Buongiorno, sono un uomo di 72 anni, sette mesi fa sono stato operato di ernia inguinale, tutt'ora
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Buongiorno,
sono un uomo di 72 anni, sette mesi fa sono stato operato di ernia inguinale, tutt'ora soffro di fastidi e dolori nella zona interessata dall'intervento. Mi fu riscontrata una piccola ernia a sx e seppure io ero recalcitrante ad affrontare un intervento chirurgico in quanto da tempo mi trovo sottoposto ad un forte stress che compromette le mie condizioni psicofisiche, mi fu consigliato vivamente di fare l'intervento per evitare possibili strozzamenti. Pensavo di ricorrere alla laparoscopia per evitare un intervento invasivo però dove mi trovo, vivo all'estero buona parte dell'anno, non è stato possibile trovare un centro adeguato per questo tipo di intervento. Dopo l'operazione ho ricevuto un breve trattamento con antidolorifici e antinfiammatori però subito la situazione si è rivelata anomala ed a nulla sono servite le visite a specialisti che si sono limitati a darmi altri medicamenti sintomatici, solo dopo alcuni mesi un neurologo mi ha prescritto una cura per due mesi con Amitriptilina e Gabapentina che hanno sì migliorato la situazione ma alla fine del trattamento mi sono trovato in condizioni di grande affaticamento, trastorno psichico e la ripresa dei sintomi. Tornato in Italia il mio medico mi consiglia una terapia a base di Pregabalin mentre una specialista in Neurologia mi dice che più che dell'aspetto neuropatico in questo momento devo preoccuparmi del problema dello stress che con le sue conseguenze (insonnia, tensione, infiammazione generalizzata) è sicuramente la causa determinante della mia patologia. Mi da un trattamento con Prazene 1 cps alla sera per 1-2 mesi. La cura da buoni risultati (unica controindicazione un rapido aumento di peso), mi sento meglio psicologicamente ed i sintomi si attenuano però alla fine del trattamento ritorno alle condizioni precedenti. Al mattino mi sento abbastanza bene però con il trascorrere delle ore la situazione peggiora, anche stare seduto mi procura fastidio e dolore, l'unica posizione che da sollievo è quella di stare sdraiato. Dopo pranzo si complica ulteriormente e ho delle difficoltà pure a camminare e questo per me è insopportabile essendo sempre stato una persona molto attiva anche fisicamente. Ieri sono stato nuovamente dal chirurgo che mi ha operato, un ottimo medico che gode di buona fama, che mi dice che è la prima volta che gli capita una situazione simile e che secondo lui ci sono problemi nell'integrazione della rete nei tessuti, probabilmente anche a causa dello stress. Mi consiglia anche lui una terapia con Pregabalin però vista l'esperienza precedente con Pentagabina e Amitriptilina no mi convince molto. Io sono propenso a credere che durante l'intervento ci sia stata una lesione del nervo ilioinguinale (all'intervento erano presenti dei giovani medici ai quali il chirurgo spiegava la tecnica operatoria e insegnava i vari nervi, canali e vene che passano nella zona inguinale....) e che sia necessario un approfondimento che permetta di accertarsi delle vere cause del malessere e trovare le giuste soluzioni, se non è già troppo tardi. Purtroppo fino ad ora ne qui ne in Italia ho trovato soddisfazione alla mia richiesta.
In attesa di ricevere risposta ringrazio anticipatamente.
