Buongiorno, ho 25 anni e non so quale specialista sia più appropriato (medico dello sport o cardiolo

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Buongiorno, ho 25 anni e non so quale specialista sia più appropriato (medico dello sport o cardiologo) per i seguenti problemi da sforzo fisico minimo (come passeggiare), insorti all'improvviso nel luglio 2023 dopo effetti collaterali da fine terapia antibiotica per helicobacter (dispnea forte e dolore cardiaco con seguente dimissione dal p.s.) e noti i seguenti accertamenti.
Problemi:
-sensazione di galleggiamento, di oscillazione della pressione sanguigna o almeno del sangue che arriva al cervello
-estrema confusione, disequilibrio, difficoltà a reggersi in piedi, perdita grave di memoria durante passeggiate prolungate.
Accertamenti:
-ecg a riposo negativo
- dicembre 2023: test da sforzo massimale negativo, ma con netto peggioramento dei sintomi sin dall'inizio e soprattutto dopo di esso. Pressione durante recupero dopo lo sforzo: 120 70
sintomi alla misurazione: perdita transitoria di coscienza senza svenimento, sincronizzata al battito cardiaco, dolore nella zona.
-Gennaio 2024: ecocardiocolordoppler a riposo negativo (minima im)
-luglio 2025: per persistenza dei sintomi col curante ho eseguito una visita cardiologica con ecg (negativo) esprimendo le mie serie difficoltà di tutti i giorni, ma è stato trattato dal cardiologo come un semplice affaticamento. Ho provato a riferire che con lo stesso peso di adesso (lievemente sottopeso), prima dell'insorgenza dei sintomi, nuotavo contro corrente al mare, giocavo a calcio e pallacanestro senza alcun problema, mentre ora sono gravemente disabilitato, ma non sono riuscito nemmeno a farmi reindirizzare a una specialità o un ambito adeguato, devo tenermi i sintomi.
Ho una RMN encefalo negativa di dicembre e ho provato più volte con i classici antidepressivi (non perché fossi convinto avrebbero aiutato, ma per pressioni esterne) e sono seguito da una psichiatra, ma sta solo peggiorando.
Sintomi recenti:
A novembre è insorto improvvisamente un acufene all'orecchio dx, di cui abbiamo escluso cause uditive, interrompe il sonno se non trattato con farmaci adeguati (il rivotril ha migliorato molto anche i disturbi da sforzo, sospeso dopo 2 settimane dalla psichiatra). Prendo dell'Olanzapina al dormire (da fine novembre) e del Citalopram (da 1 settimana), seguito da una psichiatra.
I sintomi sono peggiorati (tranne l'acufene) e non posso fare nemmeno un'attività fisica cauta come un sollevamento di pesi molto leggeri perché i sintomi diventano insopportabili. Il medico curante non sa cosa consigliarmi oltre a un'altra visita cardiologica con ecg (che io ho anticipato di mesi andando privatamente) ed è al corrente di tutto. Mi viene detto che non posso ottenere l'urgenza ma, anche se l'avessi, non vedo una via d'uscita ripetendo gli stessi accertamenti o con un approccio esclusivamente farmacologico, sapendo che quando ho iniziato Olanzapina ho avuto immediatamente un netto peggioramento di tutti i sintomi sopraelencati (salvo l'acufene) e l'anno scorso idem quando provai con qualche goccia di Daparox per più di un mese.
La massa muscolare è pure salita negli ultimi mesi, sono seguito da un nutrizionista, ma sotto sforzo le mie condizioni stanno solo peggiorando e non posso salire più di tanto di massa senza fare alcuna attività fisica.
Quando mi alzo la notte o la mattina, fatico a reggermi in piedi a causa di questi sintomi e la questione viene spesso banalizzata come psicogena o di semplice affaticamento e nulla di più. Quest'enorme differenza tra riposo e sforzo, il dolore localizzato, la sincronia col battito cardiaco e la grave perdita di memoria durante passeggiate proprio non mi convincono. Come può essere normale o inspiegabile tutto ciò, quando avviene sistematicamente e in modo molto preciso? Non sarà un problema strutturale al cervello ma deve esserci una causa extra psichica.
Ho fatto provare a fare l'attività isometrica che facevo prima e all'insorgenza dei sintomi misurare la pressione.
Risultato: sembra abbassarsi o rimanere bassa circa a 100 70, più bassa di altre volte che ero a riposo. Ovviamente i sintomi sono peggiorati per settimane.
In un caso come quello descritto, più che il medico dello sport come primo riferimento, riterrei più utile una valutazione clinica in presenza da parte di un cardiologo o internista con attenzione ai disturbi da ortostatismo/presincope. Gli esami cardiologici già eseguiti sono rassicuranti sotto alcuni aspetti, ma non escludono del tutto alterazioni della regolazione di pressione e frequenza durante stazione eretta e sforzo. In questi casi può essere utile eseguire misurazione di pressione e frequenza da sdraiato e in piedi; se il sospetto rimane, possono essere indicati ulteriori accertamenti come tilt test e, secondo valutazione clinica, Holter ECG e/o Holter pressorio. I sintomi che descrive — capogiri, “testa vuota”, confusione, difficoltà a stare in piedi e ridotta tolleranza allo sforzo — sono compatibili, almeno in parte, con quadri di intolleranza ortostatica, che richiedono però una valutazione diretta per essere confermati o esclusi.
Capisco quanto una situazione così possa essere pesante nella vita quotidiana. Proprio perché i sintomi persistono e incidono così tanto sulle sue attività, credo sia utile proseguire con un inquadramento mirato in presenza, così da orientare nel modo più appropriato gli eventuali passi successivi.

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