Buongiorno, sono un uomo di 37 anni e ad agosto mi è stata diagnosticata la fibromialgia, anche se

Buongiorno, sono un uomo di 37 anni e ad agosto mi è stata diagnosticata la fibromialgia, anche se già da anni manifestavo sintomi riconducibili a questa patologia. Lo scorso novembre e dicembre ho vissuto un periodo particolarmente difficile, in cui sono stato costretto a letto per circa due mesi, riuscendo ad uscire di casa solo per brevi passeggiate intorno all’isolato o per visite mediche. Da aprile ho notato un netto miglioramento grazie all'integrazione di vitamina D e, successivamente, alla terapia prescritta dal Centro Fibromialgia del Policlinico Umberto I di Roma: una compressa al giorno di Normast, una di Flexiban la sera prima di dormire, insieme a una serie di raccomandazioni legate allo stile di vita. Attualmente, tolti alcuni giorni più difficili, mi sento discretamente bene, tanto da riuscire anche ad allenarmi moderatamente. Tuttavia, con l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi, sto cominciando ad avvertire nuovamente qualche dolore, soprattutto a livello reumatico (seppur in forma molto più lieve rispetto al passato). Scrivo qui per chiedere un parere clinico in merito a un’offerta di lavoro che ho ricevuto e che mi genera non pochi dubbi. Si tratta di un impiego in un magazzino di un importante centro commerciale, con le seguenti condizioni: -4 giorni a settimana, dalle 7:00 alle 16:00 (un’ora di pausa pranzo); -mansioni fisicamente impegnative, compreso il sollevamento di carichi pesanti; -una giornata aggiuntiva (sabato o domenica) di 8 ore sul piano vendita; -orari rigidi che mi costringerebbero a svegliarmi ogni giorno intorno alle 5:00 del mattino. Aggiungo che, oltre alla mia condizione clinica, sto vivendo anche un periodo familiare piuttosto stressante: mio fratello è attualmente ricoverato in ospedale in seguito a un grave episodio. Dal punto di vista del sonno, ho trovato un mio equilibrio riposando dalle 2:00 alle 9:30, ritmo che verrebbe inevitabilmente stravolto da questa nuova routine. Inoltre, temo che un impegno lavorativo così intenso possa compromettere anche le altre attività quotidiane che al momento riesco a svolgere con soddisfazione — come l’attività fisica moderata, la gestione della casa o il mantenimento di una routine di riposo equilibrata e le guide per sostenere l'esame della patente. Alla luce di questo quadro complessivo, vorrei sapere se un’attività lavorativa di questo tipo potrebbe mettere a rischio i progressi ottenuti con grande fatica negli ultimi mesi, o se potrei affrontarla gradualmente senza gravi ripercussioni sul mio stato di salute. Il mio obiettivo è semplicemente quello di fare una scelta il più possibile consapevole, senza compromettere i progressi ottenuti. Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione e per l’eventuale risposta. Un cordiale saluto.

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