Buonasera, ho 55 anni ed il mese di gennaio scorso mi è stata diagnosticata una IPB, con PSA alter

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Buonasera,
ho 55 anni ed il mese di gennaio scorso mi è stata diagnosticata una IPB, con PSA alterato a 5,7. Il mio specialista mi ha consigliato cura 1 compressa /die di tamsulosina. Rifatti gli esami PSA 3,8 e mi è stato consigliato di continuare la cura visto che comunque la mia vescica all'esame strumentale risulta non completamente distesa.Ora la mia domanda;in questo momento io sto bene urino con un buon getto max 6/7 volte al giorno senza urgenza, però non sò per quanto tempo si potrà andare avanti con una pasticca anche perchè immagino ci possano essere effetti collaterali importanti e quindi prima o poi bisognerà intervenire chirurgicamente.Ho sentito palare di I- tind e Rezum che sono tecniche di riduzione della prostata in maniera meno invasiva e con tempi di recupero decisamente più brevi. Non sarebbe meglio procedere con un intervento light, anzichè affrontare più avanti un'operazione più complessa?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
I-tind non riduce la prostata ma allarga l'uretra prostatica e può essere una buona soluzione che richiede 5 giorni di permanenza. Esiste anche la dilatazione farmacologica con il palloncino optilume che richiede la permanenza in sede di circa 10 minuti. Poi ci sono le riduzioni chirurgiche transuretrali di vario genere, sostanzialmente con simili tempi di guarigione e di risultati. Il problema del suo quadro tuttavia è quel livello di PSA totale (anche se sceso non è ancora un valore da trascurare... il limite attuale di attenzione è a 2.5 ng/ml): sarebbe decisamente meglio avere a disposizione il profilo completo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume, PSA L/T, testosterone/PSA) da valutare insieme ad una attenta ecografia transrettale doppler e poter poi decidere nel merito di una eventuale mpRMI. Ove tutto ciò fosse realmente negativo allora andranno attentamente valutate le ragioni genitali e generali di induzione e sostegno dello stato congestizio-infiammatorio per poterle trattare adeguatamente, invece di trattare solo il sintomo minzionale.

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