Buonasera, un anno fa mi si è creato un bozzo su forchetta vaginale dal quale a seguito scoppio di

Buonasera, un anno fa mi si è creato un bozzo su forchetta vaginale dal quale a seguito scoppio di questa protuberanza gonfia si è creato tessuto di granulazione una ricrescita anomala su forchetta. Dopo la prima cauterizzazione a distanza di un mese il tessuto è ricresciuto pertanto mi hanno eseguito un’altra cauterizzazione e anche qui il problema si è ripresentato. In data 11/03/26 ho eseguito intervento chirurgico di Fistulectomia (chiusura orifizio con approccio vaginale e ricostruzione a strati) Dopo 5 giorni ho avuto perdite di bolle e lieve aria e il chirurgo ha voluto di nuovo vedermi subito e ha verificato : Non tumefazioni apprezzabili Cute perineale rosea. Alla valutazione vaginale presenza di orifizio fistoloso circondato da tessuto di granulazione alla forchetta vaginale. La mucosa vaginae esaminabile (presenza di tampone per mestruazioni in atto) è rosea Ano chiuso. All'esplorazione non dolore. Tendenza all'ipertono sfinterico basale. Buona la contrazione volontaria. Alla rettoscopia mucosa sino al retto medio rosea. Al canale anale presenza di iperemia ed orifizio fistoloso alla parete anteriore a livello della linea dentata Si esegue ecografia endoanale con sonda rotante 10-16 MHZ. Normale la morfologia degli sfinteri anali. Anteriormente al 114 inferiore del canale anale si evidenzia tessuto ipocogenico con bolle iperiflettenti da tramite fistoloso. Non evidenti diramazioni o recessi secondari Dopo l'ecografia ed alla luce della stessa di prova cautamente con specillo e si incannula agevolmente tramite fistoloso ano vaginale i18 marzo 2026 Ferita vaginale con lieve sierosità ematica ma regolare Sia allo speculum vaginale che all'anoscopia non evidenza di cedimenti Conclusioni Fistola ano vaginale L'indicazione è di una riparazione della fistola ano vaginale, l'approccio più adeguato è un approccio vaginale con chiusura della comunicazione ed obliterazione del tramite i18 marzo 2026. Per ora decorso ancora regoalre. Sostituirei lo Psyllogel con Movicol. Continua con Flagyl Il chirurgo mi rivede lunedì 23/03 per fare il punto della situazione su come si evolve Alla luce di ciò nel caso in cui questo processo fistoloso non si risolvesse si può intervenire subito localmente o piano piano il corpo cicatrizzerà il tutto con il tempo avendo speranze di guarire da questo inferno ? Grazie.

2 risposte


Gentile paziente, le fistole retto vaginali sono gravate da un tasso di recidiva alto e da uno di guarigione purtroppo basso. Più si interviene e più si rischia che il tessuto fatichi a rimarginare quindi intervenire si può intervenire con tecniche differenti o con impianto di cellule mesenchimali su una nuova riparazione ma il tasso di riuscita progressivamente diminuisce. La probabilità che il tramite guarisca spontaneamente è molto esigua poiché orami è una ferita che ha cronicizzato. Saluti

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Buonasera. Dal quadro che descrive, la situazione è certamente complessa e comprensibilmente molto pesante, ma non significa affatto che la fistola sia destinata a non guarire. Un elemento importante è che l’ecografia endoanale ha documentato sfinteri normali e un tramite identificabile, senza diramazioni o raccolte secondarie evidenti. Questo è un dato favorevole dal punto di vista della possibilità di un trattamento definitivo. La comparsa di aria e bollicine pochi giorni dopo l’intervento, insieme alla possibilità di reincannulare il tramite, fa però pensare che la comunicazione ano-vaginale fosse ancora pervia o si sia riaperta precocemente. A soli pochi giorni dall’intervento, tuttavia, i tessuti sono ancora in piena fase infiammatoria e di cicatrizzazione: non è opportuno giudicare definitivamente il risultato così presto. In questa fase condivido quindi l’atteggiamento del suo chirurgo: controlli ravvicinati, mantenere le feci morbide con Movicol, evitare traumatismi locali e seguire la terapia prescritta. Non è generalmente conveniente effettuare immediatamente un nuovo intervento sui tessuti appena operati e infiammati, a meno che non vi siano complicanze che lo rendano necessario. Reintervenire troppo precocemente può trovare tessuti fragili e ridurre le possibilità di una buona tenuta della nuova sutura. Se la comunicazione è molto piccola, una guarigione spontanea è possibile, soprattutto se non vi sono infezioni o raccolte; non è però possibile garantirla. La persistenza del passaggio di aria, materiale fecale o secrezioni attraverso la vagina nel tempo suggerirebbe invece che il tramite sia rimasto aperto. Se, dopo un adeguato periodo di guarigione, la fistola persistesse, esistono ulteriori possibilità chirurgiche. La scelta dipenderà dalle dimensioni e dalla sede del tramite, dalla qualità dei tessuti e dai precedenti interventi; nelle recidive può essere necessario utilizzare tecniche differenti rispetto alla semplice chiusura locale, talvolta interponendo tessuto sano tra ano e vagina. Il controllo già programmato è quindi molto importante. In questa fase eviterei soprattutto di interpretare ogni piccola secrezione come un fallimento definitivo: siamo ancora troppo vicini all’intervento per poterlo stabilire. Febbre, dolore crescente, gonfiore, secrezione purulenta o un evidente aumento del passaggio di feci attraverso la vagina richiederebbero invece una rivalutazione anticipata. In sintesi: sì, ci sono concrete possibilità di guarigione, ma occorre dare ai tessuti il tempo di cicatrizzare e valutare l’evoluzione con controlli ravvicinati; qualora il tramite persistesse, non significa che non vi siano ulteriori possibilità di trattamento.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.