Buongiorno, leggendo nel messaggio della signora mi sono ritrovata nelle sue parole. Ho 21 anni e so

Buongiorno, leggendo nel messaggio della signora mi sono ritrovata nelle sue parole. Ho 21 anni e soffro di emicrania da 3 ormai. Dopo numerosi esami, ho riscontrato tramite una risonanza lombosacrale “un esteso meningocele sacrale che diparte da voluminose cisti radicolari e termina al piatto superiore di S5”. Anche io riscontro sintomi molto simili a quelli della signora: emicrania, parestesia del gluteo e degli arti inferiori, dolore in zona gluteo sacrale, fischi nelle orecchie… Il mio principale problema è che questi dolori al gluteo/sacro compaiono quando ho mal di testa. Tuttavia, è da capire se i due problemi sono collegati e quale dei due, in tal caso, è la causa dell’altro. Sarei quindi molto curiosa di sapere se possibile se la signora ha trovato una soluzione, visto che è la prima volta che sento parlare del mio stesso problema. Ho già contattato un neurochirurgo ma la sua risposta è stata che non ci sono connessioni tra l’emicrania e il meningocele, di conseguenza non andrebbe a toccare la zona. Pareri?

1 risposta


Gentile Utente, comprendo il suo dubbio, soprattutto considerando la concomitanza temporale tra cefalea ed i sintomi sacrali/glutei. Un Meningocele sacrale associato a cisti radicolari può certamente provocare dolore lombosacrale, parestesie glutee o agli arti inferiori e sintomi neuropatici locali. Più controverso invece è il collegamento diretto con l’Emicrania e con sintomi come acufeni o cefalea diffusa. In alcuni pazienti può esistere una componente di sensibilizzazione neurologica generale o alterazioni della dinamica liquorale che rendono i quadri più complessi, ma stabilire un reale rapporto causale non è semplice e spesso richiede una valutazione molto specialistica e personalizzata. Il fatto che il neurochirurgo che ha consultato non abbia posto indicazione chirurgica è coerente con quanto generalmente avviene quando non vi siano deficit neurologici progressivi, alterazioni sfinteriche o chiari segni di compressione severa correlabili alla lesione. Questo però non significa che i sintomi non siano reali, ma che il rapporto tra reperto radiologico e quadro clinico può essere difficile da interpretare con certezza. Potrebbe essere utile un follow-up presso un centro con esperienza sia neurochirurgica sia neurologica dedicata alle cefalee e ai disturbi del liquor, per cercare di inquadrare il quadro nel suo insieme. Dott. Mauro Colangelo, Neurologo e Neurochirurgo

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