Buonasera, mia figlia 13enne mi ha comunicato non essere più vergine dopo averlo fatto con un coetan
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Buonasera, mia figlia 13enne mi ha comunicato non essere più vergine dopo averlo fatto con un coetaneo conosciuto dieci giorni fa. Dall' incredulità, allo sgomento quando ho appurato la veridicità della confessione. Non posso condividere col marito questo macigno perché ho paura della sua reazione. Vorrei che la ragazza sentisse dalla voce di una professionista, ciò che io mamma non riesco a farle capire. Per lei è una cosa normale, nn è pentita ed è una cosa più grande di tutte le supposizioni che avrei mai potuto fare. Sono sola col mio segreto che vorrei urlare ai quattro venti per condividere il dolore
Sarebbe utile parlarne con un/a Sessuologo/a che potrà darle le giuste informazioni e fornirle il più corretto sostegno emotivo
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Condivido il suggerimento fornitole dal collega: si rivolga ad uno psicosessuologo, che possa supportarla in questo momento di sofferenza ed esplorare insieme a lei il tema della sessualità, fornendole le informazioni più opportune, in modo da contenere e placare la sua comprensibile angoscia. Cordialmente. Dott.ssa Marina Ceruti
Cara signora, l'età media dei rapporti sessuali negli ultimi anni si è abbassata notevolemente. Non colpevolizzi sua figlia ma cerchi di starle vicina spiegandole i rischi derivanti da evenetuali rapporti non protetti. Il padre ha tutto il diritto di sapere affinchè possa dare il suo contributo nell'educazione di sua figlia. Le auguro ogni bene e le auguro che sua figlia possa avere la forza e la capacità di stare sempre attenta.
Gentilissima
La ringrazio per avermi scritto con così tanta sincerità e coinvolgimento emotivo.
Quello che sta vivendo è un momento profondamente delicato e comprensibilmente sconvolgente: come madre si è trovata davanti a una rivelazione che tocca la sfera più intima di sua figlia e lo fa in un tempo che probabilmente sentiva ancora “prematuro” o impensabile.
Il suo senso di incredulità, sgomento e solitudine è assolutamente legittimo.
È chiaro quanto tenga a sua figlia e quanto desideri proteggerla, anche se adesso si sente disorientata.
Il fatto che lei non riesca a condividere questo con suo marito per timore della sua reazione aggiunge un ulteriore peso emotivo.
Ma non è sola. E già il fatto che si sia rivolta a una professionista è un primo, importante passo per trasformare questo dolore in ascolto, presenza e dialogo.
Per quanto riguarda sua figlia, il colloquio con una psicologa può certamente essere utile, non per giudicare o "correggere", ma per aprire uno spazio di riflessione.
Aiutarla a comprendere meglio le sue scelte, i suoi bisogni, le emozioni coinvolte. Non si tratta di toglierle la libertà, ma di offrirle strumenti per viverla in modo consapevole, rispettoso di sé e dell’altro.
Le suggerisco, se se la sente, di proporre questo incontro a sua figlia in modo accogliente, come un’occasione per parlare con qualcuno che non è né un genitore né un giudice, ma una figura che può ascoltarla davvero, senza pressione.
Nel frattempo, anche lei mamma potrebbe avere uno spazio dedicato per elaborare le sue emozioni, il senso di smarrimento e la responsabilità che sente così forte sulle spalle.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Daniela Guzzi
Psicologa – Psicoterapeuta
La ringrazio per avermi scritto con così tanta sincerità e coinvolgimento emotivo.
Quello che sta vivendo è un momento profondamente delicato e comprensibilmente sconvolgente: come madre si è trovata davanti a una rivelazione che tocca la sfera più intima di sua figlia e lo fa in un tempo che probabilmente sentiva ancora “prematuro” o impensabile.
Il suo senso di incredulità, sgomento e solitudine è assolutamente legittimo.
È chiaro quanto tenga a sua figlia e quanto desideri proteggerla, anche se adesso si sente disorientata.
Il fatto che lei non riesca a condividere questo con suo marito per timore della sua reazione aggiunge un ulteriore peso emotivo.
Ma non è sola. E già il fatto che si sia rivolta a una professionista è un primo, importante passo per trasformare questo dolore in ascolto, presenza e dialogo.
Per quanto riguarda sua figlia, il colloquio con una psicologa può certamente essere utile, non per giudicare o "correggere", ma per aprire uno spazio di riflessione.
Aiutarla a comprendere meglio le sue scelte, i suoi bisogni, le emozioni coinvolte. Non si tratta di toglierle la libertà, ma di offrirle strumenti per viverla in modo consapevole, rispettoso di sé e dell’altro.
Le suggerisco, se se la sente, di proporre questo incontro a sua figlia in modo accogliente, come un’occasione per parlare con qualcuno che non è né un genitore né un giudice, ma una figura che può ascoltarla davvero, senza pressione.
Nel frattempo, anche lei mamma potrebbe avere uno spazio dedicato per elaborare le sue emozioni, il senso di smarrimento e la responsabilità che sente così forte sulle spalle.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Daniela Guzzi
Psicologa – Psicoterapeuta
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