Buongiorno, Mio padre (età 61 anni) era un po' che non si sentiva bene: confusione, mal di testa, s
Buongiorno, Mio padre (età 61 anni) era un po' che non si sentiva bene: confusione, mal di testa, sonnolenza. Portandolo in ospedale è stato ricoverato e aime hanno scoperto una massa di 4.7x4.3cm nel lobo temporale posteriore del cervello. Questa massa è stata asportata totalmente con un intervento chirurgico (asportazione testimoniata anche da successiva risonanza) ed è stato effettuato l'istologico. La diagnosi purtroppo è infausta: glioblastoma IDH wildtype, CNS WHO grade 4. Facendo ricerche su internet, mi rendo conto che si tratta di una malattia per cui, purtroppo, ad oggi non ci sono delle vere e proprie cure. Mi chiedevo quali potessero essere le nostre speranze: tutte le statistiche lette fanno riferimenti infatti ai casi in cui non è stato possibile asportare totalmente la massa. E inoltre mi chiedevo se noi, da casa, potessimo fare qualcosa oltre alle cure (lui adesso procederà con la radioterapia): in particolare, in riferimento a dieta, esercizio fisico etc etc... Ringrazio in anticipo, buona giornata
1 risposta
Gentile Utente, comprendo profondamente la preoccupazione che accompagna una diagnosi di glioblastoma, soprattutto quando arriva in modo improvviso in una persona ancora relativamente giovane. Detto questo, nel quadro che descrive esistono anche elementi favorevoli che è importante considerare l’intervento chirurgico è riuscito con asportazione macroscopicamente totale; la RM post-operatoria conferma l’assenza di residuo evidente; suo padre ha potuto accedere rapidamente al percorso terapeutico. Nel glioblastoma la chirurgia radicale rappresenta uno dei principali fattori prognostici positivi, perché ridurre al massimo la massa tumorale migliora l’efficacia delle terapie successive. È corretto dire che si tratta di una patologia ancora oggi molto complessa e aggressiva, ma bisogna evitare di interpretare le statistiche trovate online come una previsione individuale certa. Le sopravvivenze sono estremamente variabili e dipendono da numerosi fattori età; condizioni neurologiche generali; estensione della resezione; risposta alla radio-chemioterapia; profilo molecolare del tumore (MGMT, IDH, ecc.); tolleranza alle cure. La terapia standard dopo chirurgia è generalmente radioterapia; chemioterapia con temozolomide; eventuale prosecuzione con mantenimento. Per quanto riguarda ciò che potete fare concretamente a casa, il supporto familiare ha un ruolo molto importante. In particolare mantenere una buona nutrizione; evitare perdita di peso e sarcopenia; favorire attività fisica leggera e regolare compatibile con le condizioni cliniche; preservare il più possibile autonomia e socialità; controllare il sonno e il tono dell’umore. Non esistono al momento diete “miracolose” scientificamente dimostrate in grado di curare il glioblastoma. Diffiderei da protocolli estremi o proposte trovate online senza basi solide. Una dieta equilibrata, adeguata dal punto di vista proteico e calorico, resta l’approccio più corretto salvo diverse indicazioni oncologiche/nutrizionistiche. Anche il mantenimento di una minima attività fisica, quando possibile, può aiutare molto a preservare forza muscolare, umore, tolleranza ai trattamenti, qualità di vita generale. Infine, suggerisco di richiedere sempre il profilo molecolare completo del tumore, perché oggi alcuni dati biologici aiutano a definire meglio prognosi e strategie terapeutiche. In questo momento la cosa più importante è affrontare il percorso un passo alla volta, seguendo con fiducia il team neurochirurgico e oncologico che lo ha preso in carico. Un cordiale saluto Dr. Mauro Colangelo – Neurologo, Neurochirurgo
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