Buongiorno gentilissimi dottori, nel 2021 ho subito un'ablazione cardiaca per AVRT che originava ne
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Buongiorno gentilissimi dottori,
nel 2021 ho subito un'ablazione cardiaca per AVRT che originava nell'atrio sinistro. Dopo la procedura non ho più avuto episodi uguali a quelli pre-ablazione (ovvero con battiti forti intorno ai 230 e conseguente leggero malessere), ma variazioni di ritmo che si sono sempre risolte autonomamente nel giro di pochissimo tempo. Sono simili a quelli pre ablazione come bpm, ma la durata degli episodi è limitata (massimo 30 secondi) con risoluzione spontanea. Quindi non me ne sono minimamente preoccupata. Al momento sono alla fine dell'ottavo mese di gravidanza, partorirò tra circa 5 settimane. All'inizio della gestazione la mia ginecologa aveva detto che, considerato il "problema", era necessaria una valutazione cardiologica per decidere se effettuare o meno il cesareo. Mi sono quindi recata recentemente dal mio cardiologo il quale mi ha visitata dicendomi che la valutazione sul tipo di parto è competenza del solo ginecologo, la dottoressa al contrario vuole valutazione cardiologica. Oltretutto io non partorirò nell'Ospedale dove lavora la mia ginecologa e quindi mi ritrovo un po' in difficoltà in questa situazione di impasse. Con la presente vi chiedo: può essere controindicato o pericoloso un parto naturale (che sarebbe la scelta che preferisco)? Sarebbe meglio organizzare il cesareo e quindi rivolgermi all'Ospedale presso cui partorirò? Chiedo il vs gentile parere ringraziandovi in anticipo per l'attenzione e l'aiuto.
nel 2021 ho subito un'ablazione cardiaca per AVRT che originava nell'atrio sinistro. Dopo la procedura non ho più avuto episodi uguali a quelli pre-ablazione (ovvero con battiti forti intorno ai 230 e conseguente leggero malessere), ma variazioni di ritmo che si sono sempre risolte autonomamente nel giro di pochissimo tempo. Sono simili a quelli pre ablazione come bpm, ma la durata degli episodi è limitata (massimo 30 secondi) con risoluzione spontanea. Quindi non me ne sono minimamente preoccupata. Al momento sono alla fine dell'ottavo mese di gravidanza, partorirò tra circa 5 settimane. All'inizio della gestazione la mia ginecologa aveva detto che, considerato il "problema", era necessaria una valutazione cardiologica per decidere se effettuare o meno il cesareo. Mi sono quindi recata recentemente dal mio cardiologo il quale mi ha visitata dicendomi che la valutazione sul tipo di parto è competenza del solo ginecologo, la dottoressa al contrario vuole valutazione cardiologica. Oltretutto io non partorirò nell'Ospedale dove lavora la mia ginecologa e quindi mi ritrovo un po' in difficoltà in questa situazione di impasse. Con la presente vi chiedo: può essere controindicato o pericoloso un parto naturale (che sarebbe la scelta che preferisco)? Sarebbe meglio organizzare il cesareo e quindi rivolgermi all'Ospedale presso cui partorirò? Chiedo il vs gentile parere ringraziandovi in anticipo per l'attenzione e l'aiuto.
Buongiorno. Certamente non è il cardiologo a stabilire quale tipo di parto sia piu' idoneo al suo caso tuttavia compito dello specialista in malattie cardiovascolari è fornire al collega ginecologo quante piu' informazioni tecniche sulle sue condizioni cardiovascolari. Nella mia esperienza mi è capitato spesse volte di farlo e nel caso di pazienti aritmici o potenzialmente tali una indagine ecocardiografica abbinata ad un Holter ecg, anche ripetuto a breve distanza o comunque prossimo al parto, potranno fornire valide informazioni sulla sua condizione emodinamica da partoriente.
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