Buongiorno dottori, Scrivo perche sono abbastanza disperato. Sono un uomo di 40 anni. Da circ

1 risposte
Buongiorno dottori,

Scrivo perche sono abbastanza disperato.
Sono un uomo di 40 anni.

Da circa due mesi e'esordito dolore/bruciore alla minzione.
Dopo 3-4 giorni, il dolore se ne e'andato ma sono inziate delle perdite dal pene.
All'inizio mi sono accorto solo la sera, dopo la giornata in ufficio, ma gradualmente la situazione e'peggiorata, fino ad avere perdite sia giorno che notte quasi costanti.
In particolare, le perdite sono trasparenti e molto poco dense, non sono maleodoranti e non ho mai visto sangue.

Ho effettuato diversi esami:
- Urinocoltura -> tutto negativo
- Spermiogramma -> Negativo
- Tampone Uretrale -> Negativo
- Analisi del sangue (PSA non valutato) -> tutto nella norma
- Ecografia Apparato Urologico Inferiore: Vescica repleta in apparente assenza di aggetti endoluminali sospetti per eteroplasia, altiasica. Prostata bilobata di circa 19cc con microcalcificazioni.
- Uroflussometria
Tracciato non valido Void 86ml con Qmax 8.1ml/sec e RPM 0 ml


L'urologo mi ha diagnosticato una prostatite (prostata 1.5 volte la normale grandezza,teso elastica. ridotta consistenza alla palpazione soprattutto a destra) e mi ha prescritto:
- PRISMA
- INFLOG
- Perla PROST

Dopo due settimane senza alcun miglioramento, l'urologo mi ha precritto Cefaxima.

Dopo 3 gg da assunzione Cefaxima, ancora nessun miglioramento.

Non ho piu dolore alla minzione ormai da piu di un mese, ma le perdite sono sempre presenti, sia d giorno che di notte.


Cosa mi consigliate?

Sono veramente disperato...


Grazie mille!
Daniele
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Il quadro descritto è da congestione infiammatoria pelvico-prostatica per la quale mancano le adeguate e necessarie valutazioni sia genitali (nulla è detto della sua funzione e condizione testicolare, poco di quella pelvico-prostatica), in cui la componente congestizia è certamente consistente (ma senza fase doppler non si può valutare). Soprattutto mancano le adeguate valutazioni generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno) atte a definire le ragioni extragenitali del problema e nulla si sa del rapporto prepuzio/glande che potrebbe avere un ruolo nella questione. Non ha senso un antibiotico (cefaxima) in assenza di una dimostrata e significativa presenza batterica nella secrezione prostatica estratta al meato dopo minzione, da confrontare con la urinocoltura. Non si comprende il senso dell'anti-trombotico (prisma) in assenza di questioni vascolari da stasi venosa dinostrata. Il resto sono generici antiossidanti a bassa efficacia e la serenoa che impedisce la utile funzoone riparativa per la sua azione anti-androgenica. Occorre riprendere in mano tutta la situazione e rivalutarla con i dovuti esami citati per poi decidere la adeguata strategia terapeutica.

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