Buongiorno, mio fratello ha 42anni e sono sicura abbia un disturbo psichiatrico. Dall'università ha
Buongiorno, mio fratello ha 42anni e sono sicura abbia un disturbo psichiatrico. Dall'università ha iniziato ad avere comportamenti e modi di ragionare strani e assurdi, ha perso i suoi amici dell'adolescenza e ha iniziato a diventare sempre più asociale, anche perché non ha mai avuto un lavoro stabile, sempre fatto lavoretti saltuari alternati a periodi anche lunghi di disoccupazione. Non avendo quindi indipendenza economica vive ancora con i nostri genitori pensionati, non facendo nulla tutto il giorno e cercando sempre lo scontro verbale con loro, accusandoli spesso anche di cose che in realtà appartengono alla sua persona (esempio banale accusa mio padre di essere stanco o di non fare nulla tutto il giorno). Proseguono ormai da anni i ragionamenti privi di logica, in più non si rende nemmeno conto che il fatto di non avere un lavoro stabile sia un problema. Sostiene che solo lui sia nel giusto, sia come azioni che come idee, che il governo voglia rovinarci e tante altre idee poco logiche. Non è possibile ragionarci perché qualunque cosa gli si dica lo prende come un attacco a lui. Passa le giornate a provocare discussioni. L'unico barlume di simil "normalità" ce l'ha quando gioca con mio figlio di 4 anni, perché sembra proprio che il suo cervello possa ragionare solo a quel livello lì. Empatia inesistente, monotonia di frasi. Sempre a scrivere messaggi in cui chiede dove mi trovo (alla domanda perchè? Risponde:così. Oppure risponde male come se gli avessi chiesto chissà cosa). Se la prende quando nostra mamma ci aiuta con i nipotini, quando lui è del tutto dipendente (non pulisce, non cucina ecc). Impossibile avere la sua fiducia e consigliargli di farsi aiutare perché non si rende conto di averne bisogno e perché lo vede come un affronto. Quindi come possiamo fare? I miei sono ormai depressi e io sempre in ansia per il suo futuro ma anche per quello della mia famiglia Grazie
2 risposte
Buongiorno. Comprendo che situazione che lei descrive sia complessa e del resto la non adesione del suo congiunto alla possibilità di farsi aiutare rende impraticabile qualsiasi approccio con uno specialista. Quello che le consiglio è la richiesta di una consulenza da parte sua e della sua famiglia, per comprendere meglio al situazione ed avere dati da cui trarre una ipotesi e strategia di aiuto, dunque in modalità indiretta. Un saluto
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Salve, rispetto alla problematicità della situazione o suo fratello accetta un colloquio con uno psichiatra (anche domiciliarmente), altrimenti se la gravità della situazione si incrementa, può rivolgersi al centro di salute mentale del vostro territorio sottoponendo la problematica, così da valutare eventualeaccertamento sanitario obbligatorio (soltanto la struttura pubblica può effettuarlo) Saluti
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