Buongiorno, PREMESSA: ho 56 anni, peso 38 kg , altezza 1.50. No fumo, no alcol. Da anni ho ridotto z

8 risposte
Buongiorno, PREMESSA: ho 56 anni, peso 38 kg , altezza 1.50. No fumo, no alcol. Da anni ho ridotto zuccheri sia per evitare l'insorgenza del diabete di tipo 2, data la familiarità (entrambi i genitori), sia per tenere sotto controllo il colesterolo (attualmente 239 quello totale, 93 HDL,trigliceridi 67). Cammino molto. Ferritina 15. Vitamina D 26,49. Solitamente ho emoglobina glicata a 5.8 e glicemia sotto 90. RISULTATI DEGLI ULTIMI ESAMI: glicemia 63, emoglobina glicata 5.9, insulina 4.64. Riformulo domanda: Come si spiega glicemia bassa ma i valori di emoglobina glicata ai limiti? Se riduco ulteriormente gli zuccheri cala la glicemia a digiuno ma se non sto attenta agli zuccheri si alza l'emoglobina glicata. Potete darmi delle indicazioni? Cosa fare? Grazie mille
Dott. Salvatore Occhino
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Gaggi
Buonasera, le consiglio di farsi seguire da un professionista che valuterà altri aspetti e le potrà formulare un piano alimentare personalizzato, andrebbe primariamente valutata l'alimentazione che sta seguendo ( non sono solo gli zuccheri da attenzionare) ma anche il peso che sembra eccessivamente basso.

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Dott.ssa Francesca Scantamburlo
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Padova
Gentilissima/o,
La glicemia a digiuno e l’emoglobina glicata misurano due aspetti diversi:
Glicemia a digiuno riflette il livello di zucchero nel sangue in un preciso momento, solitamente dopo 8–12 ore di digiuno.
Emoglobina glicata (HbA1c) indica la media della glicemia negli ultimi 2–3 mesi, quindi è influenzata dai picchi post-prandiali anche se la glicemia a digiuno è bassa.

Questo spiega perché può avere:
Glicemia a digiuno bassa, perché limita gli zuccheri e cammina molto.
HbA1c leggermente più alta, perché anche piccoli aumenti di zuccheri o carboidrati nei pasti principali contribuiscono alla media mensile.

Indicazioni pratiche:

- Non ridurre ulteriormente gli zuccheri a rischio di ipoglicemia a digiuno.
- Prediligere carboidrati complessi, integrali e a basso indice glicemico, distribuiti in pasti regolari.
- Monitorare eventuali sintomi di ipoglicemia (debolezza, tremori, confusione).
- Continuare attività fisica moderata, mantenendo peso adeguato.
- Tenere sotto controllo anche i micronutrienti: ferritina bassa e vitamina D leggermente insufficiente meritano attenzione.

Le consiglio inoltre di valutare con un nutrizionista un piano alimentare personalizzato, in modo da mantenere glicemia stabile senza compromettere energia e nutrienti.

In sintesi: i valori che descrive sono coerenti con uno stile di vita ipoglucidico e attivo, ma occorre bilanciare carboidrati e nutrienti per evitare ipoglicemie e preservare massa corporea.

Se necessario sono a disposizone.

Cordiali saluti,
Francesca Scantamburlo, Biologa Nutrizionista, PhD.
Dott. Antonio Molinari
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Campagna
L'emoglobina glicata riflette l'andamento glicemico medio degli ultimi 3 mesi circa (periodo che può variare sulla base della vita media dei globuli rossi), pertanto potrebbe essere che nella giornata la sua glicemia media sia significativamente più elevata rispetto a quella della mattina.

Potrebbe essere una idea quella di verificare con un glucometro a dimora come varia la glicemia nella giornata, e rispetto ai pasti che abitualmente consuma.

Ne parli con il suo medico
Dott.ssa Eleonora Bruno
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Gaeta
Gentile Signora,
il suo quadro è clinicamente complesso e merita attenzione. Una glicemia a digiuno bassa (63 mg/dl) associata a HbA1c ai limiti (5,8–5,9%) può indicare ampie oscillazioni glicemiche nel corso della giornata, non un reale buon controllo.

Il peso molto basso (38 kg per 1,50 m), la ferritina ridotta e la vitamina D insufficiente possono influenzare:
• metabolismo del glucosio
• lettura dell’emoglobina glicata
• risposta insulinica

Ridurre ulteriormente gli zuccheri non è la soluzione e può peggiorare ipoglicemie e stress metabolico.
Serve invece una ristrutturazione nutrizionale clinica, mirata a:
• stabilizzare la glicemia
• evitare picchi e cali
• proteggere massa magra e metabolismo
È fortemente indicata una valutazione nutrizionale clinica approfondita, non un’ulteriore restrizione fai-da-te.
Un caro saluto.
Dott.ssa Ilaria Moronese
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Santa Maria Capua Vetere
Buongiorno,
il quadro che descrive è coerente e spiegabile, anche se può sembrare contraddittorio a prima vista. La glicemia a digiuno (63 mg/dl) rappresenta un valore puntuale, cioè fotografato in quel preciso momento.
L’emoglobina glicata (HbA1c), invece, è una media delle glicemie degli ultimi 2–3 mesi.È quindi possibile avere:
glicemie a digiuno basse,
ma picchi glicemici post-prandiali (anche moderati) che alzano la media, facendo salire l’HbA1c. Dai dati emerge:

