Buongiorno dottori, circa un mese fa, a seguito di un rapporto scoperto con la mia compagna (che non

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Buongiorno dottori, circa un mese fa, a seguito di un rapporto scoperto con la mia compagna (che non lamenta nessun problema) ho iniziato ad accusare problemi quali leggera perdita bianca inodore, prurito uretrale, pene umido e fastidio in zona perianale. Mi sono recato dall'urologo che alla visita non ha riscontrato problemi, ne linfonodi ingrossati ne prostata infiammata e mi ha prescritto tamponi uretrali e spermiocoltura. La spermiocoltura è risultata negativa mentre dai tamponi, effettuati con metodologia PCR, sono risultato positivo a Ureoplasma Parvum, Ho ricontattato l'urologo che mi ha liquidato dicendomi di fare un tampone colturale con antibiogramma perchè senza antibiogramma non sa quale cura darmi. Nel frattempo la sintomatologia, un po' subdola, è mutata, per qualche giorno non ho avuto problemi, poi ho ricominciato ad accusarli, in questo momento non ho più fastidi in zona perianale ne prurito uretrale ma ho sempre leggera perdita bianca, più che altro al mattino, e inizio ad accusare qualche fastidio nella zona del pube e, in alcuni momenti, ai testicoli. Oggi ho quindi effettuato il tampone colturale con antibiogramma però sono un po' in ansia perchè è già passato un mese e ho paura che il tampone colturale, essendo meno sensibile di quello PCR, risulti negativo. è possibile che, con chiari sintomi e con un tampone PCR positivo l'urologo non sappia quale antibiotico prescrivermi per l'Ureoplasma Parvum?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Ha fatto bene l'urologo a non darle un antibiotico per un ureoplasma rilevato dalla sola PCR: è un esame ad altissima sensibilità che rileva anche presenze fisiologiche del microbiota che non sono responsabili della sua sintomatologia. Anche la coltura... dipende dal grado di positività per decidere della terapia antibiotica. Tuttavia il suo sembra essere più una questione di solo stato infiammatorio che va attentamente valutato in sede pelvico-prostatica (attenta ecografia doppler pelvico-prostatica transrettale) e magari con la coltura differenziale (coltura del primo ml di urina, semivuotamento della vescica, coltura della restante urina, vuotamento totale della vescica e successivo estrazione del secreto prostatico tramite massaggio). Poi si potrà decidere se e come agire anche in termini di ulteriori passi diagnostici.

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