Buonasera. Ho effettuato ad agosto 2025 un intervento per la correzione dell'alluce valgo al piede d

Buonasera. Ho effettuato ad agosto 2025 un intervento per la correzione dell'alluce valgo al piede dx con tecnica percutanea mininvasiva senza ferri di stabilizzazione. Dopo un mese dall' intervento ho tolto la scarpa post operatoria ed ho ripreso a camminare con scarpe basse e comode. A novembre ho effettuato una RX a causa della persistenza del dolore ed è risultata algodialstrofia trattata, fino a gennaio 2026, con iniezioni intramuscolo e magnetoterapia. Sono seguite RX e visita di controllo durante la quale, l'ortopedico, ha ritenuto fosse tutto risolto. Ad oggi non riesco a flettere l'alluce e il secondo dito mi fa male, sia in flessione che estensione. Temo di aver fatto un guaio ad operarmi. La "cipolla" c'è ancora anche se non mi fa male, credo sia tessuto cicatriziale. Cosa mi consigliate? Qualche terapia manuale o rassegnarmi alla nuova condizione? Grazie

1 risposta


Buonasera, comprendo la sua preoccupazione, ma da quanto descrive non è possibile concludere che l'intervento sia stato un errore o che abbia "fatto un guaio". L'intervento per alluce valgo, soprattutto quando complicato da una successiva algodistrofia (o sindrome dolorosa regionale complessa), può richiedere tempi di recupero molto più lunghi del previsto e lasciare per diversi mesi rigidità articolare, dolore e limitazione funzionale. La difficoltà a flettere l'alluce e il dolore al secondo dito meritano tuttavia un nuovo controllo specialistico. Potrebbero essere legati a una rigidità articolare residua, ad aderenze cicatriziali, a un'alterazione della biomeccanica dell'avampiede oppure agli esiti dell'algodistrofia stessa. Anche la persistenza di una prominenza nella sede dell'alluce non è necessariamente dovuta a una recidiva della deformità e potrebbe effettivamente corrispondere a tessuti cicatriziali o a un residuo rimodellamento osseo. Prima di rassegnarsi alla situazione attuale, ritengo opportuno eseguire una nuova valutazione ortopedica, eventualmente associata a radiografie aggiornate. In molti casi un percorso di fisioterapia mirata, con mobilizzazioni articolari manuali e specifici esercizi di recupero della mobilità dell'alluce, può ancora portare benefici anche a distanza di mesi dall'intervento. Pertanto non considererei il quadro come definitivo senza un ulteriore approfondimento. La presenza di dolore e la marcata limitazione della flessione dell'alluce suggeriscono che vi sia ancora margine per comprendere meglio la causa dei sintomi ed eventualmente intervenire con un trattamento mirato. Cordiali saluti.

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