Buongiorno 5 anni fa ho sofferto per una prostatite batterica, poi curata e superata, pur lasciand

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Buongiorno
5 anni fa ho sofferto per una prostatite batterica, poi curata e superata, pur lasciando delle calcificazioni.
Ad aprile di quest’anno ho avuto un nuovo problema di prostatite batterica, molto più dolorosa e lunga da debellare della precedente, curata anch’essa con terapia antibiotica, dopo esami urine/sperma e visite urologiche.
A settembre ho avuto, invece, problemi intestinali con infiammazione della parte finale intestino e risvolti anche sulla zona prostatica, curata, dopo consulto con medico generico, con ciclo supposte Topster e gel rettali Pentacol 500.
Ora, da circa una settimana, ho accusato, prima problemi che ho ritenuto di tipo emorroidario, con forte bruciore anale, tant’è che ho applicato una pomata Proctolyn, poi ho assunto supposte Topster, essendo il bruciore piuttosto forte; siccome, poi, sono apparsi anche piccoli fastidi intestinali, dopo consulto telefonico col mio medico generico, ho riapplicato anche i gel Pentacol.
Concludendo: dopo 5 giorni di interazioni Topster+Pentacol, intestino migliorato, bruciore anale fortemente diminuito, ma permane un senso di forte bruciore nella zona fra ano e testicoli, che si accentua in caso di erezione, sebbene l’eiaculazione non mi risulti affatto dolorosa, mentre la minzione a volte è fastidiosa, a volte no.
Puó trattarsi di una nuova prostatite batterica? O di un’infiammazione della prostata, data anche da motivi non batterici, magari seguito infezione intestinale??
Aggiungo che ho 44 anni, sono astemio, non mangio cibi piccanti, bevo un solo caffè al giorno e mangio molta verdura.
Grazie.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Come minimo lei sta trascinando da anni una congestione infiammatoria pelvico-prostatica con accentuazioni periodiche non necessariamente dettate dai batteri che presumibilmente in quella situazione possono a volte proliferare di più, ma che a poco o nulla serve inseguire con gli antibiotici. Tra l'altro questi, oltre a generare resistenze e tossicità varie, finiscono epr alterare il microbiota intestinale e prostatico con tutto ciò che ne consegue in relazione alla soluzione del problema e e allo stato di salute generale e intestinale, stato infiammatorio-disfunzionale compreso. Ovvio che anche questo aspetto a poco serva tacitarlo di volta in volta con il cortisone (topster) ed altri antinfiammatori locali (pentacol). Stante quanto afferma sul suo schema nutrizionale, la questione non dovrebbe derivare da ciò (salvo le opportune verifiche). Le ragioni possono essere genitali o più generali (metabolico-ossidative, ormonali, vascolari, immunitarie, di stato fisico complessivo). Mi sembra giunto il momento di smetterla di inseguire ogni volta il sintomo maggiore. Occorre che un buon andrologo prenda in mano la situazione, svolga i dovuti esami e solo poi, sulla base della loro attenta valutazione, imposti la adeguata ed utile terapia ricostitutiva e riequilibrante.

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