Elio
sono un uomo di 72 anni, sette mesi fa sono stato operato di ernia inguinale, tutt'ora soffro di fastidi e dolori nella zona interessata dall'intervento. Mi fu riscontrata una piccola ernia a sx e seppure io ero recalcitrante ad affrontare un intervento chirurgico in quanto da tempo mi trovo sottoposto ad un forte stress che compromette le mie condizioni psicofisiche, mi fu consigliato vivamente di fare l'intervento per evitare possibili strozzamenti. Pensavo di ricorrere alla laparoscopia per evitare un intervento invasivo però dove mi trovo, vivo all'estero buona parte dell'anno, non è stato possibile trovare un centro adeguato per questo tipo di intervento. Dopo l'operazione ho ricevuto un breve trattamento con antidolorifici e antinfiammatori però subito la situazione si è rivelata anomala ed a nulla sono servite le visite a specialisti che si sono limitati a darmi altri medicamenti sintomatici, solo dopo alcuni mesi un neurologo mi ha prescritto una cura per due mesi con Amitriptilina e Gabapentina che hanno sì migliorato la situazione ma alla fine del trattamento mi sono trovato in condizioni di grande affaticamento, trastorno psichico e la ripresa dei sintomi. Tornato in Italia il mio medico mi consiglia una terapia a base di Pregabalin mentre una specialista in Neurologia mi dice che più che dell'aspetto neuropatico in questo momento devo preoccuparmi del problema dello stress che con le sue conseguenze (insonnia, tensione, infiammazione generalizzata) è sicuramente la causa determinante della mia patologia. Mi da un trattamento con Prazene 1 cps alla sera per 1-2 mesi. La cura da buoni risultati (unica controindicazione un rapido aumento di peso), mi sento meglio psicologicamente ed i sintomi si attenuano però alla fine del trattamento ritorno alle condizioni precedenti. Al mattino mi sento abbastanza bene però con il trascorrere delle ore la situazione peggiora, anche stare seduto mi procura fastidio e dolore, l'unica posizione che da sollievo è quella di stare sdraiato. Dopo pranzo si complica ulteriormente e ho delle difficoltà pure a camminare e questo per me è insopportabile essendo sempre stato una persona molto attiva anche fisicamente. Ieri sono stato nuovamente dal chirurgo che mi ha operato, un ottimo medico che gode di buona fama, che mi dice che è la prima volta che gli capita una situazione simile e che secondo lui ci sono problemi nell'integrazione della rete nei tessuti, probabilmente anche a causa dello stress. Mi consiglia anche lui una terapia con Pregabalin però vista l'esperienza precedente con Pentagabina e Amitriptilina no mi convince molto. Io sono propenso a credere che durante l'intervento ci sia stata una lesione del nervo ilioinguinale (all'intervento erano presenti dei giovani medici ai quali il chirurgo spiegava la tecnica operatoria e insegnava i vari nervi, canali e vene che passano nella zona inguinale....) e che sia necessario un approfondimento che permetta di accertarsi delle vere cause del malessere e trovare le giuste soluzioni, se non è già troppo tardi. Purtroppo fino ad ora ne qui ne in Italia ho trovato soddisfazione alla mia richiesta.
In attesa di ricevere risposta ringrazio anticipatamente.
Elio
Buongiorno
sicuremente il parere del neurologo nel suo caso puo dare indicazioni piu precise ma in genere l'elettromiografia sensitiva dovrebbe valutare con piu' precisione la situazione. In ogni caso ne parli con il chirurgo che l'ha operata per valutare l'utilità di ogni ulteriore indagine diagnostica soprattutto alla luce di successivi eventuali provvedimenti
Cordialmente
Dr. Ascenzi
sicuremente il parere del neurologo nel suo caso puo dare indicazioni piu precise ma in genere l'elettromiografia sensitiva dovrebbe valutare con piu' precisione la situazione. In ogni caso ne parli con il chirurgo che l'ha operata per valutare l'utilità di ogni ulteriore indagine diagnostica soprattutto alla luce di successivi eventuali provvedimenti
Cordialmente
Dr. Ascenzi
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Buongiorno, le consiglio una visita presso un ambulatorio di terapia del dolore, per provare a fare delle infiltrazioni in sede di ferita e vedere se queste possono eliminare i dolori a livello della ferita.
Cordiali saluti
Dr.ssa Cavallo
Cordiali saluti
Dr.ssa Cavallo
Il dolore post operatorio è una condizione che ormai è diventata troppo frequente, spesso deriva da una patologia preesistente all'interveto , di cui l'ernia non ne era certamente la causa.
Non tutte le ernie devono essere operate.
Comunque spesso la risoluzione di questi dolori sta in un nuovo intervento condotto da chirurghi esperti di questa patologia.
Le terapie con gabapentin e derivati se non hanno effetto è inutile continuarle o ripeterle.
Il tentativo successivo sono le infilttrazioni, poi si deve considerare il reintervento.
Non tutte le ernie devono essere operate.
Comunque spesso la risoluzione di questi dolori sta in un nuovo intervento condotto da chirurghi esperti di questa patologia.
Le terapie con gabapentin e derivati se non hanno effetto è inutile continuarle o ripeterle.
Il tentativo successivo sono le infilttrazioni, poi si deve considerare il reintervento.
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