Buongiorno , ho 35 anni e da circa 6 soffro di problemi cervicali . Non mi causano dolore ma bensì s
Buongiorno , ho 35 anni e da circa 6 soffro di problemi cervicali . Non mi causano dolore ma bensì sensazione di collo bloccato con vertigini , soprattutto quando muovo su e giù il collo . All’epoca dei fatti risolsi con delle sedute di tecar e degli antinfiammatori comuni . Effettuai anche un rx che non evidenziò nulla di che , se non un piccolo accenno di artrosi . Da qualche giorno però ho avuto un riacutizzarsi del problema , trattato con brufen . In aggiunta però ho avuto dei formicolii mani e piedi con sensazione di pulsazione e calore alternato a freddo . Non so se sia un problema circolatorio o un problema ascrivibile alla mia situazione cervicale o magari una somatizzazione ansiosa . Spero possiate darmi qualche consiglio . Grazie
1 risposta
Gentile Utente, i disturbi che descrive sembrano verosimilmente riconducibili a una riacutizzazione del quadro cervicale già noto, probabilmente associata a una componente muscolo-tensiva importante. La sensazione di “collo bloccato”, instabilità/vertigini correlate ai movimenti del rachide cervicale e beneficio ottenuto in passato con terapia fisica sono elementi abbastanza compatibili con una cervicalgia di tipo meccanico-posturale. Per quanto riguarda invece formicolii a mani e piedi; sensazioni di caldo/freddo; percezione pulsante, questi sintomi non sono sempre spiegabili esclusivamente con il rachide cervicale, soprattutto quando coinvolgono anche gli arti inferiori. In molti casi possono essere amplificati o favoriti anche da una componente ansiosa/iperattivazione neurovegetativa, specie durante le fasi di riacutizzazione dolorosa o di forte attenzione ai sintomi corporei. Detto questo, senza una valutazione clinica diretta non è corretto attribuire tutto automaticamente all’ansia o alla cervicale. Personalmente consiglierei visita neurologica; valutazione posturale/fisiatrica; eventuale RM cervicale se i sintomi persistono o aumentano; controllo dello stato muscolare e delle eventuali contratture cervicali. L’RX spesso è poco informativa sui dischi e sulle strutture neurologiche, mentre la RM consente uno studio molto più accurato del rachide cervicale e delle eventuali protrusioni/sofferenze radicolari. Nel frattempo possono essere utili evitare posture prolungate; limitare movimenti bruschi cervicali; fisioterapia mirata e graduale; gestione dello stress muscolare e dell’ansia correlata ai sintomi. In assenza di deficit di forza, disturbi della marcia o alterazioni neurologiche obiettivabili, il quadro non appare nell’immediato particolarmente allarmante, ma merita comunque un corretto inquadramento clinico. Un cordiale saluto Dr. Mauro Colangelo – Neurologo, Neurochirurgo
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