Buonasera, Negli ultimi due anni ho avuto tre infezioni alle vie urinarie e adesso sto seguendo una
Buonasera, Negli ultimi due anni ho avuto tre infezioni alle vie urinarie e adesso sto seguendo una nuova terapia perché l’ultima infezione mi ha causato anche una prostatite. In questo momento sto prendendo Saba una capsula al giorno per tre mesi e Probiopros una volta al giorno per tre mesi. Prima di iniziare questa cura, durante l’infezione mi era stato dato un antibiotico per una settimana e le supposte Mictalase per dieci giorni. Con quella terapia stavo davvero bene: i sintomi erano spariti e anche la libido, che durante l’infezione era calata molto, era tornata normale. Il problema è che quattro giorni dopo aver finito antibiotico e Mictalase, la libido è di nuovo diminuita e ed il getto durante la minzione è tornato ad essere debole. A questo punto mi sto chiedendo se l’infezione non sia stata eliminata del tutto, anche perché in tutti e tre gli episodi ho fatto cicli di antibiotico mai più lunghi di 7–8 giorni, e ogni volta l’infezione è tornata. Mi domando anche se il nuovo calo della libido possa essere collegato al fatto che l’infezione sia ancora presente o che la prostata non sia ancora completamente sfiammata?
2 risposte
Non abbiamo a disposizione elementi sugfficienti per poter esprimere un giudizio esaustivo, In linea di massima, nel maschio adulto le infezioni delle viee urinarie sono tutte prostatiti, la vera cistite, molto comune nella femmina è nel maschio assai più rara. Il fattore favorente di queste infezioni è quasi sempre legato a problemi intestinali, sia come funzione che come equilibreio della flora batterica locale (microbiòta). In effetti, in assenza di febbre o gravi cmpliccazioni non dovrebbe ami essere intrapresa una terapia antibiotica empirica, ovvero non basata su inequivocabili positivià delle colture (urina e/o liquido seminale). Senz'altro al momento le attenzioni più consitenti, se non vi sonoalterazioni urologiche significative (che le non di riporta). Le attenzioni maggiori dovrebbere essere appunto rivolte all'intestino, cn eventuale collaborazione del gastro-enterologo e del dietologo/nutrizionista.
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Come spesso accade non è l'infezione il problema, ma le condizioni che consentono la proliferazione batterica. Continuare a prendere antibiotici serve a poco e produce problemi anche importanti di squilibrio del micorbiota che poi a sua volta sostiene le condizioni congestizo-infiammatorie che sono terreno per la proliferazione batterica. Ovvio che un lenitivo (mictalase) l'abbai aiutata, ma non è certamente la soluzione, così come non lo è il saba in cui, tra l'altro, la serenoa con l'azione anti-androgenica sfavorisce la soluzione della congestione infiammatoria pelvico-prostatica e può indurre calo della libido e delle funzioni genitali nel loro complesso. Credo che lei debba trovare un buon andrologo che riprenda in mano la situazione e svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati in correlazione tra loro consentirà di attivare la utile strategia terapeutica che potrebbe richiedere, al netto di correzioni chirurgiche (vedi i problemi di prepuzio o di IPB), potrebbe ormai richiedere da uno a due anni.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

