Buongiorno, sono un uomo di 49 anni, da sempre con una lieve ipocondria di fondo, ma abbastanza cont
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Buongiorno, sono un uomo di 49 anni, da sempre con una lieve ipocondria di fondo, ma abbastanza controllabile. Circa due anni fa dopo un probabile covid non diagnosticato, ho perso completamente gusto e olfatto che ancora non ho completamente riacquisito, anzi l'olfatto è rimasto al 20% circa, il mio stato ipocondriaco è aumentato tantissimo, temendo di avere qualcosa al cervello visto che non si riusciva a capire l'origine dei sintomi. Per farla breve, per questo e per tutta una serie di altri diturbi sopraggiunti in seguito ho passato gran parte del 2024 ad effettuare le più disparate analisi. Mi sono così deciso a mettermi in cura con una terapeuta cognitivo-comportamentale, dopo alcuni mesi visto che non percepivo sostanziali migioramenti mi sono rivolto ad una psichiatra che ascoltatomi, senza comunicarmi nessuna diagnosi mi ha prescritto un ciclo di duloxetina, qui è iniziato l'incubo: già dopo l'assunzione della prima capsula mi sono sentito malissimo, ansia molto intensa, incapacità di stare fermo, tremori, insonnia quasi totale la notte ed ipersonnia il giorno. Informata la psichiatra mi dice di resistere perchè sono solo io che mi aumento i sintomi ansiosi facendo caso a tutto quello che succede al mio corpo, mi suggerisce di prendere un calmante anche naturale, o al limite xanax riesco con fatica a passare ai dopo 10 giorni, con tremori notturni senza riuscire a chiudere occhio ed ansia sempre più intensa. Alle mie varie rimostranze la psichiatra mi dice di resistere perchè l'effeto positivo si inizierà a vedere in seguito. Io arrivato intorno ai 20 giorni non ce la faccio più a sopportare e decido di sospendere. Cambio psicologo e psichiatra, il nuovo psichiatra mi introduce molto lentamente mirtazapina fino ad arrivare, gabapentin e felison, le cose dopo un paio di settimane sembrano andare bene, all'improvviso un evento spiacevole del quale preferisco non parlare riporta tutto come prima. Proviamo ad inserire Escitalopram gocce per darmi un aiuto, ma dopo giorni quando inzio a sentire un poco di agitazione vengo colto dal terrore che si possa ripesentare la situazione delle duloxetina ed interrompo continuando solo la cura precedente. Dopo un paio di mesi sto un po meglio ma sento che mi manca qualcosa, ho ancora tono dell'umore abbastanza basso così proviamo ad inserire gocce di vortioxetina e contemporaneamente a sospendere il felison dopo 7 mesi, risultato tensione altissima e abbandono dopo una sola somministrazione. Reinserico il felison (ritenendolo anche responsabile del mio attacco d'ansia vista la sospensione brusca ma il mio psichiatra dice di no). L'ansia anche nei giorni a seguire resta molto alta con momenti che sfiorano il panico, lo xanax ed il lexotan che prima mi facevano effetto mi fanno effetto paradosso e mi agitano di più, lo psichiatra mi dice di provare col delorazepam .. sto subito meglio, passo il periodo da metà dicembre 25 a metà Gennaio 26 in cui mi sento veramente bene, ho voglia di fare cose, ricomincio ad andare in palestra, programmo il futuro mentre lentamente scalo senza alcun problema il delorazepam. Qui capita un altro evento particolarmente stressante e ricrolla tutto, sono di nuovo con l'ansia, demotivato e con umore basso. In questo momento delorazepam sento che mi basta a tenermi calmo ma il mio psichiatra mi dice di passare per almeno 15 giorni perchè devo calmarmi bene, poi vediamo il da farsi. Io mi sento assonnato, rallentato, annebbbiato non provo più quasi nessuna emozione e quando le provo sono rabbia o ansia. In questo momento assumo Mirtazapina , Gabapentin, delorazepam, felison (questo ormai da quasi un anno e infatti vorrei toglierlo ma il mio psichiatra mi dice di prenderlo che non mi crea nessun problema e non è questo il momento di toglierlo). Lo so mi sono dilungato ma la storia era abbastanza lunga, quello che volevo sapere: possibile che non esistano trattamenti per tenere a bada la mia ansia e risollevarmi il tono dell'umore che non siano benzo (che mi stanno rimbambendo) e ssri/snri che non tollero? So che non potete consigliare farmaci ma vorrei chiedere se esistono alternative terapeutiche (ho letto su internet che funzionerebbe bene il buspirona ma il mio psichiatra non è d'accordo) per me o se sono condannato a vivere così. Sto rischiando che la mia compagna mi lasci e mi tolga l'unica cosa bella che ho: vedere tutti i giorni il mio bimbo di 5 anni e mezzo. Grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi.
Buongiorno,
quanto descrive evidenzia un quadro d’ansia strutturato nel tempo, con marcata sensibilità alle sensazioni corporee e alle variazioni farmacologiche. L’esperienza negativa iniziale sembra aver aumentato la paura degli effetti collaterali, rendendo ogni modifica terapeutica particolarmente difficile da tollerare.
Non si tratta di una condizione “senza alternative”: oltre a benzodiazepine e SSRI/SNRI esistono altre strategie possibili, ma qualunque intervento richiede gradualità, stabilità e tempi adeguati di osservazione. Interruzioni precoci o cambi frequenti, pur comprensibili, rendono complessa la valutazione dell’efficacia.
Nel suo caso appare centrale costruire con lo psichiatra un programma terapeutico coerente nel tempo, integrato da un lavoro psicoterapeutico mirato sulla gestione dell’ansia anticipatoria e della paura dei farmaci.
I periodi di miglioramento che ha sperimentato dimostrano che una stabilizzazione è possibile. L’obiettivo è consolidarla con un percorso graduale e condiviso.
Un cordiale saluto.
quanto descrive evidenzia un quadro d’ansia strutturato nel tempo, con marcata sensibilità alle sensazioni corporee e alle variazioni farmacologiche. L’esperienza negativa iniziale sembra aver aumentato la paura degli effetti collaterali, rendendo ogni modifica terapeutica particolarmente difficile da tollerare.
Non si tratta di una condizione “senza alternative”: oltre a benzodiazepine e SSRI/SNRI esistono altre strategie possibili, ma qualunque intervento richiede gradualità, stabilità e tempi adeguati di osservazione. Interruzioni precoci o cambi frequenti, pur comprensibili, rendono complessa la valutazione dell’efficacia.
Nel suo caso appare centrale costruire con lo psichiatra un programma terapeutico coerente nel tempo, integrato da un lavoro psicoterapeutico mirato sulla gestione dell’ansia anticipatoria e della paura dei farmaci.
I periodi di miglioramento che ha sperimentato dimostrano che una stabilizzazione è possibile. L’obiettivo è consolidarla con un percorso graduale e condiviso.
Un cordiale saluto.
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Buonasera,
Certamente sono possibili altre strategie terapeutiche (es: stabilizzanti dell'umore, antidepressivi triciclici), tuttavia non conoscendo nel dettaglio la sua storia appare difficoltoso poterne parlare così, rischiando anche di creare confusione e fraintendimenti.
Cordialmente,
Dott.ssa Irene Giovannuzzi
Certamente sono possibili altre strategie terapeutiche (es: stabilizzanti dell'umore, antidepressivi triciclici), tuttavia non conoscendo nel dettaglio la sua storia appare difficoltoso poterne parlare così, rischiando anche di creare confusione e fraintendimenti.
Cordialmente,
Dott.ssa Irene Giovannuzzi
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