Buongiorno le vorrei chiedere se c'è differenza a livello fisiologico tra la partita di un amatore d
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Buongiorno le vorrei chiedere se c'è differenza a livello fisiologico tra la partita di un amatore di tennis e quella della finale degli AO 2012 tra Djokovic e Nadal, io so che c'è una differenza tra amatore e professionista nellla quantità di sangue pompato ossigeno consumato cpk mioglobina cortisolo che sono valori tutti piu alti nel professionista , vi sono differentze anche nei battiti cardiaci. Sarebbe gentilissimo se mi potesse rispondere. Grazie
Buongiorno a lei, mi concentro nel risponderel sulla frequenza cardiaca, come ha chiesto.
Nel tennis amatoriale la frequenza cardiaca media spesso si aggira intorno a 130-160 bpm e gli scambi sono meno intensi e meno continui, le pause tra un punto e l’altro sono molto più lunghe e il recupero cardiaco è più lento.
Nel professionista durante gli scambi intensi si possono raggiungere anche 170-190 battiti al minuto e la media della frequenza cardiaca di gara può rimanere molto alta per ore. Il recupero tra i punti è rapidissimo grazie all’enorme efficienza cardiovascolare e la frequenza cardiaca scende velocemente nei 20-25 secondi tra un punto e l’altro, per poi risalire immediatamente.
Un amatore può avere una FC di 150 battiti/minuto ed essere già in affanno, un professionista può avere 170 bpm ma mantenere lucidità, coordinazione e precisione.
Questo dipende da una maggiore gittata sistolica, dall'aumento della massa cardiaca fisiologica (“cuore d’atleta”), miglior utilizzo periferico dell’ossigeno, FC a riposo di 40-50 bpm o anche meno. Quindi diciamo che il professionista gestisce molto meglio la frequenza cardiaca grazie al suo grado di allenamento enormemente superiore rispetto all'amatore.
Nel tennis amatoriale la frequenza cardiaca media spesso si aggira intorno a 130-160 bpm e gli scambi sono meno intensi e meno continui, le pause tra un punto e l’altro sono molto più lunghe e il recupero cardiaco è più lento.
Nel professionista durante gli scambi intensi si possono raggiungere anche 170-190 battiti al minuto e la media della frequenza cardiaca di gara può rimanere molto alta per ore. Il recupero tra i punti è rapidissimo grazie all’enorme efficienza cardiovascolare e la frequenza cardiaca scende velocemente nei 20-25 secondi tra un punto e l’altro, per poi risalire immediatamente.
Un amatore può avere una FC di 150 battiti/minuto ed essere già in affanno, un professionista può avere 170 bpm ma mantenere lucidità, coordinazione e precisione.
Questo dipende da una maggiore gittata sistolica, dall'aumento della massa cardiaca fisiologica (“cuore d’atleta”), miglior utilizzo periferico dell’ossigeno, FC a riposo di 40-50 bpm o anche meno. Quindi diciamo che il professionista gestisce molto meglio la frequenza cardiaca grazie al suo grado di allenamento enormemente superiore rispetto all'amatore.
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