Buongiorno, A febbraio 2024 mi sono recato dall'urologo, in quanto avevo un leggero fastidio al pe
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Buongiorno,
A febbraio 2024 mi sono recato dall'urologo, in quanto avevo un leggero fastidio al pene, nella parte superiore, pensavo fosse dovuto alla pelle del prepuzio il fastidio. Durante la visita ho avuto un crampo intestinale, durante la palpazione. Dopodiche ho accusato dolore pelvico e il pene si è indolenzito.
Ho effettuato gli esami del liquido seminale e mi è stata diagnosticata prostatite abatterica.
Nei mesi successivi ho preso degli integratori, ho cambiato radicalmente il mio stile vita, rimettendomi a fare sport, e rivolgendomi ad nutrizionista per la parte dieta.
In generale il mio urologo affermava che avrei dovuto migliorare il mio stile di vita e che la componente cibo fosse piu importante dell'attività fisica.
col passare dei mesi ho avuto alti e bassi, in certi momenti credevo di essere sulla strada giusta per debellare il male, in altri avevo delle ricadute, checapitavano in momenti di stress in cui il mio intestino si indeboliva.
Ora sono passati ormai 7 mesi, ancora non ho un'idea chiara di cosa ho e se sarò in grado di debellarlo. Purtroppo il mio urologo non mi da informazioni chiare e questo innesca in me ulteriore stress e ansia.
In queste settimane ad esempio ho avuto un riacutizzarsi del problema, penso anche in seguito ad alcuni giorni in cui ho avuto l'influenza e sono stato costretto a prendere sciroppi per la tosse e aspirine. Ad oggi non riesco praticamente a stare seduto, e capita da settimane che mi alzi di notte per fare pipi. sento la vescica indolenzita e il dolore al pene è aumentato come nei primi tempi. il mio urologo mi consiglia semplicemente di valutare una terapia fisioterapica al pavimento pelvico...
Ora vorrei capire intanto quali potrebbero essere i rimedi che mi permettano di poter lavorare seduto (considerando che ho comprato una seduta ergonimica svedese ma non ho benefici, aiuto!!)
La mia domanda è: a 41 anni riuscirò a debellare questo male che mi sta sfinendo mentalmente??
Quanto incide la componente psicologica in questi aspetti?
Purtroppo ripeto il mio urologo non mi da risposte a questi questiti e questo non fa altro che innescare ulteriore ansia e stress.
Avete esperienza di queste problematiche ? Potete aiutarmi per favore?
A febbraio 2024 mi sono recato dall'urologo, in quanto avevo un leggero fastidio al pene, nella parte superiore, pensavo fosse dovuto alla pelle del prepuzio il fastidio. Durante la visita ho avuto un crampo intestinale, durante la palpazione. Dopodiche ho accusato dolore pelvico e il pene si è indolenzito.
Ho effettuato gli esami del liquido seminale e mi è stata diagnosticata prostatite abatterica.
Nei mesi successivi ho preso degli integratori, ho cambiato radicalmente il mio stile vita, rimettendomi a fare sport, e rivolgendomi ad nutrizionista per la parte dieta.
In generale il mio urologo affermava che avrei dovuto migliorare il mio stile di vita e che la componente cibo fosse piu importante dell'attività fisica.
col passare dei mesi ho avuto alti e bassi, in certi momenti credevo di essere sulla strada giusta per debellare il male, in altri avevo delle ricadute, checapitavano in momenti di stress in cui il mio intestino si indeboliva.
Ora sono passati ormai 7 mesi, ancora non ho un'idea chiara di cosa ho e se sarò in grado di debellarlo. Purtroppo il mio urologo non mi da informazioni chiare e questo innesca in me ulteriore stress e ansia.
In queste settimane ad esempio ho avuto un riacutizzarsi del problema, penso anche in seguito ad alcuni giorni in cui ho avuto l'influenza e sono stato costretto a prendere sciroppi per la tosse e aspirine. Ad oggi non riesco praticamente a stare seduto, e capita da settimane che mi alzi di notte per fare pipi. sento la vescica indolenzita e il dolore al pene è aumentato come nei primi tempi. il mio urologo mi consiglia semplicemente di valutare una terapia fisioterapica al pavimento pelvico...
Ora vorrei capire intanto quali potrebbero essere i rimedi che mi permettano di poter lavorare seduto (considerando che ho comprato una seduta ergonimica svedese ma non ho benefici, aiuto!!)
La mia domanda è: a 41 anni riuscirò a debellare questo male che mi sta sfinendo mentalmente??
Quanto incide la componente psicologica in questi aspetti?
Purtroppo ripeto il mio urologo non mi da risposte a questi questiti e questo non fa altro che innescare ulteriore ansia e stress.
Avete esperienza di queste problematiche ? Potete aiutarmi per favore?
Lasci perdere il pavimento pelvico che è solo la "vittima" del suo stato congestizio-infiammatorio pelvico-prostatico. questo, da quanto riporta non ha avuto adeguate valutazioni genitali e generali (lei parla solo ddi una spermiocoltura negativa... il che è francamente nulla per una diagnosi di causa). Ovvio che lo stile di vita (nutrizione e attività motoria, rilassamento, buon sonno, eliminazione del fumo se fuma, riduzione al minimo degli alcoolici e meglio solo poco vino rosso) sia fondamentale per rimettere le cose a posto, ma poi occorre avere dati adeguati su cui ragionare per imppiegare azioni terapeutiche di supporto utili. Quindi credo sia necessario un buon andrologo che svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale) con i relativi indici derivati per poi attivare la adeguata strategia terapeutica. questa potrebbe richiedere anche un paio di anni, quindi è bene non sprecare tempo in tentativi.
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