Buonasera,sono un ragazzo si 27 anni,a partire dal 22 maggio 2018 ho cominciato a soffrire di ragadi

2 risposte
Buonasera,sono un ragazzo si 27 anni,a partire dal 22 maggio 2018 ho cominciato a soffrire di ragadi anali, con infiammazioni,prurito,irritazioni e soprattutto dolore che si ripeteva e si ripete tutt'ora ogni 15/20 giorni e quando avviene la sofferenza si verifica per circa 10/15 giorni,con un picco durato 30 giorni nel giugno 2018...ho fatto visite chirurgiche e mi è stato diagnosticato 'ragade anale anteriore e posteriore con tag posteriore e in più anche un ipertono dello sfintere anale,ho provato tutte le creme immaginabili come provolone,Antonio,eumovate,gentilmente,anonet,ragamin ma ho notato che ho sollievo per poco,poi i sintomi ricompaiono,ho fatto anche la colonscopia ed è risultato tutti bene e.....quello che mi chiedo a questo punto è se secondo voi è da operare la Marisca che ho nella parte posteriore dell'ano,ho chiesto durante i 5 controlli che ho fatto dall'estate scorsa a quella di quest'anno, ma continuano a dirmi di aspettare, ma io credo che a questo punto bisogna intervenire,vorrei un vostro parere grazie.....prendo anche il coumadin a causa di un intervento con sostituzione di una valvola aortica meccanixa,ma mi hanno detto che per il fatto che prendo il coumadin ciò non influisce con la ragade,in più ho perso 15 kg e mangio frutta e verdura tutti i giorni per avere feci morbide. Voi cosa ne pensate?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Certo le ragadi spesso sono derivate da disfunzioni intestinali, ma altrettanto possono derivare da una concomitante congestione infiammatoria pelvico-prostatica che nessuno valuta. Ovvio che possano poi sostenersi a vicenda e se non si risolvono entrambe le situazioni non si risolve nulla. Avere ridotto il peso e modificato l'alimentazione è stato fondamentale e probabilmente è un percorso da proseguire sin alla normalizzazione ponderale e costitutiva (rapporto massa grassa/magra), ma non basta. L'anticoagulante in sé non ha responsabilità nel problema, ma va tenuto presente nel caso di intervento chirurgico sulla ragade che è meglio rinviare sino a che non sia ben chiarita la sua situazione. solo così la strategia terapeutica utile potrà essere adottata con certezzaa di risultato.

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Dr. Antonio Atelli
Chirurgo generale, Senologo, Chirurgo vascolare
Afragola
Salve . Solitamente le ragadi anali rispondono bene alla terapia locale magari associate all'uso di dilatatori , ovviamente il tutto accompagnato dal rigoroso rispetto di norme dietetico-comportamentali . In una piccola percentuali di casi però la ragade si cronicizza e l'intervento rappresenta l'unica soluzione . Considerando la durata dei sintomi penso che la valutazione per un intervento sia opportuna . Cordiali Saluti

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