Buongiorno, ho 35 anni e da almeno dieci riscontro bruciore nella minzione, difficoltà a svuotare la

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Buongiorno, ho 35 anni e da almeno dieci riscontro bruciore nella minzione, difficoltà a svuotare la vescica, e risvegli notturni con necessità di urinare. Intervento a varicocele destro otto anni fa.
Un paio di mesi fa mi è stato consigliato di eseguire rx uretrocistografia, esame urodinamico, e ecografia transrettale (riporto a fine testo i referti).
A seguito degli esami, mi è stato prospettato un intervento di incisione del collo vescicale monolaterale e sovramontanale.

Questo intervento di incisione è risolutivo definitivamente per i sintomi di svuotamento della vescica, e per il bruciore nella minzione?

È l'unica soluzione secondo voi?

Quanto è alto il rischio di eiaculazione retrograda a seguito di questo intervento?

Grazie

Esame urodinamico completo:
- Riferisce LUTS irritativo-ostruttivi. IPSS 25 (QL5). Recente urinocoltura negativa.
- E.O.: genitali esterni in sede normoconformati per sesso e per età. Didimi ed epididimi in sede non dolenti alla palpazione.
- Uroflussometria, esame eseguito in posizione ortostatica con riferito importante stimolo minzionale. Indici flussometrici ridotti (Q max 7.2ml / s Vv 358 ml). Tracciato irregolare, allungato e schiacciato. RPM: 70 ml.
- Cistomanometria a velocità di riempimento non fisiologica (40ml / m * in) con soluzione cloro-sodica, con simultanea registrazione della pressione vescicale mediante catetere a 2 vie 6 ch. Sensibilità vescicale presente, con primo stimolo avvertito al riempimento di 150 ml. Non evidenza di contrazioni detrusoriali involontarie, neanche dopo manovre evocative quali colpi di tosse e manovra di Valsalva, sino al riempimento 550 ml, quando il Pz ha manifestato il desiderio improcrastinabile di urinare. Capacità vescicale pari a 550 ml. Compliance nella norma.
- Studio pressione flusso. Fase minzionale avvenuta in posizione ortostatica con simultanea registrazione della pressione vescicale. Si è ottenuto un flusso massimo pari a 9ml /sec con pressione detrusoriale al flusso massimo pari a 64 cm*H_{2}*O Residuo post-minzionale: 200 ml. Non utilizzo del torchio addominale. I valori ricadono in classe III (N-) del nomogramma di Schafer e nella regione "ostruiti" del nomogramma di Abrams-Griffiths.
- Fase di riempimento caratterizzata da normale attività detrusoriale in vescica di sensibilità sostanzialmente nella norma e capacità cistomanometrica aumentata. Fase minzionale compatibile con ostruzione cervico-uretrale.

RX uretrocistografia retrograda e minzionale:
- Nulla da segnalare all'esame diretto dello scavo pelvico.
- L'introduzione per via retrograda del m.d.c. ha messo in evidenza una soddisfacente distensibilità dell'uretra anteriore sino al tratto di passaggio bulbo-membranoso che appare appena livemente meno distensibile.
- Buona la distensibilità della vescica caratterizzata da una modesta impronta prostatica con apprezzabile rappresentazione del lobo medio.
- In fase minzionale si è rilevata una ridotta apertura del collo vescicale (come per sclerosi del collo) e si è riscontrato inoltre un modesto stravaso periuretrale a livello prostatico.
- Abbondante il residuo post-minzionale.

Ecografia transrettale:
- l'esame ecografico disturbato dalla presenza di diverse calcificazioni periuretrali dimostra una ghiandola di 42 ^ * 39^ * 34 mm con volume stimato in 28 mm.
- Collo vescicale molto rilevato
- Presenza di una cisti semplice di 9 mm di diametro a carico della porzione periferica.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Per darle delle risposte occorre vedere gli esami svolti e soprattutto quella ecografia prostatica che comunque è carente della fase doppler. E' altamente probabile che i suoi problemi derivino principalmente se non esclusivamente da un consistente stato di congestione infiammatoria prostatica che, ovviamente, agisce ostruendo l'uretra prostatica. Ovvio che, questioni tenso-emotive a parte, che quei profili di studio minzionale dimostrino un problema ostruttivo, ma non è certo che derivino da una sclerosi del collo non dimostrata. Andrei molto cauto nell'eseguire un intervento che può generare non pochi problemi, soprattutto ejaculatori e che, in assenza della soluzione della congestione infiammatoria pelvico-prostatica, rischia di non essere risolutivo. Volendo, al solo fine disotruttivo, vale la pena considerare l'impiego del i-tind o dell'optilume... sostanzialmente dilatarori ad elevato effetto, superminiinvasivi e che non modificano il processo ejaculatorio. Infine lei ha svolto in fatto solo esami minzionali, ma mancano del tutto le adeguate valutazioni genitali (funzione prostatica e testicolare, stato del rapporto prepuzio/glande) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, fisico e stressogeno) per definire ciò che genera e sostiene lo stato infiammatorio-disfunzionale.

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