Buonasera, ho 75 anni e nel mese di Giugno 2018 sono stato operato di prostatectomia radicale nerve

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Buonasera,
ho 75 anni e nel mese di Giugno 2018 sono stato operato di prostatectomia radicale nerve sparing e linfadenectomia iliaco otturatoria bilaterale per via laparoscopica con esame istologico di adenocarcinoma prostatico stadio pT2c pN0 gleason score 9 (4+5), margini di resezione, vescicole seminali, deferenti e 16 linfonodi indenni da neoplasia, PSA preoperatorio 6,37 ng/ml.
Nell’Ottobre del 2019 ho subito un’ernioplastica ombelicale dovuta a laparocele.
Nel mese di Settembre 2020 il PSA totale era 5,48 ng/ml per cui ho eseguito PET (somministrazione endovenosa di Fluorocolina) con studio suggestivo per recidiva locale di malattia in sede retropubica destra e localizzazione linfonodale nell’adipe mesorettale e ho iniziato terapia con Enantone.
In data 03/12/2020 sono stato sottoposto a linfadenectomia retroperitoneale estesa con diagnosi finale di linfonodi esenti da neoplasia (0 linfonodi positivi su 32 isolati).
Come da indicazione, dopo circa 30 giorni dall’intervento chirurgico ho effettuato l’8 Gennaio 2020 PSA totale, che risulta essere 2,170 ng/ml.
Sempre da indicazioni dello specialista, se PSA totale >= 0,2 ng/ml, dovrei eseguire ristadiazione della malattia per mezzo di esecuzione di PET-PSMA / RMN Whole Body e, nelle more, continuare terapia con Enantone.
Quello che mi chiedo è: se dall’esame istologico tutti i linfonodi sono risultati indenni da neoplasia, come mai il PSA totale risulta ancora superiore al valore soglia di 0,2 ng/ml?
Sono molto preoccupato e spero di poter ricevere una risposta quanto prima.
Vi ringrazio per le vostre cortesi risposte.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Possono esserci localizzazioni extralinfonodali e quindi la PET/CT con 68 Gallio-PSMA è l'esame corretto per verificare la situazione. Sarà poi il caso, stante il grado Gleason rilevato al tempo, valutare se si tratti di una forma resistente agli anti-androgeni: tale valutazione si può fare sulle CTC (cellule tumorali circolanti se rintracciabili) o se disponibile (dovrebbe ancora esserlo) sul pezzo operatorio determinando la variante V7 del recettore androgenico. In caso di resistenza andrà completamente modificata la terapia in atto.

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