiti, anche le cellule rotonde sono nei limiti (sono sempre state 3 volte oltre ai limiti), migliorata nettamente anche la motilità progressiva. Permane la morfologia pessima (<1%) e numero per eiaculato di 15 mln (3ml tot. Eiaculato) quindi scarso. Dopo tutte queste cure sembra che la leucospermia sia finalmente sotto controllo ma il numero è diminuito e la morfologia resta critica e invariata, migliorerà anche questa?
Nell'ultimo mese prima di questo spermiogramma ha seguito anche una dieta anti-infiammatoria (seguendo un po' le linee guide contro la prostatite e ha perso qualche kg, è quasi normopeso, 1 o due kg oltre)
Escluso varicocele, tamponi uretrali negativi (non ricercato hpv). Non ha fatto mar test.
Altre cose da segnalare, aveva una verruca enorme che ha tolto ma sul piede (non dovrebbe centrare con hpv) e qualche anno fa ha avuto la rickettsia curata con Bassado.
Grazie a chi risponderà.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Un quadro tanto articolato quanto presumibilmente mal gestito cercando solo ogni volta di tamponare un segnale o un altro, ma sempre senza avere lo stato complessivo in mano. Lei parla di numerosi esami e visite, ma sembra che alla fien sempre le stese cose siano state fatte e magari anche sottovalutate. La leucospermia perisistente è un forte indice di una almeno discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica che nessuno sembra aver mai considerato. Le terapie con il cortisone sono parte del problema e non della soluzione, così come gli inutlli antibiotici in assenza di significative crescite batteriche dimostrate opportunamente. Impossibile è valutare gli spermiogrammi senza vederli per poter decifrare attentamente i dati, ma dal poco riportato emergono aspetti decisamente incoerenti (tenga presente che uno spermatozoo dotato di mobilità progressiva rapida deve essere integro e quindi quanto lei riporta non è coerente)... poi non è chiara la concentrazione ì, il volume e mancano tutti i dati di qualità motoria. La sua positività batterica può facilmente derivare da autocontaminazione nel campionamento oppure, è vero, dal suo intestino e i suoi bruciori post-coito nulla hanno a ch vedere con i batteri ma derivano da stati irritativi che un buon ginecologo deve verificare nella natura e consistenza. Infine deve sempre avere presente che una qualunque terapia per la disfertiltià maschile prima di essere controllata richiede almeno 6 mesi; per fare una pMA occorrono almeno condizioni chiare sule ragioni della disfertiltà oppure è alto il rischio di fallimento e per lei una PMA con ICSI non è una passeggiata. Credo che il quadro del so compagno debba esere interamente rivisto a partire da quanto seguito nel tempo, poi interamente rivalutato con i dovuti esami che certamente non avrà mai fatto ed infine allora si potrà attivare l'utile percorso terapeutico che non sarà inferiore ai due anni e che potrebbe permettere una PMA con ICSI dopo non meno di 6 mesi. In ogni caos la questione non è dolo la capacità fertile del suo compagno, ma anche e soprattutto il suo stato reale di salute.

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