Buonasera, sono in lista per un’isteroscopia operativa per rimuovere un polipo. Un intervento “scioc
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Buonasera, sono in lista per un’isteroscopia operativa per rimuovere un polipo. Un intervento “sciocco” lo so, ma sono ipocondriaca e svengo a ogni prelievo…insomma sono una fifona. Ho una paura tremenda della sedazione profonda o anestesia. C’è possibilità di essere “storditi” prima di entrare in sala operatoria? Anestesisti,come vi comportate con persone estremamente paurose? Grazie a tutti in anticipo
Buongiorno, normalmente è possibile eseguire una premedicazione a tale scopo negli ambienti appositi collocati nelle immediate vicinanze della sala operatoria.
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È sempre possibile somministrare al paziente un sedativo prima di essere portati in sala operatoria. Chieda e verrà accontentata.
si, è possibile richiedere una premedicazione. Basta parlare col vostro anestesista.
Gentile utente,
prima di tutto, ci tengo a dirle che nessun intervento è "sciocco" se le provoca ansia o timore: la sua sensibilità è un aspetto di cui noi medici dobbiamo prenderci cura esattamente come del problema fisico. Per una persona che tende a svenire ai prelievi o che vive con forte stress l’ambiente ospedaliero, la paura dell’anestesia è una reazione assolutamente umana e comprensibile.
Certamente esiste la possibilità di essere "storditi", come dice lei, prima di entrare in sala operatoria. Quella che chiamiamo tecnicamente "premedicazione" serve proprio a questo: si tratta della somministrazione di un farmaco ansiolitico, spesso in gocce o tramite una piccola iniezione, che viene data già in reparto o nella zona di preparazione prima del trasferimento nel blocco operatorio. Questo farmaco agisce inducendo uno stato di profondo rilassamento e una sorta di "serena indifferenza" rispetto a ciò che la circonda, permettendole di arrivare sul lettino operatorio con molta meno tensione.
Come anestesisti, con i pazienti particolarmente timorosi adottiamo un approccio molto dolce, che unisce il supporto psicologico a una gestione farmacologica graduale. Spesso iniziamo a somministrare il sedativo in modo così impercettibile, mentre le parliamo, che lei scivolerà in un sonno tranquillo senza neanche rendersi conto del momento esatto in cui accade. Dal punto di vista della medicina funzionale, gestire l'ansia prima dell'intervento è di fondamentale importanza, perché un organismo meno stressato risponde meglio ai farmaci e recupera molto più velocemente nel post-operatorio.
Il mio consiglio è di parlare apertamente della sua fobia durante la visita anestesiologica pre-operatoria: lo specialista sarà pronto ad ascoltarla e a pianificare con lei la premedicazione più efficace, così che il suo unico ricordo di questa esperienza sia quello di un risveglio sereno e senza alcun dolore.
Cordialmente,
Dottor Jacopo Musolino
prima di tutto, ci tengo a dirle che nessun intervento è "sciocco" se le provoca ansia o timore: la sua sensibilità è un aspetto di cui noi medici dobbiamo prenderci cura esattamente come del problema fisico. Per una persona che tende a svenire ai prelievi o che vive con forte stress l’ambiente ospedaliero, la paura dell’anestesia è una reazione assolutamente umana e comprensibile.
Certamente esiste la possibilità di essere "storditi", come dice lei, prima di entrare in sala operatoria. Quella che chiamiamo tecnicamente "premedicazione" serve proprio a questo: si tratta della somministrazione di un farmaco ansiolitico, spesso in gocce o tramite una piccola iniezione, che viene data già in reparto o nella zona di preparazione prima del trasferimento nel blocco operatorio. Questo farmaco agisce inducendo uno stato di profondo rilassamento e una sorta di "serena indifferenza" rispetto a ciò che la circonda, permettendole di arrivare sul lettino operatorio con molta meno tensione.
Come anestesisti, con i pazienti particolarmente timorosi adottiamo un approccio molto dolce, che unisce il supporto psicologico a una gestione farmacologica graduale. Spesso iniziamo a somministrare il sedativo in modo così impercettibile, mentre le parliamo, che lei scivolerà in un sonno tranquillo senza neanche rendersi conto del momento esatto in cui accade. Dal punto di vista della medicina funzionale, gestire l'ansia prima dell'intervento è di fondamentale importanza, perché un organismo meno stressato risponde meglio ai farmaci e recupera molto più velocemente nel post-operatorio.
Il mio consiglio è di parlare apertamente della sua fobia durante la visita anestesiologica pre-operatoria: lo specialista sarà pronto ad ascoltarla e a pianificare con lei la premedicazione più efficace, così che il suo unico ricordo di questa esperienza sia quello di un risveglio sereno e senza alcun dolore.
Cordialmente,
Dottor Jacopo Musolino
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