peso molto basso (38 kg)

insulina bassa (4,64)

attività fisica costante
Questo profavo è tipico di una persona molto sensibile all’insulina, che:
abbassa facilmente la glicemia a digiuno
ma reagisce rapidamente agli zuccheri semplici
Non siamo di fronte a insulino-resistenza, ma all’opposto.
Con un BMI molto basso, ridurre ulteriormente i carboidrati può:
favorire ipoglicemie
aumentare la produzione di glucosio endogeno (fegato)
creare oscillazioni glicemiche che peggiorano l’HbA1c
Il problema non è la quantità assoluta di carboidrati, ma come, quando e con cosa vengono assunti. Fattori che influenzano l’HbA1c nel suo caso: Familiarità per diabete tipo 2, ferritina bassa (15) → può falsare lievemente la glicata verso l’alto, vitamina D insufficiente, possibile scarso apporto energetico globale.
Importante: la carenza di ferro può aumentare artificialmente l’HbA1c anche senza reali iperglicemie croniche.
NON eliminare i carboidrati
Preferire:
cereali integrali veri, carboidrati sempre associati a proteine e grassi buoni
Evitare:
zuccheri “isolati”, pasti sbilanciati o troppo piccoli
Valutare:
correzione della ferritina
integrazione vitamina D
eventualmente un monitoraggio glicemico post-prandiale (non solo a digiuno)
Dott. Luca D'Angelo
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Milano
Buongiorno, la glicemia bassa a digiuno è spiegabile con il basso peso corporeo, le ridotte riserve di glicogeno e un apporto glucidico molto limitato. L’emoglobina glicata ai limiti non è in contraddizione, perché riflette la media delle glicemie e può aumentare anche per piccoli picchi post-prandiali durante la giornata. Inoltre una ferritina bassa può falsamente innalzare la glicata. Ridurre ancora gli zuccheri non è indicato: aumenterebbe il rischio di ipoglicemia senza migliorare il quadro. È più utile introdurre carboidrati complessi a basso indice glicemico in modo regolare, sempre associati a proteine e grassi, evitare digiuni prolungati e lavorare sul recupero di peso e massa muscolare, correggendo anche ferro e vitamina D.
Dr. Matteo Piobbichi
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Collepepe
Buongiorno,la glicemia a digiuno e l’emoglobina glicata misurano aspetti diversi:
la prima fotografa un singolo momento, mentre la glicata riflette l’andamento degli ultimi 2–3 mesi, soprattutto i valori dopo i pasti.
Per questo può capitare di avere glicemia bassa ma HbA1c ai limiti, soprattutto se durante la giornata si verificano piccoli picchi post-prandiali.
Nel suo caso i valori indicano una buona sensibilità insulinica, ma anche un peso molto basso che può favorire glicemie ridotte a digiuno.
Ridurre ulteriormente gli zuccheri non è utile: rischia di abbassare ancora la glicemia senza migliorare la glicata.
Meglio puntare su carboidrati complessi distribuiti nella giornata, associati a proteine e grassi buoni, evitando digiuni troppo lunghi.
Resto a disposizione per una valutazione personalizzata e per costruire un piano nutrizionale che stabilizzi la glicemia e supporti il suo benessere generale.
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
i due valori non sono per forza in contraddizione perché la glicemia a digiuno di 63 mg/dL fotografa solo il momento del prelievo, mentre l’emoglobina glicata del 5,9% riflette l’andamento medio della glicemia negli ultimi 2-3 mesi.

Questo significa che si può avere una glicemia bassa al mattino e, nello stesso tempo, una glicata ai limiti se durante la giornata si verificano rialzi, soprattutto dopo i pasti.

Nel suo caso c’è poi un altro aspetto importante da considerare: la ferritina bassa può far risultare la glicata un po’ più alta del reale, anche in assenza di un vero peggioramento della glicemia.
Per questo motivo, quel 5,9% va interpretato con prudenza e non letto da solo come prova di un peggior controllo glicemico.

Il valore della glicata rientra comunque nella fascia che molte linee guida considerano compatibile con prediabete, cioè tra 5,7% e 6,4%, ma è noto che in questa zona i risultati di glicata e glicemia a digiuno non coincidano sempre perfettamente.

Il suo quadro potrebbe dipendere sia da piccoli picchi glicemici dopo i pasti, sia da una possibile sovrastima dell’emoglobina glicata, favorita dalla carenza di ferro.

Più che ridurre ancora gli zuccheri in modo rigido, io le consiglierei di chiarire meglio l’andamento reale della glicemia con il medico, per esempio valutando una ripetizione degli esami e, se ritenuto opportuno, una curva da carico o un monitoraggio glicemico più dettagliato, soprattutto dopo i pasti.

Ha anche senso correggere prima la carenza di ferro e poi rivalutare l’emoglobina glicata, perché diversi studi mostrano che la glicata può abbassarsi dopo il trattamento della sideropenia anche senza vere variazioni della glicemia.

Infine, la glicemia a 63 mg/dL merita attenzione soprattutto se si accompagna a sintomi come tremori, sudorazione, fame intensa, debolezza, capogiri o palpitazioni, perché in quel caso è opportuno segnalarlo al medico.

Un cordiale saluto
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate

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