Buongiorno Dottori, vi scrivo per sottoporvi la situazione di mio padre, di 70 anni, che è affett

Buongiorno Dottori, vi scrivo per sottoporvi la situazione di mio padre, di 70 anni, che è affetto anche da insufficienza renale cronica. Tutto è iniziato con un'infezione delle vie urinarie, trattata inizialmente con antibiotici senza aver eseguito un'urinocoltura. Probabilmente, non essendo stata identificata con precisione il batterio responsabile, l'infezione non è stata completamente eradicata e ha evoluto in una sepsi, rendendo necessario il ricovero in ospedale. Durante il ricovero non è stato possibile eseguire un'urinocoltura perché aveva già assunto antibiotici. È stato trattato con una nuova terapia antibiotica, con miglioramento del quadro clinico, ed è stato dimesso. Dopo poco tempo, però, si è ripresentata un'urina molto maleodorante. A quel punto è stata eseguita un'urinocoltura che ha evidenziato la presenza di Escherichia coli. Ha quindi iniziato una terapia antibiotica mirata, assunta per 7 giorni (mattina e sera), con apparente risoluzione dei sintomi. Purtroppo, a distanza di soli due giorni dal termine della terapia, l'urina è tornata nuovamente maleodorante e sono comparsi anche dolori al basso ventre. Considerando la recidiva dell'infezione, il precedente episodio di sepsi e la presenza di insufficienza renale cronica, vorremmo avere un vostro parere su come procedere e se siano necessari ulteriori accertamenti o una diversa strategia terapeutica per individuare ed eliminare definitivamente la causa dell'infezione. Per ora il medico di base ha dato il cystoman per 6 giorni per aspettare di nuovo per fare un altro urino cultura. Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione.

2 risposte


Purtroppo la pessima abitudine di usare antibiotici a sproposito poi fa solo danni e spesso impedisce le diagnosi corrette. anch persistere in successive terapie antibiotiche senza mai definire le ragioni della crescita batterica non fa altro, come dimostra la situazione, che rendere il quadro un circolo vizioso e tossico. E' ovvio ch occorra definire le ragioni del problema: una urina non si infetta mai se il deflusso urinario è buono e regolare. Quindi in primo luogo serve una attenta ecografia doppler pelvico-prostatica transrettale, verificando se sussiste una condizione subostruttiva che induce un reflusso vescico-ureterale, e il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA), meglio da associare ad una attenta ecografia della via urinaria. Su tali basi si deve ridefinire lo stato renale, nel caso con una scintigrafia sequenziale renale e lo stato cardiovascolare e metabolico-ossidativo. Solo su tali basi si potrà attivare l'adeguata strategia terapeutica. Insrguire i batteri non serve a nulla.... come dimostrato da quanto racconta.

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I batteri E. Coli provengono esclusivamente dall’intestino, la loro presenza nelle infezioni uro-genitali maschili è relativamente meno comune e fa sospettare che a livello intestinale vi siano dei problemi di funzione (es. stitichezza, colite) e di equilibrio della flora batterica locale (microbiòta). Non è facile il compromesso tra il desiderio di debellare con gli antibiotici una infezione urinaria e l’evitare di innescare un circolo vizioso con la se,leziine a livello intestinale di batteri più resistenti ed aggressivi. Pertanto, se non vi sono febbre, disturbi intensi o evidenza di complicazioni, potrebbe essere una buona scelta attendere, consigliando di assumere molti liquidi (in particolare col clima caldo) e regolare l’intestino con fermenti lattici, probiotici, yoghurt, kefir e quant’altro di buono c’è. Si ripeteranno gli esami di urina tra 10-15 giorni.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.