Buongiorno sono la figlia di una sig.ra 93enne in discrete condizioni di salute considerata l'età,
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Buongiorno
sono la figlia di una sig.ra 93enne in discrete condizioni di salute considerata l'età, non diabetica, ipertensione nei limiti (risponde bene all'Aprovel) insufficienza valvolare lieve, autosufficiente, autonoma in tutto, lucidissima. Una cisti renale dormiente da decenni, in un anno è passata da 3cm a 7, 5 infiltrata profondamente nel rene. Dopo eco, tac e risonanza magnetica (non sono presenti metastasi e l'unico sintomo è ematuria e conseguente anemia importante) tutti i vari urologi interpellati ci hanno dato solo due possibilità: aspettare che il tumore faccia il suo corso o sottoporla a nefrectomia totale con tutte le conseguenze del caso. L'estensione della lesione non depone per la embolizzazione (andrebbe in necrosi tutto il rene) e non hanno valutato la terapia la terapia a bersaglio molecolare per es. con il TIVOZANIB o altro. Sono basita che nel 2023 non esistano terapie alternative in casi come quello di mia madre la cui età è il fattore deterrente principale ad un'operazione invasiva come la nefrectomia. Piuttosto che "aspettare" senza far nulla, o rischiare l'operazione è possibile che non si possa fare nulla? Le chiedo cortesemente un Suo autorevole parere. Grazie
sono la figlia di una sig.ra 93enne in discrete condizioni di salute considerata l'età, non diabetica, ipertensione nei limiti (risponde bene all'Aprovel) insufficienza valvolare lieve, autosufficiente, autonoma in tutto, lucidissima. Una cisti renale dormiente da decenni, in un anno è passata da 3cm a 7, 5 infiltrata profondamente nel rene. Dopo eco, tac e risonanza magnetica (non sono presenti metastasi e l'unico sintomo è ematuria e conseguente anemia importante) tutti i vari urologi interpellati ci hanno dato solo due possibilità: aspettare che il tumore faccia il suo corso o sottoporla a nefrectomia totale con tutte le conseguenze del caso. L'estensione della lesione non depone per la embolizzazione (andrebbe in necrosi tutto il rene) e non hanno valutato la terapia la terapia a bersaglio molecolare per es. con il TIVOZANIB o altro. Sono basita che nel 2023 non esistano terapie alternative in casi come quello di mia madre la cui età è il fattore deterrente principale ad un'operazione invasiva come la nefrectomia. Piuttosto che "aspettare" senza far nulla, o rischiare l'operazione è possibile che non si possa fare nulla? Le chiedo cortesemente un Suo autorevole parere. Grazie
Essere nel 2023 non significa aver risolto tutti i problemi... anzi... ce ne sono moltissimi da comprendere, studiare e poi provare a risolvere. Il tivozanib e gli analoghi sono farmaci importanti da usare con molta cautela e in casi ben selezionati, anche compatibili con la prospettiva di attesa di vita. Ovvio che a 93 anni si possa anche decidere di lasciare andare le cose secondo natura, soprattutto se le condizioni complessive rendono altissimi i rischi chirurgici e anestesiologici. La nefrecftomia totale da eseguire è un intervento decisamente importante e non è detto che sia un intervento che non incontri ostacoli operatori in quano non è certo che quella neoplasia sia solo localizzata al rene. Poi la si può anche scegliere con molta consapevolezza. Si confronti e faccia confrontare sua madre con l'urologo operatore in un dialogo sereno e senza nascondersi nulla... poi deciderete. Intanto i miei migliori auguri.
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Salve. L’età insieme all’ECOG, deducibile dal suo resoconto, non pongono controindicazioni all’intervento di Nefrectomia radicale che è l’unica indicazione terapeutica valida e corretta: la macroematuria con anemizzazione pone assolutamente l’intervento come trattamento primariamente consigliato. A prescindere dall’ASA (score anestesiologico di rischio operatorio), è un intervento salvavita. Qualunque altra terapia, medico-oncologica, sarebbe palliativa. L’unica alternativa POTREBBE essere un trattamento radioterapico a scopo emostatico e nel caso la signora abbia già definitivamente scartato l’ipotesi chirurgica, le consiglierei vivamente una valutazione c/o uno specialista in radioterapia. Resto a disposizione, cordiali saluti.
Gentile paziente, concordo con la decisione di evitare l’embolizzazione. Se l’ematuria è persistente e anemizzante (da verificare periodicamente in accordo con il medico di base), si potrebbe ipotizzare una radionecrosi tumorale con aghi a radiofrequenza. Ovviamente non avendo visitato la paziente, siamo nel campo delle ipotesi terapeutiche, non posso garantire che sia un percorso attuabile.
Si confronti con l'urologo o cerchi un secondo parere.
Faccia molti auguri a sua madre
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