Buongiorno, ho 61 anni, no nicturia, mitto ridotto, a volte inerzia d'attesa a vescica piena (mattin
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Buongiorno, ho 61 anni, no nicturia, mitto ridotto, a volte inerzia d'attesa a vescica piena (mattino) PSA 2,48, logge renali libere e indolenti, genitali esterni senza note patologiche, prostata aumentata di volume (x1 e 3/4) uniforme. Mi è stato prescritto TURP-TROKAR. Ho assunto Terazosina e poi Urorec per qualche mese con discreti miglioramenti della minzione ma con effetti collaterali; eiaculazione retrograda (Urorec) e rinite soprattutto notturna a causa dei quali (anche difficoltà di compensazione nella pesca in apnea) sono tornato allo Xatral con il quale la respirazione non è inficiata. Questo medicinale però ha avuto effetti meno sensibili. Il mio urologo mi ha consigliato l'intervento dicendo che per le condizioni della prostata dovrei essere "aperto" ma essendo uno sportivo vuole operarmi per via endoscopica (non mi è chiaro il nesso). Non svuoto la vescica completamente (residuo 50 cc) c'è sedimento e recentemente ho espulso calcoletti di fosfato di calcio. L'impellenza a urinare è variabile, in casa al minimo stimolo provvedo, fuori i tempi sono più dilatati, anche 3 ore. Vorrei procrastinare l'intervento finché possibile, un altro urologo mi ha consigliato di provare Omnic per 6 mesi perché non dovrebbe provocare rinite (all'eiaculazione retrograda posso anche rassegnarmi). In sostanza i disturbi urinari sono per me di poca rilevanza pratica e psicologica, farei l'intervento solo per scongiurare possibili futuri danni alla vescica causati dall'ipertrofia (se ho ben capito questo sarebbe il problema collaterale). Grazie e cordiali saluti.
la successione e la ripresa di diverse molecole tutte alfabloccanti non sembra avere dato gli effetti sperati e non è detto che ne tragga dei vantaggi in una prostata le cui dimensioni riportate non sembrano molto significative. è invece possibile che sia in gioco un consistente processo congestizio-infiammatorio non adeguatamente valutato che produce la sintomatologia riferita, compreso l'aumento del PSA da verificare anche con il PHI (test di salute prostatica). Ove si confermasse la congestione infiammatoria e siano verificate le sue ragioni (metaboliche, ossidative, endocrine, immunitarie) è possibile gestire una differente terapia non chirurgica che possa dare miglioramenti sul fronte minzionale e che non dia problemi ejaculatori.
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Salve. La Trocar Turp è una metodica ormai quasi praticamente abbandonata. Una Turp bipolare o meglio ancora una Vaporizzazione o Enucleazione laser sono gli interventi che al momento danno i migliori risultati in termini di successo terapeutico, riduzione delle complicanze post-operatorie e tempi di ospedalizzazione. Cordialmente
Gentilissimo paziente, qualora non fosse intenzionato ad essere sottoposto ad intervento di TURP puo' provare la terapia di associazione dutasteride+ tamsulosina. Il primo farmaco serve a ridurre il volume della prostata ( certo la sua azione non inizia prima dei 6 mesi di assunzione) e il secondo serve ad allargare il collo della vescica e a consentirle uno svuotamento piu' completo della stessa. In ogni caso , per dare indicazioni piu' precise , sarebbe necessario eseguire almeno una uroflussometria ed una ecografia per valutare le esatte dimensioni della prostata.
Va sicuramente trovata la giusta terapia farmacologica per il suo caso, altrimenti non le resta che l'intervento. Il residuo post minzionale è eccessivo, si ricordi che rappresenta un rischio per infezioni, calcolosi e per lo sviluppo del cancro della vescica. Questo senza tener conto del rischio di perdità di funzionalità vescicale, a causa della prolungata ostruzione prostatica nel corso degli anni.
L'embolizzazione prostatica è intervento mininvasivo ed indolore che in questi casi può essere preso in considerazione. Eseguito in anestesia locale ha una permanenza in clinica di sole 12- 24 ore.
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