Buonasera, ho 55 anni da risonanza risultano 2 protusioni l4 l5 l5 S1, da 2 mesi ho dolore bassa sch
Buonasera, ho 55 anni da risonanza risultano 2 protusioni l4 l5 l5 S1, da 2 mesi ho dolore bassa schiena , dolore gamba sx anteriore che scende fino al piede. Ho difficoltà a stare seduta e camminare, ho già fatto punture, cortisone, tecarterapia, antinfiammatori vari. Il dolore un'po si attenua poi aumenta. Non so più che fare.!!Attualmente sto facendo solo della posturale. Cosa mi consigliate, Ozonoterapia? Osteopatia?...il problema sta diventando pesante anche a livello psicologico. Grazie per la Vs. Risposta .
3 risposte
Gentile paziente, in casi come il suo spesso l'ozonoterapia è una valida opzione terapeutica. Tuttavia i dati da lei indicati non possono sostituire una valutazione in presenza con accurato esame obiettivo ed eventuale prescrizione/visione di accertamenti diagnostici. Le consiglio una visita fisiatrica specialistica al più presto per impostare eventuale progetto riabilitativo individuale. Qualora di suo interesse, per prenotare una visita o, nel mentre, una consulenza online tramite MioDottore clicchi sul pulsante “Prenota una visita”. Cordialmente, Dr. Nicola Manocchio, Fisiatra, specialista in Fisiatria e ozonoterapia, Roma.
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Buongiorno, la figura professionale corretta per gestire il caso è il medico specialista fisiatra con una buona esperienza in patologie della colonna vertebrale. Cordialità. Prof Massimiliano Noseda, medico specialista fisiatra a Milano
Buongiorno, dalla risonanza e dai sintomi che descrive, il quadro è compatibile con una classica lombosciatalgia. L’utilizzo di cortisone e antinfiammatori può essere utile per ridurre l’infiammazione delle radici nervose; tuttavia, spesso è presente anche una componente muscolare importante. La muscolatura del rachide lombare, infatti, può risultare rigida e poco elastica, contribuendo a una compressione cronica dei dischi intervertebrali. Per quanto riguarda il trattamento della componente muscolare, la tecarterapia agisce principalmente con un effetto termico superficiale e, nel suo caso, potrebbe non essere sufficientemente efficace. Può invece essere più indicata una laserterapia ad alta potenza, che riesce a raggiungere tessuti più profondi. Rispetto a trattamenti manipolativi come l’osteopatia, può essere più utile una massoterapia decontratturante, che favorisce il rilassamento della muscolatura paravertebrale e contribuisce a ridurre la pressione sui dischi. È importante sottolineare che, in fase acuta, alcuni trattamenti possono risultare irritativi e peggiorare temporaneamente i sintomi. In questa fase, l’ozonoterapia rappresenta spesso una buona opzione, in quanto aiuta a ridurre l’infiammazione delle radici nervose e, attraverso le infiltrazioni intramuscolari, può contribuire anche a ridurre la rigidità muscolare. Trattandosi di una condizione cronica, è importante avere aspettative realistiche: nessun trattamento è risolutivo nell’immediato. Nel caso dell’ozonoterapia, un ciclo tipico prevede circa 8 sedute a cadenza bisettimanale, con benefici che generalmente iniziano a manifestarsi dalla 4ª-5ª seduta. In sintesi, il percorso terapeutico potrebbe prevedere: un ciclo di ozonoterapia per circa un mese, l’assunzione di integratori a supporto del sistema nervoso per 1-2 mesi e l’inizio di fisioterapia o ginnastica posturale nella fase post-acuta (indicativamente dalla 2ª-3ª settimana, in base all’evoluzione clinica). Buona giornata
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