Buongiorno Dottori, sono un ragazzo di 26 anni che da anni soffro di prostati croniche batteriche ch

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Buongiorno Dottori, sono un ragazzo di 26 anni che da anni soffro di prostati croniche batteriche che vanno e vengono dandomi stimoli come urinare spesso e a volte in maniera difficoltosa spesso che ho risolto con una cura antibiotica (dopo spermicultura) mentre a volte che regredivano da soli, ora dopo l'ultima cura antibiotica datomi dal mio urologo e un periodo di benessere con ottime erezioni da ormai 2 mesi sto soffrendo anche di Difficolta erettive, mi spiego meglio, ho l'erezione, ma molto molto debole, nel senso che il mio pene diventa eretto ma al tatto è come se fosse non eretto in quanto il corpo del pene e il glande rimangono poco duri, e l'erezione se non stimolata finisce all'istante e il pene rimane in uno stato di via di mezzo ne eretto ne flaccido ma comunque col glande "eccitato" ma con il corpo allungato come se avessi un'erezione ma non duro abbastanza per stare eretto e rimane quindi abbassato per chiarirci rimane perpendicolare al pavimento ma allungato , la stimolazione della mia partner che una volta mi procurava ottime erezioni oggi invece niente ancora peggio non mi provoca erezione, premetto che l'erezione mattutina ce l'ho ma anch'esse anche se leggermente più forti finiscono all'istante, io fondamentalmente mi faccio 2 domande visto che a livello mentale ne sto soffrendo molto e ormai non mi concentro più sull'eccitamento del momento ma solo a pensare che il mio pene rimanga eretto può a livello mentale ciò far finire un'erezione mattutina nel giro di pochi secondi? e crearmi problemi durante i miei rapporti? negli ultimi 2 mesi sono riuscito ad avere solo 2 volte un rapporto con la mia ragazza 2 volte di fila ma anch'esse il pene non era completamente eretto.
ps. se provo con forza a spingere sui muscoli pelvici il pene si irrigidisce e diventa duro, durezza che però finisce appena smetto di fare forza.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Questa è la dimostrazione che le prostatiti, o meglio le congestioni infiammatorie pelvico-prostatiche, non si risolvono a botte di antibiotici che in più alterano anche profondamente il microbioma urinario e intestinale, facendo aumentare i problemi. La lunga storia, mai adeguatamente definita nelle sue ragioni e quindi mai adeguatamente trattata, è alla base della comparsa della disfunzione erettile e forse anche della disfunzione spermatogenica che mai è stata testata. Occorre che finalmente un buon andrologo prenda in mano la sua situazione, esegua i dovuti esami locali e generali e poi attivi il necessario percorso terapeutico ricostitutivo a cui ha diritto. Cercare solo di tamponare i sintomi maggiori ogni volta non porta da nessuna parte e fa peggiorare la situazioen come le sta accadendo.

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