Buongiorno, sono una ragazza che vive a La Spezia e chiedo informazioni in merito ad una situazione

Buongiorno, sono una ragazza che vive a La Spezia e chiedo informazioni in merito ad una situazione che riguarda mia madre affetta da Fibrillazione Atriale. Il quesito che pongo però riguarda la percentuale di rischio che corre assumendo terapia anticoagulante orale avendo un angioma venoso ramificato in sede cerebellare. Nella mia città, purtroppo, non ci sono neurochirurghi e nell'attesa di fare una visita accurata volevo avere qualche informazione in merito. Anticipatamente ringrazio per l'attenzione

3 risposte


Gli angiomi venosi non costituiscono un rischio per la terapia anticoagulante se non associati ad altre malformazioni vascolari o ad angiomi cavernosi. Anzi è teoricamente più protetta verso la trombosi dell'angioma che è la causa principale di complicanze intracraniche dovute all'angioma venoso. Certamente è corretto eseguire un consulto Neurochirurgico per visionare la RM encefalo ed Angio RM che ha eseguito e decidere eventuali ulteriori approfondimenti.

DS

Dott. Diego Spagnoli

neurochirurgo

Fontanellato

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Salve, sarebbe opportuno valutare con attenzione la storia clinica (sia neurologica che cardiologica), nonché la documentazione neuroradiologica in suo possesso in modo tale da decidere insieme ad un collega aritmologo, quale sia la strategia miglior per sua madre, valutandone rischi e benefici. Cordialità Dr. Alfio Spina


Buonasera, non esistono evidenze sul fatto che una terapia anticoagulante orale aumenti la probabilità di sanguinamento nei cavernomi cerebrali.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.