Buongiorno dottore , mia mamma ha subito un intervento alla gamba dx per via femorale per stenosi cr
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Buongiorno dottore , mia mamma ha subito un intervento alla gamba dx per via femorale per stenosi critica dell’asse arterioso destro fino all’arteria peroniera e tibiale anteriore e posteriore .
I medici hanno detto che hanno eseguito tutto per via endovascolare e tramite applicazione di un patch in narcosi .
Dopo una settimana mia mamma presenta dolori alla gamba dx e un rigonfiamento a livello della ferita chirurgica . La portiamo in pronto soccorso e ci dicono dopo una tac che si tratta di uno pseudo aneurisma, le praticano una medicazione compressiva e la rispediscono nell ospedale dove ha subito l’operazione dicendoci che ne dovrà’ subire un’altra . Li continuano a temporeggiare perché secondo loro si stava riassorbendo il tutto fino a quando 5 giorni dopo si trova nel pieno di un’emorragia ed e’ costretta a un intervento d ‘urgenza . La intubano e scoprono che il patch era infetto e stava infettando tutto ciò che stava intorno . Dopo l intervento che mi pare di aver capito, sia stato di pulizia delle zone infette e applicazione di un nuovo patch , mia mamma viene portata in rianimazione in prognosi riservata . Il giorno dopo mi dicono che l avampiede non è irrorato e che bisogna aspettare . Taccandolo effettivamente il piede è freddo e cianotico . La mia domanda é : è normale questo ? Perché il piede , nonostante l intervento , non ha circolazione sanguigna ? E poi come dicono loro , può essere che poi ci sia ? Cosa si può fare per recuperare lì la circolazione ?
I medici hanno detto che hanno eseguito tutto per via endovascolare e tramite applicazione di un patch in narcosi .
Dopo una settimana mia mamma presenta dolori alla gamba dx e un rigonfiamento a livello della ferita chirurgica . La portiamo in pronto soccorso e ci dicono dopo una tac che si tratta di uno pseudo aneurisma, le praticano una medicazione compressiva e la rispediscono nell ospedale dove ha subito l’operazione dicendoci che ne dovrà’ subire un’altra . Li continuano a temporeggiare perché secondo loro si stava riassorbendo il tutto fino a quando 5 giorni dopo si trova nel pieno di un’emorragia ed e’ costretta a un intervento d ‘urgenza . La intubano e scoprono che il patch era infetto e stava infettando tutto ciò che stava intorno . Dopo l intervento che mi pare di aver capito, sia stato di pulizia delle zone infette e applicazione di un nuovo patch , mia mamma viene portata in rianimazione in prognosi riservata . Il giorno dopo mi dicono che l avampiede non è irrorato e che bisogna aspettare . Taccandolo effettivamente il piede è freddo e cianotico . La mia domanda é : è normale questo ? Perché il piede , nonostante l intervento , non ha circolazione sanguigna ? E poi come dicono loro , può essere che poi ci sia ? Cosa si può fare per recuperare lì la circolazione ?
Se il piede è freddo e cianotico, è perché non arriva ossigeno (portato dal sangue).
Mi sembra lecito supporre che vi sia stata una grossa complicazione nell'intervento di ri-vascolarizzazione dell'arteria peroniera e tibiale, e che ora il sangue, per qualche motivo, non arrivi a dovere alle estremità.
Impossibile ipotizzare di più senza ulteriori informazioni, le consiglio di avere fiducia nei Colleghi che stanno curando sua madre.
Saluti
Mi sembra lecito supporre che vi sia stata una grossa complicazione nell'intervento di ri-vascolarizzazione dell'arteria peroniera e tibiale, e che ora il sangue, per qualche motivo, non arrivi a dovere alle estremità.
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Ritengo che sua madre sia stata operata per una quadro clinico di ischemia critica dell'arto inferiore destro. Si è quindi formata un infezione a livello inguinale destro e uno pseudo aneurisma che ha prodotto un emorragia e un intervento a carattere d'urgenza.
Probabilmente è rarefatto lo scarico che noi chiamiamo " run off" a livello del piede e questo potrebbe aver creato una trombosi retrograda ascendente dei vasi tibiali con ipoperfusione del piede stesso.
Ritengo che i colleghi in questo momento abbiano una tattica attendista e cerchino di capire qual è l'evoluzione della ferita inguinale e come evolve il quadro clinico generale. Inoltre noi non conosciamo le comorbilità di sua madre e la sua età.
Probabilmente è rarefatto lo scarico che noi chiamiamo " run off" a livello del piede e questo potrebbe aver creato una trombosi retrograda ascendente dei vasi tibiali con ipoperfusione del piede stesso.
Ritengo che i colleghi in questo momento abbiano una tattica attendista e cerchino di capire qual è l'evoluzione della ferita inguinale e come evolve il quadro clinico generale. Inoltre noi non conosciamo le comorbilità di sua madre e la sua età.
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