Buongiorno, ho 50 anni e tre mesi fa sono stato operato di ernia inguinale; il decorso è stato da s
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Buongiorno, ho 50 anni e tre mesi fa sono stato operato di ernia inguinale;
il decorso è stato da subito doloroso dato che appena dopo 5 giorni dall’intervento, mentre flettevo il busto per portarmi in posizione seduta, ho sentito un forte strappo nella zona pubica e da allora soffro di una pubalgia acuta.
Il dolore è migliorato fino a scomparire seguendo una terapia con mavosten e delle infiltrazioni mirate (di anti infiammatorio + anestetico) nella zona dolente ma a seguito di una sindrome da raffreddamento con forte tosse il dolore si è riacutizzato.
Ho fatto diversi accertamenti diagnostici ecografie, TAC, RM, e non risulta nulla fuori dalla norma.
Ho fissato a breve una visita antalgologica per eseguire un test con blocco ecoguidato dei 3 nervi ileoinguinale, ileoipogastrico e genitofemorale anche se non credo siano compromessi dato che, pur non avendo perso sensibilità, non riscontro parestesie o alterazioni della sensibilità nella zona; inoltre il dolore non è persistente né così forte da farmi saltare ma è un dolore localizzato (tipo un intenso bruciore) in un punto ben preciso a circa 1 cm dalla parte caudale della ferita chirurgica che aumenta di intensità durante l'arco della giornata mentre è assente la mattina da sveglio dopo aver riposato l'intera notte.
A quanto ho capito durante vari colloqui è il punto di ancoraggio della Mesh sulla spina pubica che ha generato la pubalgia, probabilmente a seguito dell’evento (sopra descritto) traumatico dell’inserzione delle fibre muscolari sul periosto del tubercolo pubico quindi l’unica soluzione per risolvere il problema sarebbe un nuovo intervento chirurgico volto ad eliminare il punto di ancoraggio o la parte terminale della rete.
Se ho capito bene l’intervento non sarebbe semplice dato che la ferita chirurgica (superficiale e profonda) così come la rete inserita cicatrizzando formano un tessuto fibroso che rende l’intervento “al buio” i tessuti non sono visibili e distinguibili come durante il primo intervento.
Avrei le seguenti domande:
Si riesce ad eliminare il solo punto oppure va rimossa parte o tutta la rete, e in caso, se si riuscisse a togliere il punto é pensabile rimetterne un altro fissato nel posto giusto?
Ci sono delle complicanze a seguito del re intervento?
Mi chiedo se convenga aspettare ancora un po' di tempo per capire se con il riposo la pubalgia si risolve spontaneamente.
Vi ringrazio anticipatamente per le vostre cortesi risposte e le preziose indicazioni che vorrete fornirmi
il decorso è stato da subito doloroso dato che appena dopo 5 giorni dall’intervento, mentre flettevo il busto per portarmi in posizione seduta, ho sentito un forte strappo nella zona pubica e da allora soffro di una pubalgia acuta.
Il dolore è migliorato fino a scomparire seguendo una terapia con mavosten e delle infiltrazioni mirate (di anti infiammatorio + anestetico) nella zona dolente ma a seguito di una sindrome da raffreddamento con forte tosse il dolore si è riacutizzato.
Ho fatto diversi accertamenti diagnostici ecografie, TAC, RM, e non risulta nulla fuori dalla norma.
Ho fissato a breve una visita antalgologica per eseguire un test con blocco ecoguidato dei 3 nervi ileoinguinale, ileoipogastrico e genitofemorale anche se non credo siano compromessi dato che, pur non avendo perso sensibilità, non riscontro parestesie o alterazioni della sensibilità nella zona; inoltre il dolore non è persistente né così forte da farmi saltare ma è un dolore localizzato (tipo un intenso bruciore) in un punto ben preciso a circa 1 cm dalla parte caudale della ferita chirurgica che aumenta di intensità durante l'arco della giornata mentre è assente la mattina da sveglio dopo aver riposato l'intera notte.
A quanto ho capito durante vari colloqui è il punto di ancoraggio della Mesh sulla spina pubica che ha generato la pubalgia, probabilmente a seguito dell’evento (sopra descritto) traumatico dell’inserzione delle fibre muscolari sul periosto del tubercolo pubico quindi l’unica soluzione per risolvere il problema sarebbe un nuovo intervento chirurgico volto ad eliminare il punto di ancoraggio o la parte terminale della rete.
Se ho capito bene l’intervento non sarebbe semplice dato che la ferita chirurgica (superficiale e profonda) così come la rete inserita cicatrizzando formano un tessuto fibroso che rende l’intervento “al buio” i tessuti non sono visibili e distinguibili come durante il primo intervento.
Avrei le seguenti domande:
Si riesce ad eliminare il solo punto oppure va rimossa parte o tutta la rete, e in caso, se si riuscisse a togliere il punto é pensabile rimetterne un altro fissato nel posto giusto?
Ci sono delle complicanze a seguito del re intervento?
Mi chiedo se convenga aspettare ancora un po' di tempo per capire se con il riposo la pubalgia si risolve spontaneamente.
Vi ringrazio anticipatamente per le vostre cortesi risposte e le preziose indicazioni che vorrete fornirmi
Buona sera,
Mi spiace molto per questa complicanza, ahimè rara, ma talvolta molto invalidante.
Solitamente il dolore cronico dopo ernioplastica tende a migliorare con il passare del tempo. Talvolta tuttavia non è di facile risoluzione.
Le consiglio di rivolgersi, come ha in programma, a un ambulatorio di tp del dolore, che pratichi sia terapia farmacologica, sia trattamenti percutanei (alcolizzazioni, radiofrequenze, ecc).
Forse è ancora presto per provare a pensare a un intervento, che non è affatto banale e può non essere risolutivo.
Come ha detto lei, il reintervento viene fatto in un campo in cui l’anatomia è “sovvertita” e questo rende la procedura più insidiosa.
Purtroppo a volte è l’ultima possibilità, ma nel suo caso mi rivolgerei prima a uno specialista di terapia del dolore specializzato in problematiche di questo tipo.
Mi spiace molto per questa complicanza, ahimè rara, ma talvolta molto invalidante.
Solitamente il dolore cronico dopo ernioplastica tende a migliorare con il passare del tempo. Talvolta tuttavia non è di facile risoluzione.
Le consiglio di rivolgersi, come ha in programma, a un ambulatorio di tp del dolore, che pratichi sia terapia farmacologica, sia trattamenti percutanei (alcolizzazioni, radiofrequenze, ecc).
Forse è ancora presto per provare a pensare a un intervento, che non è affatto banale e può non essere risolutivo.
Come ha detto lei, il reintervento viene fatto in un campo in cui l’anatomia è “sovvertita” e questo rende la procedura più insidiosa.
Purtroppo a volte è l’ultima possibilità, ma nel suo caso mi rivolgerei prima a uno specialista di terapia del dolore specializzato in problematiche di questo tipo.
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Buongiorno, sono d'accordo con il collega che le ha risposto prima di me. Tenga anche presente che se il punto che è stato utilizzato è un punto riassorbibile il dolore dovrebbe piano piano attenuarsi con il passare del tempo.
Cordiali saluti
Dr.ssa Cavallo
Cordiali saluti
Dr.ssa Cavallo
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