Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni. Circa due mesi e mezzo fa ho iniziato ad avvertire diversi
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Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni.
Circa due mesi e mezzo fa ho iniziato ad avvertire diversi sintomi gastrointestinali: nausea persistente, inappetenza, gonfiore addominale e alterazioni dell’alvo.
Ho eseguito analisi del sangue e delle feci. Dai risultati è emersa una calprotectina fecale pari a 800, con VES e PCR elevate e valori epatici leggermente sopra il limite.
Mi sono quindi rivolta a un gastroenterologo che mi ha prescritto la seguente terapia:
Flagyl 250 mg per 6 giorni (2 volte al giorno)
Mesalazina 800 per 20 giorni (4 compresse al giorno)
Mesalantis per 20 giorni
Una settimana dopo aver terminato la terapia ho ripetuto gli esami. La calprotectina è scesa a 13,6, quindi rientrata nei valori normali. Anche PCR e VES si sono abbassate, ma risultano ancora leggermente sopra il limite.
I sintomi sono migliorati, tuttavia continuo a percepire episodi di nausea e riesco a mangiare solo pochi alimenti che non mi provocano fastidio. Il gastroenterologo, al momento, non ha ritenuto necessario eseguire colonscopia o gastroscopia.
Vorrei chiedere gentilmente alcuni chiarimenti:
Con una calprotectina iniziale così alta (800) ma rientrata a 13,6 dopo circa 20 giorni di terapia, è possibile escludere malattie infiammatorie croniche intestinali come morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa? Nel caso si trattasse di queste patologie, la calprotectina potrebbe ridursi così drasticamente in così poco tempo con una terapia come quella indicata?
Il fatto che continui ad avvertire soprattutto nausea potrebbe essere legato a un problema dello stomaco o dell’esofago, come ad esempio ernia iatale o gastrite?
Esiste correlazione tra calprotectina fecale elevata e patologie gastriche (come ernia iatale o problemi dello stomaco), oppure la calprotectina è specifica solo per l’infiammazione intestinale?
Ci tengo a precisare che il sintomo principale è la nausea.
Grazie mille in anticipo.
Circa due mesi e mezzo fa ho iniziato ad avvertire diversi sintomi gastrointestinali: nausea persistente, inappetenza, gonfiore addominale e alterazioni dell’alvo.
Ho eseguito analisi del sangue e delle feci. Dai risultati è emersa una calprotectina fecale pari a 800, con VES e PCR elevate e valori epatici leggermente sopra il limite.
Mi sono quindi rivolta a un gastroenterologo che mi ha prescritto la seguente terapia:
Flagyl 250 mg per 6 giorni (2 volte al giorno)
Mesalazina 800 per 20 giorni (4 compresse al giorno)
Mesalantis per 20 giorni
Una settimana dopo aver terminato la terapia ho ripetuto gli esami. La calprotectina è scesa a 13,6, quindi rientrata nei valori normali. Anche PCR e VES si sono abbassate, ma risultano ancora leggermente sopra il limite.
I sintomi sono migliorati, tuttavia continuo a percepire episodi di nausea e riesco a mangiare solo pochi alimenti che non mi provocano fastidio. Il gastroenterologo, al momento, non ha ritenuto necessario eseguire colonscopia o gastroscopia.
Vorrei chiedere gentilmente alcuni chiarimenti:
Con una calprotectina iniziale così alta (800) ma rientrata a 13,6 dopo circa 20 giorni di terapia, è possibile escludere malattie infiammatorie croniche intestinali come morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa? Nel caso si trattasse di queste patologie, la calprotectina potrebbe ridursi così drasticamente in così poco tempo con una terapia come quella indicata?
Il fatto che continui ad avvertire soprattutto nausea potrebbe essere legato a un problema dello stomaco o dell’esofago, come ad esempio ernia iatale o gastrite?
Esiste correlazione tra calprotectina fecale elevata e patologie gastriche (come ernia iatale o problemi dello stomaco), oppure la calprotectina è specifica solo per l’infiammazione intestinale?
Ci tengo a precisare che il sintomo principale è la nausea.
Grazie mille in anticipo.
La calprotectina si alza solo in caso di processi infiammatori a carico dell’intestino. Nessuna correlazione con patologie gastriche e con sintomi come la nausea.
Quindi si tratta di due problemi distinti. Difficile che a livello intestinale potesse esservi in atto una colite ulcerosa o un Crohn perché la risposta alla terapia ( peraltro non particolarmente “aggressiva” ) in termini di calprotectina è stata molto rapida.
Quindi si tratta di due problemi distinti. Difficile che a livello intestinale potesse esservi in atto una colite ulcerosa o un Crohn perché la risposta alla terapia ( peraltro non particolarmente “aggressiva” ) in termini di calprotectina è stata molto rapida.
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