Buongiorno. Ho 29 anni e scrivo perché a metà novembre ho iniziato ad accusare un eccessivo sti

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Buongiorno.


Ho 29 anni e scrivo perché a metà novembre ho iniziato ad accusare un eccessivo stimolo alla minzione (senza perdite urinarie, senza dolore o bruciore).
La sensazione era quella di un'impellenza urinaria che riuscivo - in parte - a controllare (recandomi comunque al bagno più delle normali 8 volte al giorno).
Credendo fosse cistite ho provato una cura tramite Monuril senza avere alcun beneficio.
Ho eseguito una prima urinocultura a novembre (più un secondo test delle urine a dicembre) e gli esami sono risultati negativi.

Ho conseguito visita ginecologica ed ecografia pelvica dalle quali non è risultato nulla di significativo (l'ecografia ha rilevato una tendenza a microlitiasi caliceale ai reni in assenza di calcoli).

Il fastidio è durato poco più di un mese per poi sparire all'improvviso.
In quel periodo stavo vivendo un periodo di stress abbastanza forte.

Da due settimane è purtroppo ricomparso, con conseguenze negative in merito alla qualità delle mie giornate.

Ho eseguito nuovo esame delle urine due giorni fa e l'unico dato fuori norma é alla voce "cellule epiteliali" in numero superiore ai 20 (24 per la precisione).
In questi giorni mi sembra di accusare un lieve bruciore (accentuatosi anche in occasione dell' unico rapporto sessuale avuto nell'ultimo mese).


Vorrei gentilmente chiedere che tipo di esami/controlli effettuare.
Dovrei fare un'ulteriore urinocultura per accertamenti? Di cosa potrebbe trattarsi?

Al momento sto compilando un diario funzionale.

Purtroppo il disagio è grosso e non trovo sollievo.


Vi ringrazio molto in anticipo.


Cordiali saluti.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Il quadro sembra derivare da uno squilibrio della reattività immunitaria che può derivare da diverse ragioni variabilmente concorrenti tra loro (metabolico-ossidative, nutrizionali, stresso-emotive, alterazione della via urinaria). E' impossibile decidere in questa sede quali valutazioni potrebbe eseguire, ma una attenta revisione di quanto ha svolto e del suo stato clinico passato e attuale potrà essere in grado di decidere un utile percorso diagnostico prima e terapeutico poi. Certamente l'unica cosa che non serve è un antibiotico. Non serve inoltre inseguire il sintomo.

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