Buongiorno. Sono uomo di 45 anni e da circa 5 anni accuso deficit erettivo, riduzione della libido e

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Buongiorno. Sono uomo di 45 anni e da circa 5 anni accuso deficit erettivo, riduzione della libido e della capacità di mantenere l'eccitazione. Sono fisicamente in forma e svolgo attività sportiva moderata (joggin 2 volte a settimana per mezzora). I capezzoli si sono fatti più sensibili, e rispetto al passato ho maggior ritenzione di liquidi nella fascia tronco/addominale. La peluria del corpo è conservata, anche se pare più sottile rispetto al passato, l'eiaculato meno denso, erezioni mattutine spontanee molto rare e brevi. Non ho mai fumato, non bevo e non ho altre patologie, se non un modesto varicocele a sinistra (la dimensione testicolare è preservata). Per una quindicina di anni ho assunto finasteride per frenare agli albori una modesta alopecia androgenetica, poi sospesa 5 anni fa, senza peraltro vedere alcun peggioramento della medesima.
Dal punto di vista emotivo la cosa mi affligge e mi porta ad abbassamento del tono dell'umore e comportamenti evitanti che creano un circolo vizioso. L'uso di farmaci adiuvanti non è poi così efficace, per il ridotto imprescindibile meccanismo eccitativo.
Si associa difficoltà al riposo notturno e facile irritabilità. Ovviamente da ragazzo non avevo mai accusato deficit di questo tipo.

Ho eseguito recenti accertamenti che hanno riscontrato indicativamente:
Testosterone totale 1.73 ng/ml.
Prolattina 12.18 ng/ml
TSH 3.1 mcrIU/ml (normali ft3-ft4)
Cortisolo 16.6 mcg/dl
PSA 0.72 ng/ml.
Un anno fa: testosterone totale 5.20 ng/ml e libero a 10.48 pg/ml; prolattina 13.65 ng/ml (due anni fa 14.25); LH 3.04 mUI/ml; FSH 1.77 mUI/ml.
Due anni fa: testosterone 3,95 ng/ml e libero 13.5 pg/ml; prolattina 14.24 ng/ml; LH 3.29 IU/L; FSH 1.82 IU/L; TSH 4.08 mcrIU/ml; DHT 337 pg/ml.
Ecograficamente non alterazioni morfostrutturali a carico dei reni, fegato e pancreas, vie biliari e milza; prostata di dimensione nei limiti con qualche area fibrotica.
Un primo parere endocrinologico ha reputato di monitorare solo la situazione, non escludendo relazioni con stress lavorativo, e preferendo la non prescrizione di terapia androgenica.
Noto che nel tempo si osserva una progressione al ribasso degli ormoni dell'asse ipofisario/gonadico e un andamento altalenante di prolattina e TSH.
Gradirei se possibile un parere sulle prossime mosse da seguire. E' raccomandabile eseguire una RM ipofisaria, e nel caso con o senza MdC?
Ci sono altri accertamenti utili? Può trattarsi di un fisiologico declino (andropausa precoce) ? E' a questo punto necessaria una terapia ormonale, in relazione alla mia non ancor avanzata età?
Ringrazio anticipatamente chi volesse offrirmi il proprio supporto rispondendomi.
Cordiali saluti.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Certamente una buona dose di stress getionale esiste e aleggia su tutta la vicenda. Questa sembra essere caratterizzata da una insana assunzione di finasteride per 15 anni e da oscillazioni ormonali dell'asse androgenico (forse conseguenti o forse no) con possibili aspetti di destrutturazione delle componenti genitali allo stato tutte abbondantemente sottovalutate o non valutate. Forse l'unico organo che funziona in relazione al quadro è la sua ipofisi che credo debba essere lasciata in pace. Le serve un ottimo andrologo che riprenda in mano tutta la situazione e svolga i dovuti esami con completezza e coerenza per poi poter decidere nel merito.

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