Buongiorno, dalle mie prime esperienze intime ho sempre avuto problemi nella durata del rapporto, ch
Buongiorno, dalle mie prime esperienze intime ho sempre avuto problemi nella durata del rapporto, che difficilmente superava il minuto. Tentativi personali di gestire il problema con profilattici ritardanti, esercizi di kegel ecc. si sono rilevati poco efficaci. Pur riuscendo a soddisfare la partner nel rapporto in altri modi, questa problematica è andata a essere uno dei motivi di termine di una relazione e mi ha portato a fare un percorso con una sessuologa, senza risultati. Ho consultato poi un andrologo, che l'ha riconosciuta come EP primaria, ma, ipotizzando potesse essere una sovraeccitazione come risposta ad una disfuzione erettile mi prescrive vardenafil per disfuzione + crema anestetica. Effetto quasi nullo con farmaco, miglioramento sensibile del tempo con la crema, ma non cambia il mio controllo sul riflesso eiaculatorio (anzi peggiora avendo meno riscontro delle mi sensazioni). Alla luce poi di una diagnosi di deficit di attenzione (che sembri impatti sulla vita sessuale) ho iniziato un percorso con un altro sessuologo poi per lavorare su questo e l'ansia da prestazione (che indubbiamente ho sviluppato negli anni) e che ho imparato a gestire, ma anche questo non ha migliorato nel pratico la durata dei rapporti. Mi ritrovo oggi a non sapere più come muovermi; meglio fare una nuova visita andologica o cercare un diverso percorso sessuologico? Quale terapia può essere considerata in questo caso? Ps. L'unico periodo in cui ho percepito un miglioramento concreto dei tempi è stato quando ho praticato pesantemente sport aerobici(corsa e nuoto), mi è stato spiegato che potrebbe essere legato al nervo vago, ma non so se presentare questa informazione al prossimo professionista col rischio di creare più confusione
2 risposte
Ho l'impressione che il quadro mai sia stato adeguatamente valutato, forse minimizzando non pochi aspetti genitali e generali ed inseguendo solo il sintomo cercando di tamponarlo... ovvio senza successo e con un incremento dello stato stresso-ansiogeno che non aiuta. Ovvio che una migliore attività fisica possa aver aiutato ed aiuti, migliorando alcuni aspetti del suo equilibrio, ma nulla centra il nervo vago. Ora le serve un ottimo andrologo che riveda quanto ha fatto, la valuti ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.
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