Buongiorno, ho 36 anni e due anni fa mi è stato diagnosticato erroneamente il diabete tipo 2 trattat

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Buongiorno, ho 36 anni e due anni fa mi è stato diagnosticato erroneamente il diabete tipo 2 trattato con Glucophage. Da 50 chili il mio peso è sceso fino a 38. Poi mi è stato diagnosticato il diabete Lada, trattato con insulina ed una dieta chetogenica nonostante pesassi 38 chili. Il peptide C è a 1,04 e la produzione di insulina a 11,3. La glicata però è a 7. Ho avuto la PCR alta: è arrivata fino a 38. L'aumento di glicemia potrebbe essere dovuto ad un'intolleranza ai carboidrati? Potrebbe essere dovuto ad una carenza di amilasi, gli enzimi che permettono la corretta digestione dei carboidrati complessi? Oppure potrebbe essere dovuto ad uno stato infiammatorio cronico? Con gli zuccheri semplici non ho problemi ma con quelli complessi sì. Ho difficoltà a prendere peso, ho sempre fame, stitichezza cronica. Come posso risolvere questo mio problema glicemico che non è dovuto a diabete? Grazie mille a tutti i dottori che risponderanno.
Dott.ssa Ornella Centinaro
Dermatologo, Medico estetico, Allergologo
Palermo
Buongiorno,

la sua situazione è sicuramente complessa e capisco quanto possa essere frustrante aver ricevuto nel tempo diagnosi e indicazioni diverse, senza arrivare a una stabilità.

Le rispondo in modo molto diretto ma rassicurante: da quello che descrive, è difficile pensare che il problema glicemico non sia legato al diabete. Anzi, il quadro è compatibile con una forma autoimmune come il LADA, anche se con caratteristiche un po’ particolari. Il fatto che il peptide C sia ancora presente indica che il pancreas produce ancora insulina, ma questo non significa che sia sufficiente o ben “sincronizzata” con i pasti. La glicata a 7, infatti, ci dice che la glicemia non è ancora ben controllata.

Capisco il suo dubbio sui carboidrati complessi, sugli enzimi o sull’infiammazione, ma queste ipotesi, prese da sole, non spiegano un’iperglicemia persistente. Una carenza di amilasi, ad esempio, può dare disturbi intestinali, ma non è una causa di glicemia alta. Anche lo stato infiammatorio può influenzare un po’ i valori, ma difficilmente è la causa principale di un problema così duraturo.

Quello che invece colpisce molto nel suo racconto sono altri aspetti: la perdita di peso importante, la difficoltà a riprenderlo, la fame continua e i disturbi intestinali. Questi elementi fanno pensare che ci sia qualcosa che non sta funzionando bene nell’equilibrio generale, non solo nella glicemia ma anche nel metabolismo e forse nell’assorbimento.

In questo contesto, una dieta chetogenica con un peso così basso è una scelta che andrebbe rivalutata con molta attenzione, perché può contribuire a mantenere il peso basso e rendere più difficile trovare un equilibrio.

Probabilmente non c’è una sola causa, ma più fattori insieme: una componente diabetica, una gestione non ancora ottimale della terapia e forse anche un aspetto nutrizionale o intestinale da approfondire. È proprio per questo che diventa fondamentale fermarsi un attimo e rivedere tutto il quadro in modo completo, senza continuare a inseguire singole ipotesi.

Le consiglierei davvero di rivolgersi a un centro di diabetologia o endocrinologia, meglio se ospedaliero, perché è importante rivalutare tutto in modo approfondito e impostare una terapia che tenga conto sia della glicemia sia del recupero del peso, in modo sicuro e personalizzato.

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