Buongiorno. Giorno 10 maggio 2020 ho effettuato forzando la spalla una intrarotazione a braccio drit

Buongiorno. Giorno 10 maggio 2020 ho effettuato forzando la spalla una intrarotazione a braccio dritto questo per girarmi a sinistra nel letto. Immediatamente ho sentito un crack provenire dalla spalla/braccio e non riuscivo a muore abbassare e alzare la mano . La mano dopo qualche secondo è tornata a muoversi ma è rimasto dolore spalla e sensazione di peso e bruciore. Mancanza di forza col braccio e le ultime dita della mano mignolo e anulare intorpiditi. Cosa ho provocato ? Ho effettuato ecografia che non evidenzia nulla di grave . Come mai però sto così ?

27 risposte


Buongiorno, mi risulta difficile se non impossibile dirle cos'ha provocato i sintomi senza visitarla. Non è chiara la dinamica del suo movimento e l'osteopata non è la figura deputata a fare diagnosi. Le consiglio una visita ortopedica per indagare le cause di tale sintomatologia. Lo specialista potrà valutare se sia necessaria un'elettromiografia per la mancanza di forza nel braccio. Se non viene riscontrato nulla, le consiglio di rivolgersi ad un bravo osteopata che potrà individuare al meglio, visitandola, le zone da trattare dandole una risposta più esaustiva. Cordiali saluti.

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Buongiorno, per sapere la causa dovrebbe rivolgersi al suo medico ed eventualmente ad uno specialista, ortopedico. Successivamente se non viene riscontrato nulla, può rivolgersi ad un Osteopata che la può aiutare tramite trattamenti specifici per il suo caso a ridurre la sua sintomatologia a carico della spalla. Cordiali saluti


Buongiorno mi associo alle risposte dei colleghi qui sopra. Io consiglio di fare una risonanza magnetica visto il crack che ha sentito ed il formicolio soprattutto se poi non riuscisse a portare la mano dietro la nuca e/o dietro la schiena a toccare la scapola opposta per basso dietro, potrebbe essersi lesionato qualche muscolo della cuffia dei rotatori. Nella maggior parte dei casi invece sono solo contratture che creano dolore bruciore e formicolio; calcoli che i crack si possono sentire anche quando semplicemente un tessuto magari fibrotico scavalla sull'altro dando questo rumore sordo e brutto ma spesso senza conseguenze. La cosa migliore da fare è se perdurano i sintomi andare dall'ortopedico perchè le prescriverà la suddetta rnm ma se vede che non ha limitazioni importanti le consiglio di andare da un collega osteopata. Indubbiamente avere una Rnm in mano aiuta molto l'osteopata che però se è un bravo clinico riesce comunque a sviscerare il problema. Spero di averla aiutata per altre info mi scriva in privato. Cordialmente.


Buongiorno, le consiglio di fare riferimento al suo medico di famiglia che, in base alla raccolta dati, potrebbe decidere di indirizzarla verso il neurologo, l'ortopedico per ulteriori accertamenti oppure dall'osteopata/fisioterapista se ritiene che sia un problema muscolo-scheletrico. Ci tenga aggiornati! Buona giornata


Buonasera, io le consiglierei di approfondire con una risonanza magnetica. Ma prima senta il parere del suo medico curante che eventualmente la indirizzerà ad una visita specialiatica. Un caro saluto


Buongiorno, risulta difficile rispondere al suo quesito senza effettuare una visita accurata. Dal suo racconto è comunque consigliabile una visita ortopedica, soprattutto se persiste il deficit di forza. Se poi lo specialista che la visiterà non riscontrerà nessun danno strutturale o nervoso, potrà risolvere il suo problema con un percorso osteopatico dedicato. Cordiali saluti

Simone Negri

Simone Negri

osteopata

San Francesco al Campo

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Buongiorno, le consiglio di rivolgersi ad un ortopedico per poter fare maggiori accertamenti. Lo specialista saprà escludere eventuali lesioni tissutali ed eventualmente lo potrà rimandare da un osteopata o fisioterapista. Distinti saluti

Paola Marelli

Paola Marelli

osteopata

Germignaga

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Buongiorno, consiglio per prima cosa di rivolgersi ad un ortopedico per ulteriori accertamenti. Successivamente, nel caso in cui non riscontrasse nulla di particolare, potrà contattare un osteopata per verificare se vi sono disfunzioni muscolo-scheletriche da risolvere. Cordiali saluti

Dr. Matteo Pagani

Dr. Matteo Pagani

osteopata

Busto Arsizio

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Buongiorno, il problema da lei descritto è di competenza ortopedica. Bisogna capire bene cosa sia successo e lui stesso saprà consigliarle la terapia più efficace.


Buongiorno, con queste informazioni risulta difficile comprendere esattamente cosa possa essere successo; le consiglio tuttavia di rivolgersi al suo medico di base o ad un ortopedico per verificare eventuali lesioni ed individuare la strategia terapeutica migliore.


