Buongiorno, maschio, 26 anni. 3 anni fa ormai, contrassi la clamidia e siccome venne curata male dai

2 risposte
Buongiorno, maschio, 26 anni. 3 anni fa ormai, contrassi la clamidia e siccome venne curata male dai miei medici dell'epoca (con antibiotici non adatti), risultò difficile da debellare e mi portò, oltre ad infenzione alle vie urinarie, una forma di prostatite e dolore ai testicoli. Una volta eliminata, migliorai, ma da allora sono soggetto a infiammazioni prostatiche saltuarie che mi indolenziscono in quell'area e provocano disuria, senza perdite solitamente.

2 mesi fa ho avuto un rapporto non protetto e dopo qualche settimana i sintomi sono ricomparsi, questa volta con una leggera perdita trasparente post spremitura del glande e anche del bruciore. Per essere tranquillo, ho svolto esami mst ad un mese dal rapporto(urine primo getto per le principali mst come clamidia, gonorrea, ureaplasma e mycoplasma) risultati negativi. I sintomi però non sono migliorati, anzi, sono peggiorati, le perdite ora al mattino sono anche più dense, simili a sperma e trasparenti durante la giornata, sempre post spremitura del glande. Cosa fare? Grazie mille
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Intanto va reinquadrato tutto il problema... possibile che fin dall'origine la sintomatologia fosse prevalentemente legata alla congestione infiammatoria pelvico-prostatica su cui aderì la clamidia... gli antibiotici fecero fuori la clamidia ma non potettero e non possono risolvere la congestione infiammatoria. Questa può avere sia ragioni genitali (spesso minimizzate o trascurate), sia ragioni generali che nessuno valuta mai adeguatamente (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale) con il risultato che la sintomatologia ha alti e bassi nel tempo, non risolvendosi mai la questione fondamentale. Ora serve un buon andrologo che la riveda e svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.

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Dott. Simone Morra
Urologo, Andrologo, Chirurgo
Napoli
Ciao, da quello che descrivi non ti direi di ignorare il problema né di gestirlo da solo con antibiotici “alla cieca”. La presenza di bruciore, disuria e soprattutto di secrezione uretrale, anche se trasparente o più evidente al mattino, fa pensare prima di tutto a una possibile uretrite; in parallelo, visto il tuo precedente di prostatite dopo clamidia e la tendenza a riacutizzazioni, può esserci anche una componente prostatica o di dolore pelvico cronico che si è riaccesa dopo il rapporto.
Il fatto che gli esami su urine del primo getto a un mese dal rapporto siano risultati negativi per clamidia, gonorrea, ureaplasma e mycoplasma è certamente rassicurante, ma non basta da solo a chiudere il caso se i sintomi persistono e addirittura peggiorano. Un pannello negativo riduce la probabilità delle cause più comuni, ma non esclude del tutto una uretrite, perché può esserci un problema di sensibilità del test, di patogeni non inclusi o non ricercati in modo completo, oppure una condizione infiammatoria non batterica.
La secrezione che descrivi non va interpretata automaticamente come sperma o come prostatite “sicura”. Una secrezione trasparente o mucosa può comparire in corso di uretrite; una secrezione più densa al mattino può anche essere dovuta a ristagno di secrezioni uretrali o prostatiche, ma non si può distinguere con certezza dall’aspetto. Il dettaglio importante è che la secrezione c’è, e questo rende opportuna una valutazione specialistica diretta. Se per vederla devi “spremere” il glande, va comunque riferito, ma è meglio evitare manipolazioni ripetute perché possono irritare ulteriormente l’uretra e falsare la percezione dei sintomi.
Quello che farei concretamente, senza perdere altro tempo, è una visita urologica o andrologica in tempi brevi, meglio con uno specialista che abbia esperienza di uretriti, prostatiti e dolore pelvico cronico. In quella sede ha senso ripetere un inquadramento infettivologico più mirato, perché quando i sintomi persistono dopo screening di base spesso serve andare oltre il semplice “primo getto urinario per le principali MST”. In pratica può essere utile una nuova valutazione con esame urine e urinocoltura, conferma o ripetizione dei NAAT per clamidia e gonorrea se il clinico lo ritiene opportuno in base alla tempistica e al tipo di rapporto, ricerca specifica di Mycoplasma genitalium se non è stata davvero inclusa con metodica adeguata, e valutazione obiettiva della secrezione uretrale. In alcuni casi lo specialista può prendere in considerazione anche spermiocoltura o altri accertamenti, ma vanno richiesti con criterio perché nelle forme croniche non sempre chiariscono il problema.

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