Buongiorno, 6 mesi, a seguito di una voluminosa ernia espulsa i l5-s1 che mi aveva portato un grosso

Buongiorno, 6 mesi, a seguito di una voluminosa ernia espulsa i l5-s1 che mi aveva portato un grosso deficit motorio al piede dx, ho subito un intervento di microdiscectomia+ foraminotomia. Ho risolto il deficit motorio ma, ad oggi, ovvero a 6 mesi dall'intervento, dopo tanta fisioterapia e integratori per i nervi, ho bruciore alla bassa schiena, al retro coscia e polpaccio dx, e questo bruciore, oltre ad accentuarsi in tutte quelle posizioni dove si esercita pressione su queste parti, porta come conseguenza anche l'intorpidirsi dell'intero arto dx La RM, fatta a tre mesi e mezzo dall'intervento, parla di tessuto cicatriziale.... Vorrei sapere quali sono le strade che posso percorrere per risolvere questa situazione, sia invasive e soprattutto se ci sono non, e se mai si potrà risolvere totalmente da farmi tornare a vivere una vita normale.... grazie

5 risposte


Gent.mo, le consiglierei prima di tutto di riparlarne con il collega chirurgo che l'ha operata. Detto questo, se anche la fisioterapia non ha dato benefici, le consiglierei di provare con l'agopuntura.

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Gentile paziente, purtroppo il dolore cronico post intervento per lombalgia è una condizione frequente, sebbene la chirurgia in alcuni casi selezionati (come probabilmente il suo, da ciò che scrive) è davvero necessaria. Le consiglio di consultare un medico specialista in terapia del dolore nella sua zona, rimanendo sempre in contatto con il chirurgo che l'ha operata. Esistono varie terapie sia farmacologiche che mininvasive che potrebbero fare al suo caso, ma è necessaria una visita approfondita per poterle consigliare meglio.


Sta descrivendo un dolore neuropatico importante insorto nel post operatorio. Le soluzioni ci sono ma dovrebbe sottoporsi ad una visita completa da parte di un terapista del dolore che le possa effettuare un esame neurologico approfondito e iniziare a proporle un percorso terapeutico personalizzato in base ai vostri sintomi, età e comorbidità.

Dr. Pietro De Donno

Dr. Pietro De Donno

terapista del dolore

Erchie

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Buonasera. esistono tecniche infiltrative e mini-invasive che possono aiutare a liberare le aderenze cicatriziali post chirurgiche, donando sollievo al paziente anche per diversi anni. Ogni caso è a se stante e va valutato con attenzione. Tuttavia oggi esistono varie strategie terapeutiche senza necessità di ulteriore intervento chirurgico che possono realmente migliorare la sintomatologia. Le consiglierei una valutazione antalgica per intraprendere il miglior percorso terapeutico.

Dott. Giorgio Pirrotta

Dott. Giorgio Pirrotta

terapista del dolore

Palermo

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Gentile Signore, il quadro descritto è compatibile con una possibile persistenza di dolore neuropatico radicolare post-chirurgico (irritazione della radice S1, possibile componente cicatriziale/aderenziale), ma richiede una valutazione specialistica con correlazione clinico-radiologica. È indicato un inquadramento presso un Centro di Terapia del Dolore per classificare il dolore e ottimizzare la terapia neuropatica. Nei casi selezionati, dopo fallimento delle terapie conservative, possono essere valutate procedure interventistiche come radiofrequenza pulsata del ganglio della radice dorsale (DRG) o tecniche epidurali mirate. Il recupero può essere progressivo anche oltre 6 mesi, ma la prognosi dipende dal grado di sofferenza nervosa iniziale e dalla risposta ai trattamenti.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.