Buongiorno! Dalle informazioni che ha dato, è difficile comprendere quali strutture possono essere state sollecitate senza una valutazione più specifica. Le consiglio di rivolgersi al suo medico e a un ortopedico per escludere eventuali lesioni, successivamente se consigliato dallo specialista l'Osteopatia può esserle d'aiuto nella gestione della sintomatologia. Cordiali Saluti


Buongiorno, le consiglio di effettuare una visita osteopatica in modo da poter valutare col terapista la miglior strategia per alleviare i sintomi e ridurre il dolore.


Buongiorno, le consiglio di rivolgersi al suo medico di base che la indirizzerà dallo specialista più adeguato per fare una diagnosi accurata. Se poi non emerge nulla ma continua ad avere il disturbo può tranquillamente rivolgersi ad un osteopata per intraprendere insieme un percorso terapeutico. Rimango a disposizione, Cordiali saluti, Gloria

Dott.ssa Gloria Zunino

Dott.ssa Gloria Zunino

osteopata

Trezzano sul Naviglio

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Buongiorno, si rivolga al suo medico di base. Prima di rivolgersi ad un Osteopata è molto importante escludere lesioni muscolari, tendinee o legamentose. Sarà importante verificarlo con un esame strumentale. Spero di esserle stato d'aiuto. Cordiali saluti


Buongiorno, sicuramente il quel momento si è creata una compressione nervosa che ha provocato il deficit di forza alla mano di cui racconta. Però è necessario verificare che non si stato alcun danno strutturale che possa peggiorare la situazione nel tempo. Qui purtroppo non vediamo la data in cui ha scritto quindi non possiamo capire da quanto duri la situazione. Ad oggi ha forza nel braccio? è rimasto deficit o formicolio di qualche tipo? Le risposte possono essere molteplici quindi sicuramente una visita ortopedica è necessaria per escludere danni alle strutture. Nel migliore dei casi può essersi creato uno spasmo muscolare che si è creato da protezione nel momento del "crack" che può essere stato un trauma (o anche no) all'articolazione della spalla. Questo spasmo può creare compressione nervosa che genera formicolio. Ma ripeto, questo può essere solo una delle risposte. Quindi le consiglio di procedere come descritto sopra anche dai colleghi


Buongiorno,mi trovo d'accordo con le risposte dei colleghi, tuttavia le consiglio visita dallo specialista per escludere qualsiasi patologia in essere. Nel momento in cui non si evidenzi nulla dagli esami effettuati le consiglio di rivolgersi quindi ad un osteopata in quanto il sintomo può anche derivare da degli squilibri disfunzionali che sono in relazione alla regione anatomica interessata. La risoluzione di queste disfunzioni può quindi fare in modo che la sintomatologia migliori o si risolva completamente. Saluti, AG


Buongiorno. Le consiglio di rivolgersi ad un ortopedico, che se lo riterrà opportuno, le indicherà ulteriori esami di approfondimento. Qualora non dovessero risultare condizioni mediche le suggerisco l'approccio osteopatico.


Buongiorno, come detto dai colleghi come prima cosa dovrebbe consultare un ortopedico se da questo consulto non dovessero emergere problematiche di pertinenza prettamente medica un consulto osteopatico potrebbe senz'altro rivelarsi utile. Cordiali saluti.


Buongiorno Avrei necessità di avere maggiori informazioni, potrebbe inviarmi un messaggio con il suo contatto telefonico? senza impegno. Grazie


Salve, bisogna intanto valutare il referto dell' eco che ha svolto e successivamente si rivolga ad un osteopata. Resto a disposizione, Giulia Li Calzi Osteopata.


Buongiorno! Mi dispiace molto per la sua esperienza descritta. I sintomi che ha riportato possono essere indicativi di una compressione a livello nervoso del plesso brachiale a livello cervicale, oppure una compressione nervosa periferica a livello del nervo ulnare che è responsabile dell'irradiazione delle ultime due dita della mano. Non ha specificato dove ha effettuato l'ecografia, penso a livello della spalla, il mio consiglio potrebbe essere quello di effettuare un esame strumentale a livello cervicale per escludere compressioni a livello cervicale del plesso presso brachiale. Se dovesse essere negativa potrebbe essere solo una compressione a livello del decorso del nervo ulnare. In entrambi casi, una visita osteopatica, con un'attenta valutazione potrebbe darle beneficio. Spero di esserle stato di aiuto, cordiali saluti, Lorenzo Gilardi Osteopata.


Buonasera, potrebbe trattarsi di un riposizionamento articolare (che ha dato il suono di crack) seguito poi da uno spasmo della muscolatura (causa invece del dolore, mancanza di forza e intorpidimento). Con delle sedute osteopatiche risolverà velocemente il problema. A presto!


