Buongiorno, donna, 25 anni. Vorrei un parere generale e capire a che specialista ha più senso rivol

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Buongiorno,
donna, 25 anni. Vorrei un parere generale e capire a che specialista ha più senso rivolgermi in questo momento.
Negli ultimi 2 mesi ho avuto degli episodi di vomito o necessità di evacuare impellente, accompagnati da un forte senso di nausea e malessere che anche dopo essermi liberata persistono, assieme a dei crampi allo stomaco (una fascia più o meno all'altezza dell'ombelico, un pelo sotto, più o meno centrale). Questi episodi mi svuotano completamente delle energie, il giorno dopo dormo a intermittenza, anche per non sentire i crampi continui. Faccio molta fatica a riprendere a mangiare, qualsiasi cosa mi crea crampi e nausea, eventualmente nel giro di 4/5 giorni inizio a mangiare qualcosina ma ho anche questa stanchezza che per ogni attività che svolgo sento poi il bisogno di dormire proprio. Mi sono già successi episodi simili, quando accumulo molta stanchezza e poche ore di sonno, e di solito ma non sempre, in occasione di cene consistenti con cibo non propriamente salutare/pesante. A volte sono gestibili e mi riprendo in un paio di giorni, altre volte come le ultime mi debilitano molto. Però si sono sempre spalmate nel corso di anni/mesi e mai così ravvicinate come le ultime 2(1 mese). L'episodio più forte è stato circa 10 anni fa, sono stata ricoverata una settimana con sospetto di appendicite ma gli esami erano apposto, ho fatto visite varie. La diagnosi finale era che ho fatto delle coliche perchè dei follicoli erano scoppiati e il liquido andando in giro aveva infiammato "un po' tutto" cit.. Questo + aver avuto un aumento dei problemi da quando mi è arrivato il menarca, la soluzione è stata la pillola...ma stavo comunque molto male, quindi siamo passati al cerotto anticoncezionale che a distanza di anni porto ancora.
Comunque ripercorrendo i vari episodi non coincidono sempre con l'ovulazione o la stessa settimana nel ciclo.
Inoltre all'ospedale dopo giorni ho effettivamente evacuato un "tappo" che si era formato..
Dopo il ricovero ho provato un periodo di dieta con cose integrali ecc. ma non stavo comunque bene. Con il passare del tempo, dei mesi, sono stata meglio. Avevano consigliato visita gastroenterologica ma ero distrutta, e una volta stata meglio ho lasciato perdere.

Potrebbe anche esserci un accumulo di stress ed ansia generale, a cui sono particolarmente sensibile, ma nel corso del tempo ho imparato a gestirla un po' meglio, va a momenti.
In queste occasioni però nel momento dell'episodio scatenante esplode in un attimo, non riesco a contenerla. Rispetto a 10 anni fa ad esempio penso di aver gestito meglio i giorni dopo, avendo più autocoscienza, ma il malessere di sottofondo resta simile.

In queste occasioni non ritrovo né un alimento né un trigger psicologico specifico per tutti gli episodi.
Forse è una serie di condizioni, che però si verificano anche in altre giornate senza le stesse conseguenze così gravi.
Negli anni ho avuto dei blocchi dal punto di vista di dover evacuare effettivamente(ho dovuto recarmi al PS), altre volte pensavo fosse così invece è solo ansia e quindi ora utilizzo spasmomen somatico, ma diventa difficile distinguere i casi, non so mai cosa prendere per stare meglio. Come negli ultimi due episodi che erano corrispettivamente uno e l'altro.

Quindi, a parte un percorso psicologico, per fatto che l'intestino sia il secondo cervello come mi è stato detto più volte, e può solo che aiutare.
Vorrei escludere allo stesso tempo interazioni con certi alimenti e/o malattie croniche intestinali.
Il mio medico curante mi ha dato da fare innanzitutto gli esami del sangue per la celiachia, con quei risultati mi avrebbe detto di andare da una nutrizionista... ne ho una vicina, che è comunque medico.
Ha comunque più senso rivolgersi a un dietologo, a un dietista ?
Dovrei sentire prima di tutti un gastroenterologo, o in seconda battuta?
Sennò avrei trovato un gastroenterologo/dietologo cercando nella provincia che forse può unire le cose direttamente.
Voglio iniziare un percorso ma questa mia indecisione nella direzione da dove dovrei iniziare mi sta bloccando.
Avrei sentito anche della dieta in base ai recettori, che volevo provare, ma visti gli ultimi avvenimenti non saprei se è il tipo di dieta giusta.

Ringrazio chi ha letto fino a qui, mi scuso se è poco chiaro il testo, c'era tanto da dire.
Se poteste darmi un parere vi sarei molto grata.
Dr. Francesco Luzzana
Medico di medicina generale, Ecografista, Chirurgo generale
Milano
Buonasera, comprendo la complessità dei Suoi sintomi e il desiderio di trovare un percorso diagnostico e terapeutico adeguato.

Dalla descrizione, è evidente che gli episodi che ha vissuto negli ultimi anni coinvolgono sia il sistema gastrointestinale che una possibile componente legata allo stress e alla gestione emotiva. Considerando la ripetitività dei sintomi, la loro intensità e il possibile coinvolgimento di più fattori, ritengo che il primo specialista a cui rivolgersi sia un gastroenterologo.

Il gastroenterologo potrà valutare se vi siano condizioni come:

Disturbi funzionali dell’intestino (es. sindrome dell’intestino irritabile con possibile componente psicosomatica);
Intolleranze alimentari (es. celiachia, intolleranza al lattosio, sensibilità al glutine non celiaca, ecc.);
Disturbi infiammatori intestinali (es. colite microscopica, morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa);
Disfunzioni digestive legate a motilità e svuotamento gastrico.
Dopo una prima visita, il gastroenterologo potrà indicare se sia necessario approfondire con esami specifici (ad esempio, test per intolleranze, gastroscopia, ecografia addominale, test del respiro per malassorbimenti, ecc.).

In parallelo, un percorso con un nutrizionista medico (o un dietologo) può essere utile per individuare un’alimentazione più adatta alla Sua sensibilità intestinale, specialmente se emergono intolleranze o difficoltà digestive. Se il professionista che ha individuato è sia gastroenterologo che dietologo, potrebbe essere una scelta ideale per affrontare la situazione in modo integrato.

Infine, data la possibile influenza dello stress e dell’ansia sul quadro clinico, potrebbe essere utile affiancare anche un supporto Psichiatrico/ Psicologico, ma questo può avvenire in un secondo momento o parallelamente, in base alle Sue necessità e priorità.

Le consiglio quindi di iniziare con la visita gastroenterologica, per poi valutare eventuali consulenze nutrizionali o psicologiche in base ai risultati ottenuti.

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