Buongiorno a tutti i dottori e a coloro che leggeranno tale post. Avrei una domanda se possibile. So
Buongiorno a tutti i dottori e a coloro che leggeranno tale post. Avrei una domanda se possibile. Sono affetto da fistola perianale, intersfinterica che però presenta (fatta ecografia endoanale 3D) un orifizio esterno dal quale parte la fistola che poi si divide in due rami (una sorta di "Y") che vanno a finire nel canale anale, una a circa mezzo centimetro di distanza dall'apertura anale (ore 6) e l'altro tratto fistoloso a circa 8 mm sempre dall'apertura anale (ore 6/7). Entrambi i tragitti non coinvolgono gli sfinteri e sono stati definiti "fistole basse". La domanda è questa: in questo caso la fistola può essere operata con tecnica Filac o Vaaft? Se queste tecniche sono efficaci per le fistole "complesse/alte" non dovrebbero poter essere utilizzate anche fistole "semplici"? Ci sarebbe una certa differenza di % di successo rispetto a una operazione classica di Fistulotomia? Io vorrei evitare l'operazione classica per via del dolore post operatorio in fase di defecazione, del dolore relativo alle medicazioni, delle possibili complicanze post operatorie come emorrargie, trombi emorroidari, restrizioni dell'ano in funzione della cicatrizzazione, tempi lunghi di guarigione e cicatrici. Mi scuso per la lunghezza della domanda ma spero sia stata chiara. Credo l'argomento possa interessare molti utenti visto che le fistole intersfinteriche sono quelle più frequenti. Grazie in anticipo per la cortesia e la pazienza. Distinti Saluti
2 risposte
In presenza di una fistola breve, bassa e senza compromissione sfinterica una fistulectomia radicale rappresenta la migliore soluzione in termini di semplicità, efficacia, economicità, risultato, senza rilevanti complicazioni o discomfort postoperatorio.
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