Buongiorno, ho 54 anni e fatto esame del Psa e risulta 13,573. Premetto che soffro di prostatite da

Buongiorno, ho 54 anni e fatto esame del Psa e risulta 13,573. Premetto che soffro di prostatite da quando ho 30 anni che gestisco con xatral permison e epilobio. L'ultimo esame del psa che ho fatto era di marzo 24 a 2.16. Solo nel 2015 ho avuto una situazione anomale di 3.9. Ora ho rifatto gli esami che mi daranno martedì con anche psa libero e successiva visita urologica. La mia dottoressa sospetta che un innalzamento cosi repentino sia dato dall'infiammazione della prostata ma io non sono cosi tranquillo. La mia domanda è, secondo voi una prostatite puo' portare a questi valori o sarà sicuramente altro? Grazie cordiali saluti Fabio

2 risposte


Premesso che una congestione infiammatoria pelvico-prostatica non si tratta e non si risolve con quei prodotti, peraltro impiegati da 24 anni senza evidente esito e con peggioramento progressivo del quadro) potrebbe anche essere vero che un così rapido incremento di PSA T (poi rapido è da discutere visto che lei riporta un valore del marzo 2024 lievemente aumentato e quello attuale molto alto... sono passati due anni in cui nessuno sa come sia evoluto) sia dovuto ad un forte incremento dello stato di congestione infiammatoria in una prostata malgestita per anni. Ovviamente in immediato serve la determinazione del profilo completo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA) e di una correlata attenta ecografia doppler transrettale pelvico-prostatica a cui potrà seguire la valutazione urologica (senza quei dati è inutile). Ove i dati di quanto detto facessero sorgere il sospetto della presenza di un cancro prostatico allora si dovrà procedere rapidamente alla mpRMI per decidere i passi successivi. Ove consentissero di escludere ciò occorrerà finalmente procedere alla adeguata valutazioni generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati, per determinare le ragioni della situazione. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.

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Considerata la sua situazione ed i precedenti, certamente la prima ipotsi è quella che vi sia la ripresa di una condizione infiammatoria. Una valutazione urologica diretta, se non effettutata recentemente, è senz'altro consigliabile. Proseguendo la terapia abituale (es. anti-infiammatori a brevi cicli), l'esame andrà ripetuto un paio di volte nei prossimi tre mesi. Ci si attende ovviamnte una raduale discesa, magari non così rapida. Se invece il valore si mantenesse superiore a 10 ng/ml, sarà necessario eseguire una risonanza magnetica multiparametrica della prostata.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.