Buongiorno, le consiglio di effettuare un trattamento Osteopatico in modo da poter valutare col terapista la miglior strategia per alleviare i sintomi e risolvere il suo problema.


Buongiorno, dalla sua descrizione sembra che durante quel movimento forzato abbia subito una sorta di trauma meccanico alla spalla, probabilmente a carico delle strutture muscolari, legamentose o nervose. Il "crack" che ha sentito può essere stato uno scatto articolare o il cedimento di una struttura interna. Il fatto che abbia subito subito una perdita di movimento e poi una ripresa parziale con dolore, sensazione di peso, bruciore e soprattutto intorpidimento alle ultime dita indica che potrebbe esserci stata una irritazione o compressione del nervo, in particolare del nervo ulnare, che coinvolge proprio mignolo e anulare. L’ecografia può escludere lesioni gravi come rotture muscolari o tendinee evidenti, ma non sempre è in grado di mostrare danni a livello nervoso o microlesioni capsulari. Inoltre, possono esserci tensioni o infiammazioni muscolari profonde o un conflitto articolare che generano sintomi persistenti. Le consiglierei di sottoporsi a una visita specialistica ortopedica o neuro-muscolare e, se necessario, a un’elettromiografia per valutare lo stato del nervo. Nel frattempo, un percorso di fisioterapia mirata e osteopatia può aiutare a ridurre la tensione muscolare, migliorare la mobilità e alleviare la compressione nervosa. Resto a disposizione per ulteriori domande.


Da come descrivi l’episodio sembra che il movimento brusco abbia irritato non solo i tessuti della spalla ma anche il decorso del nervo ulnare, che spiega formicolio a mignolo e anulare e perdita di forza. L’ecografia non sempre mostra problemi legati a compressioni nervose o piccoli disallineamenti articolari, quindi è normale che risulti “pulita” pur avendo sintomi importanti. In questi casi spesso c’è una combinazione di infiammazione, tensione dei rotatori e una lieve sofferenza nervosa che va gestita con cura. Ti consiglierei una valutazione manuale per capire se c’è un blocco cervicale o scapolare che mantiene irritato il nervo e iniziare da subito un lavoro mirato per ridurre l’infiammazione e recuperare forza e mobilità. Grazie dell'attenzione e buona giornata Andrea Galliani, osteopata e MCB


Da osteopata, per come descrivi l’evento e i sintomi, il problema non sembra muscolare “semplice”, ed è normale che l’ecografia risulti negativa. Il movimento forzato di intrarotazione a braccio esteso è una delle posizioni più stressanti per la spalla e per le strutture nervose che passano tra collo, spalla e braccio. Il crack che hai sentito non indica per forza una lesione grave, ma molto spesso corrisponde a uno scatto articolare o a uno stiramento improvviso delle strutture capsulo-legamentose della spalla, associato però a una trazione del plesso brachiale o del nervo ulnare. Questo spiega bene perché: – il movimento sia tornato dopo pochi secondi – l’ecografia non mostri lesioni importanti – persistano dolore profondo, bruciore, senso di peso – ci sia debolezza del braccio – e soprattutto intorpidimento di mignolo e anulare, che è tipico del coinvolgimento nervoso e non della cuffia dei rotatori Quando un nervo viene stirato o irritato, può dare sintomi sproporzionati rispetto agli esami, e questi sintomi possono durare settimane o mesi se il sistema rimane in difesa. Il dolore che senti ora non è tanto “danno”, quanto irritazione e protezione neurologica. Il motivo per cui “stai ancora così” è che: – il nervo non ama essere forzato – il corpo ha bloccato la spalla per proteggersi – i tessuti non hanno ancora recuperato uno scorrimento normale In questa fase forzare il movimento, fare esercizi aggressivi o manipolazioni violente può peggiorare i sintomi, anche se “sulla carta” non c’è nulla di rotto. Se l’intorpidimento alle dita persiste o aumenta, è corretto valutare anche il tratto cervicale con un medico, perché la spalla e il collo lavorano insieme molto più di quanto si pensi. In sintesi: non sembra tu abbia “rotto qualcosa”, ma hai probabilmente provocato una irritazione neuro-meccanica della spalla/braccio, che richiede tempo e un approccio molto mirato per calmarsi.

Dott. Gianluca Ciraci

Dott. Gianluca Ciraci

osteopata

Francavilla Fontana

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Buongiorno, dal movimento che descrive potrebbe essersi creata un’irritazione importante dei tessuti della spalla e della zona cervico-brachiale. Quando una zona si irrita molto, il corpo può “proteggersi” limitando temporaneamente la funzione: per questo può aver avuto difficoltà a muovere la mano e il braccio subito dopo il crack. Il fatto che l’ecografia non evidenzi lesioni importanti è rassicurante, ma se persistono bruciore, perdita di forza o intorpidimento alle dita, le consiglio di approfondire con una visita medica o specialistica.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.