Buongiorno, sono un uomo di 39 anni che da metà ottobre del 2020 soffre di frequente stimolo ad urin

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Buongiorno, sono un uomo di 39 anni che da metà ottobre del 2020 soffre di frequente stimolo ad urinare. Dopo aver effettuato due uroflussimetrie che hanno evidenziato flussi ridotti e diversi altri accertamenti (2 urinocolture, tac ed ecografia completa addome) che hanno escluso cistiti, infiammazioni varie, calcoli e quant’altro mi era stata diagnosticata in un primo momento anche una forte prostatite che è stata curata con due mesi di AVODART e 2 cicli di supposte di cortisone.
Risolta la prostatite, però, il problema persisteva, quindi il secondo specialista da cui sono stato mi ha prescritto un’uretrocistoscopia per capire se il problema fosse causato da una stenosi o sclerosi.

L’esito dell’esame lo ha però escluso e parla piuttosto di un’uretra leggermente a fisarmonica e di collo vescicale sollevato sul labbro sacrale con discreto bassifondo e presenza di modesto residuo vescicale.
(il residuo di circa 26 ml era stato evidenziato anche dalla prima ecografia fatta).

Di operazione chirurgica per ora non se ne parla a quanto pare, mi è stato consigliato di proseguire con l’alfuzosina cloridrato che già però prendo da fine ottobre.
Mi è stato prescritto lo xatral sempre da 10 mg, ma credo sia uguale all’alfuzosina
Visto che questa situazione è molto fastidiosa, specialmente di giorno, in quanto di notte bene o male riesco ad andare in bagno una sola volta e si trascina ormai da mesi... La mia domanda è: come potranno altri 6 mesi di farmaci risolvere un problema che a quanto pare è di natura anatomica?

Non sarebbe meglio intervenire chirurgicamente?
E l’operazione potrebbe risolvere definitivamente il problema oppure potrebbe causare effetti collaterali come eiaculazione retrograda come nel caso in cui il problema fosse stato causato da una stenosi/sclerosi?

Grazie per un riscontro
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Ho l'impressione che il quadro diagnostico non sia stato sinora adeguato, nonostante gli esami anche complessi (TAC e eco addominale completa) eseguiti in quanto poco utili ad inquadrare adeguatamente lo stato prostatico in termini di struttura, vascolarizzazione, funzione e ragioni di costituzione della congestione infiammatoria pelvico-prostatica che certamente è alla base dei suoi problemi. Il trattamento con anti-androgeno e cortisone ha forse attenuato i sintomi ma non ha certamente risolto la congestione infiammatoria pelvico-prostatica e le sue ragioni non individuate. Eviterei pertanto di assumere altri farmaci e/o integratori (meno che mai agire chirurgicamente non essendo presenti stenosi) senza prima avere definito con cura e completezza il quadro insieme ad un buon andrologo.

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