Buongiorno, Mio figlio 22 anni, dopo varie terapie cortisoniche e antinfiammatorie risultate inutil
Buongiorno, Mio figlio 22 anni, dopo varie terapie cortisoniche e antinfiammatorie risultate inutili, si è sottoposto ad un intervento di microdiscectomia a L5-s1 il 17/11/18. A distanza di quasi un mese la situazione era uguale a quella prima dell' intervento. Abbiamo appena rifatto RM ed è risultata ernia L5-s1 in discectomia. Ovviamente il chirurgo afferma di aver levato tutta l' ernia, e che forse è successo qualcosa dopo l' intervento, es. Viaggio di circa 7 ore in macchina dopo due giorni o anche uno sforzo per andare in bagno. Ha dato da fare 10 fiale di liometacen in quanto c'è intolleranza al cortisone e non vuole intervenire perché teme che si assottigli ulteriormente il disco facendo sorgere la necessità di introdurre una protesi. Dice che vuole tentare con le terapie che ad oggi risultano inefficaci. Inutile dire che per un ragazzo di 22 anni, tale situazione è talmente invalidante da provocargli un crollo psicologico. Non sappiamo che fare. Aiutateci. Mamma disperata
3 risposte
Buongiorno. Comprendo la difficile gestione, sopratutto se "abbandonati" ad una situazione senza apparente risoluzione. Prima di tutto è fondamentale valutare se vi sono deficit di forza periferici (cosa che sicuramente avrà fatto il collega) e rivedere le immagini della RMN. Esame strumentale e visita sono fondamentali per una decisione terapeutica. In assenza di ciò e non potendo fare terapia cortisonica dovreste intraprendere un percorso riabilitativo assistito che è difficile da suggerire senza una visita ma le assicuro che le soluzioni (più lente della chirurgia) ci sono. Vagliate anche l'ipotesi di un trattamento antalgico con agopuntura che, se ben eseguita, può dare sollievo dalla sintomatologia. Attualmente è necessario attendere che l'ernia vada incontro al normale processo fisiologico di disidratazione e riassorbimento, le terapie fisioterapiche dovrebbero essere utili nell'alleviare dal dolore durane questo percorso. Consiglio però di farle prescrivere da un ortopedico/fisiatra dopo una visita.
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In linea generale si può essere d'accordo con il collega che mi ha preceduto, ma se l'ernia (verosimilmente "recidiva") causa dolore e viene lasciata in sede a comprimere la radice, il rischio è, in attesa che si "disidrati", che compaiano deficit neurologici (diminuzione della forza a gamba/piede ecc.). Non mi pare il caso di rischiare
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