Buonasera, scrivo perchè da maggio 2020 ho disturbi dovuti ad una prostatite. Bruciore post minzione

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Buonasera, scrivo perchè da maggio 2020 ho disturbi dovuti ad una prostatite. Bruciore post minzione e post eiaculazione, pensatezza a livello perianale e dolore ai testicoli.
Vi riassumo la mia storia: 10 anni ( a 16 anni ) primo attacco forte di prostatite, mi diedero 15gg di bactrim e non cambiò niente, il tutto mi passò con 1 supposta alla sera di aulin per 21. In 3 mesi la situazione migliorò e fino a maggio 2020 ( dieci anni dopo) tutto ok.
Maggio 2020 mi è venuto un altro attacco con meno dolore però ( se 10 anni fa il dolore era da 10 a maggio di quest’anno si puo dire fosse da 8), vado dall’urologo che mi prescrive 3 mesi di novaprost (serenoi + zinco ecc ) e esami urine + spermiocultura. Da ecografia risulta prostata di 20cc con grossolana calcificazione nel lobo destro.
La spermiocultura trova enterococco faecalis ( non sono sicuro però di aver preso il campione in modo corretto) quindi mi prescrive 15 gg di augmentin ( sensibilità da antiobiogramma). Cambiato poco, dopo 20 gg seconda spermioclutura tutto negativo.
Rimango con un dolore diminuito ( un 6,5 sulla solita scala) fino a fine agosto quando mi passa il dolore ai testicoli. Cambio urologo che mi prescrive 25gg di levofloxacina ( primi 7 giorni 3 compresse al dì da 500mg, i restanti 18 gg 2 compresse die) cambiato niente anche stavola. Ora sono in una situazione di dolore intermittente ( bruciore ecc che mi va via per 15 gg per poi tornarmi per altri 10 giorni) da 3 mesi, sicuramente ho molto meno male rispetto a maggio ( sulla scala che mi sono imposto potrebbe essere un 2,5 /3) ma non sono guarito, non sono più tornato normale come l’anno scorso.
Cosa posso fare?? Non ne posso piu. Grazie
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Un fatto è evidente: la sua congestione infiammatoria pelvico-prostatica iniziò 10 anni fa e non si è mai risolta (lo dimostra la grossa calcificazione) pur avendole dato un discreto intervallo sintomatologico ed ora si è consistentemente riaccesa sia per nuovi eventi di induzione che per persistenza di quelli precedenti. Colture a parte (peraltro manca l'unica coltura utile, ovvero quella del secreto prostatico estratto) che non sono mai state significative (la spermiocoltura spesso si inquina e non è quais mai attendibile) e comunque non tali da massacrarla con tutto quell'antibiotico (infatti nulla ha risolto), non riporta altri esami utili (una ecografia base e senza doppler non riesce a valutare lo stato di congestione presumibilmente esistente dato il volume prostatico di 20 ml). La questione va rivista da un andrologo con molta attenzione ed i dovuti esami genitali e generali così da definire le ragioni della questione e poi attivare l'utile trattamento ricostitutivo.

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