Buongiorno, Vi scrivo per aggiornamenti su un episodio avuto nel 2019 (già comparso qui), che purtr

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Buongiorno,
Vi scrivo per aggiornamenti su un episodio avuto nel 2019 (già comparso qui), che purtroppo sta diventando un’ossessione.

Una mattina mi svegliai alle 6 percependo un battito regolare molto accelerato (non saprei dire se addirittura 200 o 300 battiti al minuto) senza alcun segno di agitazione o ansia (o incubi), agitazione che naturalmente mi venne successivamente. L’episodio (prima dell’agitazione) mi durò circa 10 minuti o forse anche di più, non ricordo precisamente.
Mi svegliò proprio solo la percezione della tachicardia, mai avuta precedentemente in quelle modalità.
(Era un periodo di stress/ansia).

Mi allarmai moltissimo e chiamai l’ambulanza, poi la tachicardia (a quel punto trasformatasi in tachicardia da ansia) andò via poco a poco e arrivai al PS dove già l’ecg risultava normale.

Siamo nel 2024, nel frattempo ho eseguito diversi ecg, diversi holter (anche per extrasistoli), un ecocardiogramma (con lieve prolasso mitralico), tutti nella norma, il mio cuore sembra sano.
(Non soffro nemmeno di reflusso gastroesofageo).

Non mi è mai più successo niente di simile.

Le uniche cose che mi succedono sono extrasistoli isolate o che durano per ore (una ogni tot minuti), e sensazione di battito strano -come fosse fuori posto nel petto- ma regolare nei diversi minuti tra un’extrasistole e l’altra.
Su questo battito strano, sono stata rassicurata, essendo un sintomo aspecifico: dovrei preoccuparmi?.

Purtroppo non riesco a togliermi dalla testa la possibilità di aver avuto, nel 2019, un brutto episodio di tachiaritmia grave (penso, nella mia ignoranza, a flutter atriale o tachicardia ventricolare o altro), e ho paura si possa ripetere da un momento all’altro, di giorno o proprio mentre sto dormendo (ultimamente infatti faccio fatica a prendere sonno), a volte ho quindi paura di essere a rischio della vita costantemente.

(Sono già in trattamento psicoterapeutico per problemi d’ansia, per la verità un po’ diminuiti negli ultimi anni).

Spero ci sia modo di tirarmi fuori da questo scacco.
Vi ringrazio per qualsiasi consiglio/parere sulle possibili cause della tachiaritmia ed eventualmente del battito strano riusciate a darmi.
Dr. Giuseppe BILOTTA
Cardiologo, Medico certificatore
Cagliari
Buongiorno. L’episodio del 2019 da lei descritto è inquadrabile in una tachiaritmia non altrimenti specificata di breve durata ma comunque emodinamicamente stabile in considerazione del fatto che lei in quella circostanza non ebbe perdita di conoscenza o altri elementi clinici suggestivi per collasso cardiocircolatorio. Questo aspetto fa inquadrare l’episodio in un evento di modesta significatività confermato inoltre dalla bontà degli accertamenti strumentali immediatamente effettuati e dal mancato ripetersi dell’evento. Parlando invece del prolasso mitralico possiamo diversamente dire che si tratta di una una patologia piuttosto eterogenea che molto spesso richiede l’esecuzione di indagini cardiologiche supplementari ( RMN SEF ) oltre ai comuni e noti ecocardiogrammi ed Holter al fine di giungere ad una corretta stratificazione del rischio aritmico che rappresenta il punto cruciale della sua preoccupazione. Tra gli elementi che maggiormente incidono sul rischio aritmico vi è la temuta MAD (Disgiunzione Anulare Mitralica) caratterizzata da una semplice distanza tra la parete infero-laterale del ventricolo sinistro e l’anello della valvola mitrale che se pronunciata in maniera significativa ( parliamo di una disgiunzione superiore ai 10 millimetri ) spesso si associa ad episodi aritmici semplici come le extrasistoli ventricolari o piu complessi come le tachicardie ventricolari. Va pero’ detto che i fenomeni extrasistolici isolati nei soggetti affetti da prolasso della mitrale sono piuttosto frequenti e non costituiscono un preciso indicatore/marcatore di morte cardiaca improvvisa; diversamente assumono un significato prognostico ben diverso e piu’ temibile se frequenti, numerosi, e soprattutto, se provenienti dal muscolo papillare o dall’LVOT ( tratto di efflusso ventricolare sinistra ) Uno stretto follow-up di 3-6 mesi caratterizzato da indagini Holter ed ecocardiografiche le potrà inoltre garantire un maggiore inquadramento della sua condizione oltre che una piu’ convinta serenità.

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